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martedì 2 Giugno 2020

Bruno Somalvico

Bruno Somalvico (Lugano, 1958) formatosi all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, dal 1988 ad oggi opera presso la Direzione Generale Rai. Nella sua più che trentennale attività di studi e ricerche di pianificazione strategica ha cercato di individuare i nuovi scenari e le nuove sfide per il servizio pubblico alla luce della trasformazione dei bisogni della società indotti dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, della frammentazione e segmentazione del corpo sociale e della personalizzazione delle offerte, della crescita delle nuove modalità di finanziamento e di remunerazione e dei nuovi modelli di business e fenomeni di allargamento e/o concentrazione dei mercati della comunicazione, proponendo in varie occasioni di ribadire le ragioni del servizio pubblico in un documento di valore costituzionale teso in ogni caso ad esaltare il suo valore pubblico e civico. Autore nel 1993 di un Rapporto in qualità di per il Consiglio d’Europa su Acces to new telecommunication technologies and their social impact in Europe, con Bino Olivi ha poi redatto un saggio di strategie per il servizio pubblico nelle nascenti offerte multicanali La Fine della Comunicazione di massa. Dal villaggio globale alla nuova Babele elettronica (Il Mulino, 1997). Esperto per l’Italia al Consiglio d’Europa dal 1996 al 2000 nel Gruppo di specialisti su L’impatto delle nuove tecnologie della comunicazione sui diritti dell’uomo e i valori democratici. Nel 2000-2001, in qualità di esperto nominato dal Ministro delle Comunicazioni nel corso del secondo Governo Amato ha coordinato il Gruppo di lavoro sul Digitale Terrestre del Forum Permanente delle Comunicazione presentando un Rapporto finale per gestire la “difficile transizione” verso la televisione “all digital” (luglio 2001) poi trasformato in un volume collettaneo, La tv diventa digitale. Scenari per una difficile transizione (Franco Angeli, 2002). Nel 2003 ha costituito con Jader Jacobelli, Bino Olivi e altri dodici associati, Infocivica Gruppo di Amalfi, associazione senza fini di lucro per ridefinire la missione del servizio pubblico nella società dell’Informazione che nell’ottobre 2004 ha presentato ufficialmente alla Camera dei Deputati il progetto di un canale di informazione politico-parlamentare, documentazione e storia della vita istituzionale politica e culturale in previsione anche del 150esimo dell’Unità d’Italia Da questo momento ha concentrato la propria attenzione sulla ridefinizione di missione offerta finanziamento e regole dei servizi pubblici in previsione della scadenza della concessione ventennale nel 2016 Dal 2004 al 2007 ha fondato e curato la Collana di studi e ricerche Zone nell’ambito dell’Ufficio Studi della Direzione Palinsesto Tv e Marketing. Per il Mulino ha pubblicato un secondo volume: La nuova Babele elettronica: dalla globalizzazione delle comunicazioni alla società dell’informazione (2005) delineando la necessità di trasformare il servizio pubblico da broadcaster verticalmente integrato e editore cross mediale al contempo produttore e orchestratore di contenuti, reti e comunità di pubblica utilità nell’ottica di una Media Company. Dal 2007 nella Direzione Relazioni Istituzionali e Internazionali ha promosso e organizzato dal 2009 al 2015 Conferenze e Seminari presso il Prix Italia di un network di dieci accademici europei: dapprima una riflessione sulla possibilità di “costruire un servizio pubblico europeo” poi quattro seminari internazionali dal 2010 al 2014 su Missione dei PSM, riorganizzazione della loro offerta in ottica crossmediale, modalità di finanziamento e di governance, nonché un quinto seminario contenente le Conclusioni e raccomandazioni finali del Gruppo Europeo di Torino curate da Enrique Bustamante, poi raccolte in un dossier da lui curato nel numero di maggio 2016 di Mondoperaio, poi presentato nell’autunno 2016 presso la Biblioteca del Senato della Repubblica. Parallelamente in qualità di segretario generale di Infocivica ha promosso tre seminari di riflessione dedicati alla proposta di una testata unica per la Rai, di una separazione verticale fra servizio pubblico dei contenuti e servizio pubblico del trasporto, e di dar vita ad un Comitato di saggi incaricato di predisporre le linee guida di una Carta costituente di un Servizio pubblico europeo delle comunicazioni. Dal 2017 prosegue l’attività di monitoraggio su tecnologie, mercati, imprese e regole del gioco esaminando nella fattispecie gli effetti della maturazione della convergenza e dell’ascesa delle piattaforme OTT (SVoD, AVoD) sulla trasformazione del lavoro editoriale nell’età delle comunicazioni intelligenti. Per il 2024, in vista del centenario della nascita della radio e del 70esimo delle trasmissioni regolari della televisione, sta preparando un saggio di storia politica della radio e della televisione in Italia

