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venerdì 17 Settembre 2021

Long-form Il nuovo millennio ha il volto della donna

Il nuovo millennio ha il volto della donna

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È passato mezzo secolo da quando Neil Armstrong ha messo piede sul suolo lunare, un’impresa che ha rivoluzionato il modo di concepire la vita sulla terra. “L’uomo è sulla luna” titolava il Corriere della sera del 21 luglio 1969. Già l’uomo! La vera rivoluzione peró è partita dalle Donne, il “sesso debole”, e mentre gli uomini conquistavano lo spazio, le donne conquistavano la Terra.

Da sempre le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nella società, anche se spesso la comunicazione ha esaltato e dato più visibilità e potere alla figura maschile, cucendo intorno alla donna un ruolo  convenzionale. Moglie, madre, casalinga, nei casi più fortunati maestra, infermiera, suora o ballerina, questi i ruoli che la comunità voleva ricoprissero le rappresentanti del gentil sesso.

Iniziavano a raccontarcelo fin da quando eravamo bambini, nelle fiabe e nei cartoni animati, in cui le bambine erano tutte delicate principesse, in attesa di un principe che le salvasse e desse loro una vita migliore. Nessun principe ci ha salvate, le donne hanno sfoderato il coraggio, l’intelligenza, la resistenza, la forza e si sono opposte ai confini entro i quali erano state intrappolate.

Parte da lontano la rivoluzione, silenziosa e decisa, che ha portato oggi il lato rosa del pianeta a conquistare il diritto di avere pari opportunità, almeno sulla carta, rispetto all’uomo. Infatti mentre Armstrong metteva piede sulla luna, tre donne afroamericane una matematica, una scienziata e una fisica, calcolavano alla NASA  le traiettorie delle missioni spaziali per riportare gli astronauti a casa. 

Katherine Johnson_Dorothy Vaughan_Mary Jackson
Katherine Johnson, Dorothy Vaughan, Mary Jackson, le tre scienziate afroamericane il cui lavoro fu fundamentale per la conquista dello spazio.

Contemporaneamente purtroppo la pubblicità rivolgendosi all’uomo recitava “compraLe, regalaLe, portaLe a casa”. Marie Curie prima donna ad avere conseguito il Nobel, Amelia Earhart  prima donna aviatrice ad aver sorvolato l’Atlantico, Elena Lucrezia Cornaro prima donna ad avere conseguito un dottorato, Margaret Abbott prima campionessa olimpica statunitense, Nellie Bly prima giornalista d’inchiesta sotto copertura, sono solo alcuni esempi  di “ragazze ribelli” che non hanno aspettato il principe azzurro per vivere una vita degna di essere annoverata tra le pagine della storia.

In epoca contemporanea la parità realmente ancora non esiste, le donne hanno in alcune realtà ancora salari inferiori rispetto agli uomini a parità di lavoro, a volte subiscono ancora molestie sul posto di lavoro, alcuni incarichi sono tacitamente riservati agli uomini, ma le donne ogni giorno affrontano tutto questo con grande dignità, continuando a sfidare la società, emergendo sempre di più.

Oggi la comunicazione è totalmente cambiata e le nostre figlie leggono fiabe e guardano cartoni animati in cui la protagonista femminile è una guerriera, coraggiosa e impavida, colta e padrona della sua vita, ma non per questo meno attraente. Nella società moderna occidentale la femminilità è un valore, le donne hanno il diritto di rinunciare alla maternità, di accedere a professioni un tempo dedicate solo all’uomo, di ricoprire incarichi fino a qualche decennio fa inimmaginabili anche per merito della legge sulle quote rosa, di manifestare una certa libertà sessuale, di essere madri e mogli o di non esserlo, di ribellarsi alle violenze domestiche fisiche e psicologiche, ma nello stesso tempo hanno il diritto essere semplicemente donne. A volte vittime dell’ultimo inaudito atto di violenza, da parte di uomini che non riescono ad accettarne il potere, per il quale è stato coniato un vocabolo specifico: femminicidio.

Sensibili, non fragili, forti, non isteriche, libere, non sconsiderate, le donne vivono una duplice battaglia, contro il mondo e contro loro stesse, per affermarsi e per accettare le conseguenze della loro affermazione. Estetica contro intelletto, perchè ancora nel 2019 le donne sono spesso etichettate sulla base di canoni di una società arretrata, che ne valuta l’aspetto e non l’intelletto. Portatrici sane di amore, di vita e di sentimenti, colonne portanti della famiglia, primo nucleo sociale alla base del tutto, depositarie di tradizioni e orientate verso infiniti orizzonti, le donne sono il nostro passato, il nostro presente, ma soprattutto il nostro futuro!






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