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giovedì 11 Agosto 2022
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L’utopia comunista e il socialismo possibile oggi

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La dottrina di Marx servì a smascherare soprusi millenari di pochi privilegiati sulle masse di contadini, operai e proletari, così definiti perché l’unica loro ricchezza erano i figli, vale a dire più braccia da lavoro per il sostentamento della famiglia. Solo che quelle braccia servivano anche per mantenere i privilegi dei pochi, o peggio ad imbracciare fucili, per andare a morire nelle continue guerre che i signori ingaggiavano tra di loro. E una volta smascherata l’iniquità dell’organizzazione sociale, la dottrina marxista dette una coscienza al popolo, che si riconobbe come classe unica, pur nelle sue diverse articolazioni, una classe di sfruttati. Questa consapevolezza si era andata formando già prima, e aveva portato a rivolte e forme di lotta ancora confuse negli obbiettivi.

Fu così che in Francia tagliarono la testa al re, e si abbandonarono ad una deriva intrisa di utopia e terrore che fu di breve durata e favorì la restaurazione. Più tardi, e più compiutamente, in Russia, lo sterminio dello zar e di tutta la sua famiglia dette avvio ad una rivoluzione più radicale e duratura, che seppe opporsi ad ogni tentativo di restaurazione e riuscì a rendere fatto storico la dittatura del proletariato. Si pensò e attuò una crociata mondiale per diffondere il nuovo credo, quasi un vangelo, la nuova e definitiva buona novella. Questa non guardava più in alto, al trascendente, come tappa finale, no.

Guardò all’immanente come unica realtà dimostrata, certa, scientifica. Riportò al quotidiano, alla realtà dei bisogni materiali, il campo d’azione della politica, sola possibilità di manovra e organizzazione della vita. Non più la campana delle chiese a scandire i tempi con le devozioni e gli occhi rivolti al cielo. Il nuovo umanesimo riportò tutto alla dimensione dell’uomo, il resto era solo regno della fantasia e della superstizione. Dio e la religione: oppio dei popoli. Dunque da perseguitare e sradicare dal cuore degli uomini , che quanto più erano miseri tanto più tendevano ad essere religiosi, perché solo nella fede in Dio trovavano il senso e il riscatto di una vita. Le chiese furono distrutte di pari passo con la soppressione delle classi privilegiate di aristocratici e ricchi borghesi.

Ma necessariamente qualcuno doveva guidare il processo e questi che non vantavano lignaggi o ascendenze, erano simili e uguali al popolo da cui provenivano. Per sottolineare la cosa si chiamarono compagni al pari di tutti gli altri, a riaffermare con quel nome il loro essere come tutti. Ma poi per svolgere il loro lavoro ebbero bisogno di strumenti che il popolo non aveva, automobili, case e ville dove riposare , e poi nella residenza del re aperta alla visita del popolo, erano loro ad abitare. Alla fine una classe minoritaria di diversi uguali sopra gli uguali del popolo. L’idea ,l’utopia della rivoluzione francese: uguaglianza , fraternità, libertà, si legittimò come risultato di una valutazione scientifica della storia e della società, che in qualche modo segnava un discrimine assoluto tra il passato ed un presente-futuro sempre uguale a se stesso.

E questa cosa portò ad una radicalità dell’azione politica , perché non poteva esserci altro che l’idea comunista, punto di arrivo di tutta la storia dell’umanità. La buona novella ha sedotto popoli e nazioni di tutto il mondo, la religione è entrata in crisi, per suo conto e con l’azione intimidatoria del potere , scomparse le classi dei vecchi privilegi. La grande suggestione si diffuse anche nella vecchia Europa, culla del progresso e della civiltà, ma non attecchì nel paese delle stelle e strisce dell’America del nord. Qui l’analogo processo di porre al centro l’uomo e abbattere i privilegi ebbe uno sviluppo diverso, e alternativo. Intanto il paese era nuovo non c’erano le sedimentazioni del passato, si fece e cominciò a svilupparsi, quando le nuove idee della modernità stavano affiorando per poi deflagrare in Francia. E ridimensionata l’eredità di valori e tradizioni che gli venivano dai paesi d’Europa, da cui si emanciparono, i nuovi coloni ebbero facile gioco nel dispiegare l’energia creatrice nel nuovo paese delle grandi ricchezze e possibilità. L’attenzione all’uomo, alla concretezza della sua vicenda storica, qui ed ora, con uno sguardo rivolto al futuro più immediato, portò all’esaltazione dell’individuo.