Bruno Somalvico

Bruno Somalvico (Lugano, 1958) formatosi all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, dal 1988 ad oggi opera presso la Direzione Generale Rai. Nella sua più che trentennale attività di studi e ricerche di pianificazione strategica ha cercato di individuare i nuovi scenari e le nuove sfide per il servizio pubblico alla luce della trasformazione dei bisogni della società indotti dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, della frammentazione e segmentazione del corpo sociale e della personalizzazione delle offerte, della crescita delle nuove modalità di finanziamento e di remunerazione e dei nuovi modelli di business e fenomeni di allargamento e/o concentrazione dei mercati della comunicazione, proponendo in varie occasioni di ribadire le ragioni del servizio pubblico in un documento di valore costituzionale teso in ogni caso ad esaltare il suo valore pubblico e civico. Autore nel 1993 di un Rapporto in qualità di per il Consiglio d’Europa su Acces to new telecommunication technologies and their social impact in Europe, con Bino Olivi ha poi redatto un saggio di strategie per il servizio pubblico nelle nascenti offerte multicanali La Fine della Comunicazione di massa. Dal villaggio globale alla nuova Babele elettronica (Il Mulino, 1997). Esperto per l’Italia al Consiglio d’Europa dal 1996 al 2000 nel Gruppo di specialisti su L’impatto delle nuove tecnologie della comunicazione sui diritti dell’uomo e i valori democratici. Nel 2000-2001, in qualità di esperto nominato dal Ministro delle Comunicazioni nel corso del secondo Governo Amato ha coordinato il Gruppo di lavoro sul Digitale Terrestre del Forum Permanente delle Comunicazione presentando un Rapporto finale per gestire la “difficile transizione” verso la televisione “all digital” (luglio 2001) poi trasformato in un volume collettaneo, La tv diventa digitale. Scenari per una difficile transizione (Franco Angeli, 2002). Nel 2003 ha costituito con Jader Jacobelli, Bino Olivi e altri dodici associati, Infocivica Gruppo di Amalfi, associazione senza fini di lucro per ridefinire la missione del servizio pubblico nella società dell’Informazione che nell’ottobre 2004 ha presentato ufficialmente alla Camera dei Deputati il progetto di un canale di informazione politico-parlamentare, documentazione e storia della vita istituzionale politica e culturale in previsione anche del 150esimo dell’Unità d’Italia Da questo momento ha concentrato la propria attenzione sulla ridefinizione di missione offerta finanziamento e regole dei servizi pubblici in previsione della scadenza della concessione ventennale nel 2016 Dal 2004 al 2007 ha fondato e curato la Collana di studi e ricerche Zone nell’ambito dell’Ufficio Studi della Direzione Palinsesto Tv e Marketing. Per il Mulino ha pubblicato un secondo volume: La nuova Babele elettronica: dalla globalizzazione delle comunicazioni alla società dell’informazione (2005) delineando la necessità di trasformare il servizio pubblico da broadcaster verticalmente integrato e editore cross mediale al contempo produttore e orchestratore di contenuti, reti e comunità di pubblica utilità nell’ottica di una Media Company. Dal 2007 nella Direzione Relazioni Istituzionali e Internazionali ha promosso e organizzato dal 2009 al 2015 Conferenze e Seminari presso il Prix Italia di un network di dieci accademici europei: dapprima una riflessione sulla possibilità di “costruire un servizio pubblico europeo” poi quattro seminari internazionali dal 2010 al 2014 su Missione dei PSM, riorganizzazione della loro offerta in ottica crossmediale, modalità di finanziamento e di governance, nonché un quinto seminario contenente le Conclusioni e raccomandazioni finali del Gruppo Europeo di Torino curate da Enrique Bustamante, poi raccolte in un dossier da lui curato nel numero di maggio 2016 di Mondoperaio, poi presentato nell’autunno 2016 presso la Biblioteca del Senato della Repubblica. Parallelamente in qualità di segretario generale di Infocivica ha promosso tre seminari di riflessione dedicati alla proposta di una testata unica per la Rai, di una separazione verticale fra servizio pubblico dei contenuti e servizio pubblico del trasporto, e di dar vita ad un Comitato di saggi incaricato di predisporre le linee guida di una Carta costituente di un Servizio pubblico europeo delle comunicazioni. Dal 2017 prosegue l’attività di monitoraggio su tecnologie, mercati, imprese e regole del gioco esaminando nella fattispecie gli effetti della maturazione della convergenza e dell’ascesa delle piattaforme OTT (SVoD, AVoD) sulla trasformazione del lavoro editoriale nell’età delle comunicazioni intelligenti. Per il 2024, in vista del centenario della nascita della radio e del 70esimo delle trasmissioni regolari della televisione, sta preparando un saggio di storia politica della radio e della televisione in Italia
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