Fca cade in Borsa, un manager se ne va

Alfredo Altavilla, responsabile delle attività europee di Fca, si è dimesso. La scelta «per perseguire altri interessi personali», come recita il comunicato ufficiale, è una conseguenza della nomina di Mike Manley come successore di Sergio Marchionne. Un posto a cui ambiva, con qualche ragione: Marchionne in passato lo avrebbe indotto, con questa prospettiva, a rinunciare a offerte di lavoro importanti. Altavilla, in Fiat dal 1990, era considerato «il “ministro degli Esteri” dell’azienda e aveva seguito accanto a Marchionne le trattative per arrivare al distacco da General Motors e la fusione con Chrysler, dividendosi tra Washington e Detroit per un lungo periodo» [Carretto, CdS]. Era stato indicato come uno dei papabili alla poltrona di amministratore delegato. Ora le sue deleghe sono state assegnate ad interim allo stesso Manley. Intanto sono stati pessimi i risultati in Borsa [vedi anche Borse di notte a Pagina due]. Intanto a Piazza Affari i titoli della galassia Agnelli hanno bruciato circa 2,3 miliardi nella prima seduta dopo l’uscita di scena di Sergio Marchionne. La capitalizzazione combinata di Cnh Industrial, Exor, Fca e Ferrari venerdì scorso si attestava quasi a quota 74,4 miliardi mentre ieri, in chiusura, è scesa poco sopra 72. A fine giornata a Milano Fca ha chiuso in calo dell’1,5% Exor ha perso il 3,2%,  Ferrari l’1,7% e Cnh Industrial il 4,9%.

Il male di Marchionne sarebbe un tumore alla parte apicale del polmone. «Quel tipo di patologia polmonare porta con sé forti dolori proprio alle spalle ed esperti di oncologia spiegano che intervenire chirurgicamente significa mettere in conto la possibilità (non bassa) di una lesione all’aorta quindi anche al cervello». L’avvocato Franzo Grande Stevens dice di aver subito pensato che Marchionne fosse in pericolo di vita, «perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo delle sigarette. Diceva spesso: “Queste saranno la mia morte” e ne accendeva una» [Giusi Fasano, CdS].

Volano minacce tra Usa e Iran

Domenica notte Donald Trump aveva indirizzato al presidente iraniano Hassan Rouhani il seguente tweet (tutto scritto in lettere maiuscole): «Non minacciate mai più gli Stati Uniti o subirete conseguenze come pochi nella storia ne hanno sofferte. Non siamo più un Paese che sopporterà le vostre stupide parole di violenza e morte. Fate attenzione». Ieri è arrivata la risposta da Teheran: ogni mossa illogica e poco saggia degli Usa «porterà a una risposta indimenticabile dell’Iran che rimarrà nella storia» ha avvertito il capo della Giustizia iraniana, Sadegh Amoli Larijani. Le affermazioni di Donald Trump «sono state fatte da una persona incapace e stupida», ha aggiunto Larijani che ha poi ricordato a Trump il fallimento dell’ultima operazione militare Usa contro l’Iran, il 24 aprile 1980, quando aerei ed elicotteri atterrarono nel deserto di Tabas, pieni di soldati e veicoli corazzati, ma una tempesta di sabbia fece fallire la missione. Sempre domenica il segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva accusato la guida suprema Ali Khamenei di avere un fondo speculativo segreto personale da 95 miliardi di dollari non tassato e utilizzato dalle Guardie islamiche rivoluzionarie: «Il livello di corruzione e ricchezza tra i leader del regime dimostra che l’Iran è gestito da qualcosa che somiglia alla mafia più che a un governo».

Ultime dal calciomercato

Come prima mossa da direttore tecnico del Milan Leonardo cercherà di portare in rossonero Gonzalo Higuain (31 anni). Il problema principale è l’ingaggio: alla Juventus l’attaccante argentino guadagna al momento 7,5 milioni l’anno, il Milan può offrire un quadriennale da 4,5 milioni. Per il cartellino la dirigenza bianconera chiede circa 60 milioni di euro. Restando in casa Juve, Marotta ha fissato ufficialmente il prezzo per cedere Miralem Pjanic (28 anni): 100 milioni di euro. Il Manchester City di Pep Guardiola sembra il club più concretamente interessato al centrocampista bosniaco, più defilati al momento Barcellona e Chelsea. La Roma ha acquistato il portiere svedese Patrick Olsen (28 anni): al Copenaghen vanno 11,5 milioni. Maurizio Sarri vuole portare al Chelsea Daniele Rugani (23 anni) e il club inglese sarebbe disposto a offrire in cambio alla Juve il difensore brasiliano David Luiz (31 anni). Per rinforzare il centrocampo dell’Inter Luciano Spalletti vuole Hector Herrera (28 anni), messicano del Porto in scadenza di contratto nel 2019: per 20 milioni di euro, stando alla Gazzetta, l’affare si può chiudere.

Colpo di scena nella trattativa che avrebbe dovuto portare Malcom alla Roma. Quando ormai tutti aspettavano il giocatore a Ciampino, dopo l’ufficialità della definizione della trattativa (32 milioni + 4 di bonus) data sui propri canali social dal club giallorosso e dal Bordeaux, ecco che improvvisamente c’è stato un dietrofront. Il club francese ha ricevuto in extremis un’importante offerta del Barcellona che l’ha fatto vacillare. Il primo effetto è che ha bloccato in extremis il volo del giocatore. La Roma proverà a far valere l’accordo ma l’impressione, a questo punto, è che rischi di saltare tutto [Cardone-Manfredi, Rep].

Cardone e Crosetti scrivono su Repubblica che non solo Pogba, ma anche Bonucci potrebbe tornare alla Juve.

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