“La Lega da sola sarebbe sopra al 30%, intorno al 32%. Con Fi scivoliamo al 25%” dice un esponente leghista. Il motivo, spiega, è chiaro: “Fi è ormai associata al passato, chi vota Salvini lo fa perché lo considera un elemento di rottura, una novità. Con Berlusconi questo in parte si perde… Tanto più che molti dei loro a livello locale stanno già passando con noi. Salvini aveva costruito con Di Maio un ottimo rapporto ma molti di loro sono incontrollabili. Dopo il voto qualcosa cambierà, se noi stiamo dieci punti sopra M5S il governo non regge”. Un quadro che hanno ben chiaro anche in Forza Italia. Un parlamentare vicino a Berlusconi spiega: “Siamo molto preoccupati. Salvini ci sta prosciugando, non a livello di parlamentari o consiglieri regionali, ma ai livelli inferiori sì: ci sta prendendo tutta la classe dirigente nei Comuni, sul territorio. Non vuole più semplicemente avere l’egemonia sul centrodestra. Vuole essere lui il centrodestra. Toti è pronto ad andare con lui. Se noi andiamo sotto al 10%, il partito frana”» [Di Matteo, Sta].

Salvini
Matteo Salvini. Photo credit: Tiscali Notizie

Oggi però Salvini, Berlusconi e Di Maio si incontrano. «Per le 17 di oggi Salvini ha allestito nella sala consiliare del Comune di Pescara — in quell’Abruzzo che sta battendo metro per metro in vista del voto di domenica — un siparietto tutt’altro che inedito. Al suo fianco torneranno Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni per una riedizione fuori tempo massimo del centrodestra che fu, ma che esiste e lotta ancora a livello locale. Conferenza stampa congiunta a beneficio di telecamere e dirette Facebook nella regione in cui sono alleati. In campagna elettorale non accadeva dal “patto dell’arancina” di Catania del novembre 2017» [Ciriaco, Rep].

Verderami ha detto a Berlusconi: «Salvini non vuole più allearsi con lei alle prossime Politiche». Berlusconi ha risposto: «Non mi risulta. Non credo che la Lega abbia la vocazione al suicidio» [CdS].

CLICCA QUI e ricevi gratuitamente anteprima completa via mail per un mese

Anteprima



Piaciuto l'articolo?

Esprimi il tuo giudizio da 1 a 5 stelle

Media voti espressi / 5. Votanti:

Hai trovato interessante questo articolo...

Condividilo sui tuoi social network

Siamo spiacenti che il nostro articolo non ti sia piaciuto

Aiutaci a crescere e migliorare


La tua opinione per noi è molto importante.
Commento su WhatsApp
Siamo una giovane realtà editoriale e non riceviamo finanziamenti pubblici.
Il nostro lavoro è sostenuto solo dal contributo dell’editore (CuDriEc S.r.l.) e dagli introiti pubblicitari. I lettori sono la nostra vera ricchezza. Ogni giorno cerchiamo di fornire approfondimenti accurati, unici e veri.
Sostieni Moondo, sostieni l’informazione indipendente!


Ora anche su Google News, clicca qui e seguici



Giorgio Dell'Arti
Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome: