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venerdì 17 Settembre 2021

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Intervista al brillante jazzman Rosario Giuliani

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Geniale, talentuoso e di gran classe, il jazzman Rosario Giuliani animerà venerdì 23 agosto uno dei progetti artistici estivi più interessanti organizzati nel centro storico di Viterbo: Jazzup. Una rassegna che ha portato una ventata di cultura in città, offrendo ampio spazio al re della musica e riportando al centro dello spettacolo compositori, autori e musicisti sia emergenti che di livello. Questa sera il compositore dividerà la scena con il Dialogue Trio e insieme condurranno gli spettatori in un interessante viaggio tra le tappe più rappresentative della sua brillante carriera. Nominato Ambasciatore dell’Umbria nel mondo, per aver portato il modo di essere e vivere la cultura tipica del nostro Paese a spasso per il mondo, Giuliani gode di particolare stima anche all’estero, non solo in Europa ma anche oltre oceano. Cina, Giappone, Libano, Siberia e Stati Uniti sono solo alcuni dei luoghi in cui il jazzista ha avuto occasione di esibirsi. La passione autentica per il jazz, i suoi successi e i suoi progetti, Rosario Giuliani li racconta in esclusiva nella seguente intervista ai lettori di Moondo.

Il Jazz sta tornando a interessare le piazze italiane. Perché secondo lei sta riemergendo questo desiderio di ascoltare la musica jazz?

In realtà il jazz scompare in alcuni paesi, ma riappare in altri. Non si è mai perso, in determinati momenti storici mancano i fondi da investire nella cultura, quindi a volte non è possibile organizzare rassegna di questo genere. Sarebbe invece importante sovvenzionare manifestazioni culturali di questo tipo, io suono da molti anni a “Umbria jazz” dove spesso le persone per ascoltare la musica vengono anche senza sapere chi sarà in scena. I grandi festival richiamano ancora tantissimi spettatori paganti, diventano anche vere e proprie mode. In realtà il jazz è intramontabile e crea degli strani percorsi per cui esce di scena in una città per riapparire in un’altra.

Quali sono i segreti per diffondere la cultura in una società che spesso non è predisposta ad accoglierla?

Innanzitutto è fondamentale creare una proposta di qualità, chiamando quindi oltre ad alcuni emergenti anche dei professionisti del settore, poi è assolutamente necessario trasmettere tutta l’aspettativa e l’emozione che il progetto porta in sé. E’ importante anche comunicare con le persone attraverso i giusti canali, non solo i social network che sono solo una parte della diffusione. La comunicazione deve passare attraverso i giornali e tutti i canali possibili, è necessario coinvolgere le persone per farle uscire di casa. Bisogna superare la convinzione che sia il pubblico a dover venire da noi, ma siamo noi a dover andare a “cercare” la gente.

Il jazz per Lei è stata una scelta?

Ho mosso i primi passi nella musica con il Corpo Bandistico Città di Terracina per continuare e completare gli studi al Conservatorio di Musica di Frosinone e via via sono cresciuto artisticamente. Sono arrivato al jazz a 29 anni, dopo varie esperienze musicali e televisive importanti, ma per me è stata decisamente una scelta. Quindi ho iniziato un nuovo percorso, mi sono preso dei rischi, che poi mi ha portato numerosi collaborazioni artistiche e incontri interessanti e ognuna di queste esperienze mi ha formato professionalmente fino a farmi diventare quello che sono.

I suoi progetti futuri?

Il 6 settembre sarò in scena a Orbetello insieme a Fabrizio Bosso in un quartetto, mentre il 7 avrò il piacere di suonare a Fiumicino all’inaugurazione del Museo del sassofono. Il museo raccoglie la più grande collezione al mondo di sassofoni, in mostra permanente, ed è gestito da Attilio Berni. Il 9 e 10 settembre suonerò a Roma alla manifestazione “Una striscia di terra feconda” che si svolge tra L’auditorium e La casa del jazz, insieme ad altri importanti musicisti: Damiani, Rabbia e Ceccaldi durante la prima serata e il Pedron quartet la seconda. L’11 settembre lascio l’Italia e parto per il Giappone, dove con il “Giuliani quintet special guest Fabrizio Bosso” calcherò le scene dei migliori teatri giapponesi. Nove date che ci porteranno nelle più importanti città d’oriente fino al 23 settembre.






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