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martedì 4 Agosto 2020

Anteprima News Duemiladiciannove, quasi Duemilaventi

Duemiladiciannove, quasi Duemilaventi

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Sul profilo Twitter del “professore” Emanuele Castrucci, di anni 67 compare un tweet, corredato da una foto di Adolf Hitler ove si legge una dicitura: “Vi hanno detto che sono stato un mostro per non farvi sapere che ho combattuto i veri mostri che oggi vi governano e dominano il mondo”.

Tale Castrucci è un docente di Filosofia politica e Filosofia del diritto all’università di Siena, la stessa ove si sono laureati i fratelli Rosselli, martiri del nazi-fascismo.

siena
Università di Siena

A due giorni di distanza dall’accaduto, il Rettore dell’ateneo Francesco Frati, ha annunciato provvedimenti nei confronti del docente ed ha disposto un mandato agli uffici per “attivare provvedimenti adeguati alla gravità del caso” nei confronti dell’insegnante Castrucci per i contenuti filonazisti pubblicati.

“Il rettore, si legge in una nota dell’ateneo, personalmente e in nome e per conto dell’università di Siena, condanna con fermezza tali contenuti”, e ancora: “L’Ateneo che ho l’onore di rappresentare si è sempre caratterizzato per il forte impegno anti-fascista e combatte con forza tesi revisioniste neonaziste e ogni forma discriminatoria nei confronti di qualsiasi popolo.

Le vergognose esternazioni del professor Castrucci offendono la sensibilità dell’intero Ateneo”, conclude Frati.

Che ribadisce anche con un nuovo tweet la sua posizione: “Trovo vergognose le esternazioni revisioniste e neonaziste del Prof. Castrucci, tali affermazioni infangano il nome dell’università di Siena, che ho intenzione di difendere, ho infatti dato mandato agli uffici di attivare i provvedimenti conseguenti alla gravità del caso”.

Tornando a Castrucci, è bene sottolineare che il soggetto non è nuovo alla pubblicazione di post antisemiti: «Che fatica doverci inventare ogni giorno 200 nuovi messaggi di istigazione all’odio razziale da spedire alla Segre» scriveva il 2 novembre; il suo è un antisemitismo che si declina con citazioni e meme, ad esempio: “Non c’è nulla che gli ebrei temano di più che un popolo unito”, citazione di Corneliu Zelea Codreanu, il fascista romeno fondatore della Guardia di Ferro.

Ma vediamo come ha risposto alle primissime critiche Castrucci: “I gentili contestatori del mio tweet non hanno compreso una cosa fondamentale: che Hitler, anche se non era certamente un santo, in quel momento difendeva l’intera civiltà europea”.

Ma analizzando le parole di cui sopra, ci chiediamo: come è possibile che un soggetto come Castrucci abbia potuto insegnare fino ad ora?

Anche secondo AdnKronos «su Wikipedia, il professore Emanuele Castrucci viene oggi definito “antisemita e allievo di Roman Schnur”, spiegando che “ha contribuito alla diffusione in Italia del pensiero di Carl Schmitt” curando l’edizioni di alcuni volumi del controverso filosofo e giurista tedesco accusato di simpatie filonaziste per la giustificazione della politica espansionistica di Adolf Hitler».

Emanuele Castrucci, conclude AdnKronos, «ha già scritto simili giudizi su Hitler in passato sui social ed anche nei suoi saggi».

Altri meme che compaiono scorrendo indietro il profilo del docente per poco più di due mesi, rappresentano Marx e Soros come “due differenti modelli di disastro ebraico”, con tanto di arcobaleno sullo sfondo; e ancora: Trotsky viene presentato invece come esempio di “lucida malvagità giudaica” in un Tweet del 20 novembre scorso, mentre in passato aveva parlato invece di “millenaria invidia giudaica”. Altrove di “eterno satanismo giudaico”.

In conclusione mi chiedo, come è possibile che l’università di Siena si sia resa conto solo ora delle inclinazioni di Castrucci? Perché una persona che si basa su forti tesi revisioniste e neonaziste insegni in una università e si occupi della formazione degli studenti?

Le vergognose esternazioni del Prof. Castrucci non offendono soltanto la sensibilità dell’intero Ateneo, ma del paese stesso e di ogni forma di educazione al rispetto a cui siamo stati invitati fino ad ora.

Se pensiamo poi alla storia contemporanea neanche così lontana, ci rendiamo conto di come sia assurdo riscontrare ancora queste tipologie di pensiero nella società comune, ancor più grave appare agli occhi di tutti (o quasi) che a promuoverle sia, come detto, un docente.

Colui che dovrebbe (usando il condizionale) diffondere il rispetto, l’uguaglianza e conservare la memoria storica, voltandosi al passato, ma anche e soprattutto al futuro del nostro paese.

Ed il futuro di ogni paese sono i giovani; ragazzi che vanno educati con i valori di cui sopra e non sottoposti a ideologie meschine e revisioniste.






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