Il direttore di Moondo mi ha chiesto di prendere posizione a proposito della solita bufala propinata dal servizio delle Iene dedicato all’esperimento Sox che i fisici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare stavano preparando nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Vorrei provare a spendere poche righe sul fatto in sé per poi introdurre un argomento che  costituirà una costante dell’impegno di Moondo durante tutta la sua prima adolescenza: l’impegno e la battaglia, se servirà, in favore della scienza, della verità, della razionalità, del metodo e del dialogo.

Partiamo dal titolo del servizio delle Iene: “Un pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto”. Mamma mia, che paura, stavo per cambiare canale, ma non mi conviene. Certamente con la loro precisa analisi dei fatti mi faranno prendere coscienza di quello che potrebbe succedere tra poco sotto al Gran Sasso. L’Abruzzo è bellissimo, molto vicino a casa e l’idea che possa rischiare di fare la fine di Fukushima, come evocato dalla trasmissione, mi pare una cosa da dover evitare assolutamente. Ho visto il servizio fino alla fine.

Sarei sceso in piazza a manifestare contro qualsiasi possibile uso dell’energia nucleare e della radioattività la mattina dopo se non mi avesse preso improvvisamente una apatia da radiazioni. Avevano ragione loro, particelle che mi colpivano senza tregua provenienti da tutte le parti avevano fiaccato la mia aggressività. Il reattore nucleare più grande che abbiamo il piacere di ospitare vicino casa, quella mattina emanava un tepore estivo, pur essendo Natale, e le sue radiazioni inondavano il Colosseo tanto da stagliarne il profilo in modo netto contro il cielo blu di Roma. Non sono andato a manifestare contro il nucleare, avrei dovuto manifestare contro il Sole. Non me la sono sentita, e poi, diciamolo francamente, in qualità di esponenti della vita sulla terra proprio non ci conviene.

Sox e Borexino

Torniamo a “Sox ed a Borexino”, un rivelatore di particelle, neutrini in questo caso, che sta sotto al Gran Sasso non per una scelta folle, ma perché soltanto schermati dalla montagna si possono rivelare particelle che altrimenti sarebbero sommerse dalle stesse radiazioni che colpiscono tutti noi ogni giorno. La montagna fa da schermo ed i fisici sono in grado di selezionare gli eventi significativi riducendo il rischio di confusione.

SOX, Gran Sasso
SOX, Gran Sasso

Tutto questo serve? Serve a noi tutti. Intanto perché la conoscenza serve, la conoscenza di quello che ci circonda e dei meccanismi attraverso cui il nostro universo si sia formato, poi serve a sviluppare tecnologie che non muoiono nei laboratori ad esperimento finito. Guardatevi intorno, da internet allo smartphone fino al tessuto impermeabile delle vostre scarpe o del giubbotto, tutto è nato all’interno di questi laboratori. Gli ospedali: la scintigrafia che permette diagnosi precoci, il radiometabolismo, il trattamento mirato di alcune neoplasie, tutto quello che si chiama medicina nucleare nasce dagli esperimenti nei laboratori come quello descritto.

L’esperimento del Gran Sasso, care Iene, è talmente segreto che tutto il mondo scientifico ne parla da anni. Sapete, in quel mondo li, non è che uno si sveglia la mattina e dice “ facciamo un servizio sull’Abruzzo”, un esperimento è pianificato in anni di studio teorico per definire quello che si andrà a cercare proprio in quel determinato range di energie e per quello scopo. Poi si pianifica e si mettono a punto le modalità tecniche e tecnologiche, le modalità di protezione dell’ambiente per cui esistono leggi e lunghi procedimenti per le autorizzazioni che devono seguire procedure scientifiche e sottoposte al vaglio di agenzie internazionali indipendenti. Solo dopo si può cominciare a lavorare per costruire l’esperimento. Anni di pianificazione per pochi mesi di misure. Immaginate quanto potesse essere segreto un esperimento che il mondo della fisica sta aspettando con ansia. Qui però spunta il primo segno di squilibrio sociale. Se una cosa non la so e dico che non la so, passo per ignorante, ma se non la so e dico che è segreta in qualche modo mi salvo.

Pericolo? Come accendere un ferro da stiro, anzi un po’ meno.

Quanto al pericolo di esplosione, tipo Giappone per capirci, proviamo a capire la differenza che esiste tra un impiego attivo del nucleare: un reattore che produce energia, ed un impiego passivo: emettere radiazioni contro un bersaglio pianificato. La prima utilizzazione produce una moltiplicazione controllata di particelle radioattive che vengono utilizzate per sostenere la reazione, mentre una parte dell’energia viene prelevata per essere utilizzata. Così funziona, più o meno, un reattore. L’altro modo è quello che l’esperimento del Gran Sasso avrebbe fatto con il Cerio 144, la stessa cosa che si fa ogni giorno nei nostri ospedali. Per dare una idea della portata della bufala, la potenza sviluppata da un reattore, quello di Fukushima per esempio, è di circa un miliardo di Watt, quello previsto dall’esperimento del Gran Sasso era di poco più di 1000 Watt.

borexino

Per favore e per chiudere l’argomento, fate fare a tutta la redazione delle Iene un esperimento. Procedura: prendere il ferro da stiro, e controllare sul retro l’etichetta che riporta (per legge) la potenza in Watt, è sicuramente intorno ai 1500 W, il vostro forno è molto di più. Francamente mi pare che basti per smontare la bufala, quello che non basta è invece l’atteggiamento etico di un giornalismo che è il contrario del nostro. 

