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lunedì 12 Aprile 2021

Anteprima News Le Regioni vogliono decidere le riaperture

Le Regioni vogliono decidere le riaperture

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La Conferenza delle Regioni s’è riunita e ha approvato all’unanimità un documento in cui si chiede al governo che fin da lunedì 11 maggio si possa riaprire il commercio al dettaglio e che dal 18 maggio «venga totalmente attribuita alle Regioni la responsabilità di elaborare un calendario completo di riaperture». La linea ribadita dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia è quella di monitorare i dati del ministero della Salute sui contagi e in base a quelli dal 18 maggio fare delle «possibili differenziazioni regionali nelle riaperture, anche in base alle linee guida dell’Inail».
«Le frontiere tra una regione e l’altra non saranno riaperte prima di giugno. L’orientamento del governo è emerso durante la conferenza con i governatori, che hanno chiesto di formalizzare in un documento ad hoc le nuove norme sugli spostamenti. La questione è delicatissima e i presidenti delle Regioni vogliono che sia lo Stato ad assumersi la responsabilità della libera circolazione degli italiani tra un territorio e l’altro. “Decidiamo noi – è stata la risposta del ministro Francesco Boccia – Basta che poi nessuna regione del Sud dica “non faccio entrare i lombardi, i piemontesi, i liguri…”» [Guerzoni, CdS].

Dal 18 maggio si potrà tornare a messa
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese hanno firmato un protocollo che dal prossimo 18 maggio permetterà la ripresa delle messe con la presenza dei fedeli. Tra le misure di prevenzione del contagio imposte dal testo c’è l’igienizzazione delle chiese e degli oggetti e una corretta informazione dei fedeli sui rischi. Durante le celebrazioni, e durante l’ingresso e l’uscita dalle chiese, dovrà essere tenuta la distanza di sicurezza di un metro e mezzo. Il sacerdote distribuirà la comunione con le mani guantate e consegnando l’ostia al fedele che provvederà da sé a introdurla in bocca. Le porte restano aperte «per evitare che porte e maniglie siano toccate». All’ingresso saranno disponibili dei «liquidi igienizzanti». Si dovranno disinfettare tutti gli spazi, gli oggetti sacri e i microfoni alla fine di ogni messa. Bisognerà poi «ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri», ci potrà essere un organista ma non il coro, non si dovrà fare lo scambio della pace, le acquasantiere resteranno vuote.Tutte le persone che parteciperanno alle messe sono tenute a indossare le mascherine protettive. Non sarà concesso di accedere ai luoghi di culto a chi presenti sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 gradi. Il protocollo non indica un numero massimo di persone che potranno partecipare alle celebrazioni. Saranno i sacerdoti a individuare «la capienza massima dell’edificio» che possa garantire «il rispetto della normativa sul distanziamento delle persone».

Il Salone del Libro online
Il Salone del Libro di Torino organizzerà una serie di conferenze online dal 14 al 17 maggio, al posto dell’evento che avrebbe dovuto svolgersi negli stessi giorni al Lingotto di Torino e che è stato rinviato a data da destinarsi per via del coronavirus. La serie di incontri in streaming con autori, studiosi, musicisti e attori è stata chiamata Salone del Libro EXTRA e si potrà seguire sui canali social della fiera torinese. Gli organizzatori sperano di poter tenere il Salone vero e proprio in autunno.






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