Scriviamo solo oggi di questo argomento un po’ perché a mente fredda si ragiona meglio e di più, ma anche perché a scrivere di fisica per conto di Moondo il direttore voleva che fosse una persona laureata in Fisica, informata sui fatti ed in grado di verificare e argomentare razionalmente quello che vede, legge e sente. Per questo vi dicevo che la nostra battaglia sarà una costante editoriale, non contro le Iene, ma contro chiunque voglia speculare sulla paura, sulla approssimazione e sulla cialtronaggine per strappare solo un “like” in più. Un atteggiamento che trasporta ed irrora l’irrazionalità, ma sopratutto, in cattiva fede, la sfiducia nelle Istituzioni scientifiche pubbliche cioè dello Stato cioè nostre, tali sono sia lNFN che l’Agenzia di Protezione dell’Ambiente.

Gilberto Corbellini sul Foglio faceva appunto notare come un sondaggio che richiedesse di indicare la pericolosità di alcune tecnologie tra quelle elencate avesse riportato al primo posto, in modo quasi unanime, il pericolo nucleare ed in uno degli ultimi posti la motocicletta. Inutile dirvi che, anche considerando rischi e benefici, la realtà è  drammaticamente diversa dalla percezione. Lo stesso vale per le “invasioni di extracomunitari” o per “il numero di crimini commessi dagli stranieri” sono percezioni contrarie ai numeri veri. Di questo faremo una battaglia di idee e promuoveremo incontri, dialogo, confronto e studio.

La nostra battaglia non sarà per niente “contro”, ma a favore della razionalità, della logica, del metodo, una battaglia per la verità che solo la scienza può metterci davanti.

Fake news e analisi scientifica, come proteggersi dai cialtroni

Proprio su queste stesse pagine ho scritto di fake news e di quanto siano diventate parte integrante del sistema. Analisi scientifica e fake news sono argomenti strettamente collegati. Supportare il metodo scientifico e farlo diventare condizione comune e condivisa di analisi significa dare strumenti per autocostruirsi una visione ed una protezione anti cialtroni. Perché?

Semplice. Che fa la scienza, osserva un fenomeno, formula una ipotesi che molte volte si basa su teorie note dal passato, e qualche volta no, specie quando queste vacillano per via di nuovi dati certi spuntati all’orizzonte. Poi trasforma l’osservazione in misure e raccoglie dati. A questo punto elabora, sulla base dei dati, un modello, una costruzione mentale che confermi o neghi quella ipotesi. Se la conferma o la nega non importa, per lo scienziato entrambe le posizioni trasferiscono conoscenza. Lo scienziato non è mai sconfitto.

Questo metodo, trasferito alla società civile come cultura, come attitudine, come codice di comportamento, fa crescere uno “scudo termico” contro ogni tipo di bufala, anzi, mette alla gogna chi produca falsità come pericolo pubblico.

Che succede oggi? Si vive di fronte a strumenti tecnologici che nascondono algoritmi di ricerca che sono in grado di analizzare ogni mia ipotesi e propormi un quadro di riferimento di tutti quelli che abbiano la stessa idea, gli stessi gusti, le stesse propensioni. Tutto questo viene scambiato per “dato”, quindi si vive con un motore di “ricerca” (la parola è agghiacciate per un fisico) che non cerca dati per costruire teorie, ma considera significativi solo quei dati che dimostrino l’ipotesi preconcetta. I preconcetti sono due: il primo è che quello che trova la “ricerca motorizzata” sia un dato, il secondo, che io chiamo pregiudizio universale, è pensare che sia vero ciò che che mi è venuto in mente per il solo fatto che l’ho pensato io. Chiaro il problema?

Oggi non è più osteggiare la scienza come si è sempre fatto, ma costruire l’anti scienza: metodologicamente e filosoficamente. Questo lo si fa utilizzando un algoritmo scientifico. Un metodo geniale per rendere fluida qualsiasi falsità. Una procedura scientificamente anti scientifica. Naturalmente la tecnologia non c’entra proprio niente, viene costruita per rendere la vita più semplice in ogni suo aspetto, ma quando diventa pervasiva allora impone a chi governa il paese, il mondo, i processi, di investire nella scuola e nei processi educativi affinché i giovani abbiano una cultura di base più profonda e più ampia di quella che avevamo noi quando tutto questo non c’era.

Non mi pare che sia così, noi di Moondo ci batteremo per questo e chiediamo ai lettori di stare al nostro fianco. Credetemi, è una battaglia per la democrazia.


Siamo una giovane realtà editoriale e non riceviamo finanziamenti pubblici.
Il nostro lavoro è sostenuto solo dal contributo dell’editore (CuDriEc S.r.l.) e dagli introiti pubblicitari. I lettori sono la nostra vera ricchezza. Ogni giorno cerchiamo di fornire approfondimenti accurati, unici e veri.
Sostieni Moondo, sostieni l’informazione indipendente!

Desidero inviare a Moondo una (scegli l'importo)



Potrebbe interessarti anche
Iscriviti gratuitamente al canale TV:

1 commento

  1. Sono anni ormai che le iene ci propinano cialtronerie e servizi fatti in malafede. Ma sapere basta girare canale e fregarsene degli imbrogli

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome:

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.