L’organizzazione sociale, lo Stato, lì non si strutturò come un tutto che dettava la vita dei singoli, che poi in Russia non c’erano quasi i singoli, non c’erano gli individui, c’era solo la massa, un amalgama indistinto che solo nella coscienza collettiva di classe trovava la sua legittimazione ed identità. No in America venne fuori l’individuo e fu scritto nella costituzione, nel patto che legava le persone, la centralità dell’individuo. In lui e non nello stato si fondava la Società e il mito, perché ad un certo punto l’idea politica, l’organizzazione conseguente, diventa mito, quasi entità trascendente ma compresa e interiorizzata dagli uomini e dunque fu il mito dell’individuo artefice del proprio destino e della vita. Poi il comunismo cade in Russia e l’America sempre più potente, la sua filosofia del liberismo , del capitalismo conseguente, diviene imperante nel mondo. Diventa la nuova religione che soppianta tutte le altre e nel liberismo come nel comunismo c’è poco spazio per la religioni storiche, dietro l’apparente rispetto.

Un rispetto e un’adesione di facciata , di fatto sconfessata dal vorticoso giro di denaro, dallo sfruttamento selvaggio delle risorse della terra, dalla depredazione delle aree ricche di risorse , che vengono drenate dai grandi capitali e poco rimane ai popoli indigeni, spesso sottoposti al governo di classi corrotte dal capitalismo internazionale.

E gli eredi di Marx? Si allineano, digeriscono la vulgata liberista. La Cina e la Russia si convertono al nuovo credo. E la Cina diventa il principale sfruttatore dell’Africa, soppiantando l’Occidente. In Russia dopo il selvaggio e corrotto capitalismo di Yeltsin, si afferma Putin, che assimila con prudenza la cosa, riscopre il valore della religione cristiana , addirittura si propone difensore del cristianesimo contro il terrore islamico, celebra il sacrificio dei nuovi martiri cristiani. Novello, redivivo Costantino, come lui ipocrita statista, o sincero convertito? Comunque lavora per riportare la Russia al ruolo primario che aveva con l’Unione Sovietica, sembra ripercorrere le orme di Pietro il grande nel suo tentativo di avvicinamento all’Europa. Tenta, ancora senza frutto, di ricoprire il ruolo egemone degli Stati Uniti in questa parte del mondo, ed ultimamente latitante. Come Pietro oscilla tra il richiamo asiatico della grande Russia e il fascino che da sempre l’Europa esercita sugli slavi. Sogna una nuova Europa dall’Atlantico agli Urali che fu sogno dei Romanov e della Cristianità.

E da noi in Italia e in Occidente che ne è degli eredi del comunismo?. Hanno abbandonato la storica classe di riferimento degli operai e del proletariato, hanno cercato altrove un popolo da rappresentare. Lo hanno trovato nell’uomo nuovo che il capitalismo e la globalizzazione andavano formando, stilando una nuova religione fatta di libertà dei costumi, di distruzione dei valori tradizionali, dei punti di riferimento, in una liquidità di stili di vita e comportamenti, che rimandano all’unica certezza degli accadimenti, del fare, dell’immergersi nella convulsa offerta di beni e consumi che la civiltà del consumo e dell’immagine propone. Una libertà assoluta che presuppone mezzi economici per declinarsi a pieno, e dunque non aperta a tutti. Si ripropone per questa via una nuova classe d privilegiati, residenti nelle città del benessere, fruitori famelici di quanto il mercato offre, e di contro una classe di emarginati, confinata nelle periferie delle città e del mondo, anelante ad un riscatto che assume i contorni della rivolta sociale.

Questa nuova classe non ha rappresentanza ancora definita, forse terreno di conquista di una nuova destra sociale Le istanze che propone sono di progressi economici e sociali, di non rimanere esclusa dal benessere, ma rimane in loro un processo incompiuto di laicizzazione che lascia sopravvivere comportamenti e valori delle loro tradizioni e culture. E’ così per il mondo islamico che vede una persistenza dei valori religiosi , in alcuni casi una accentuazione, con aspetti di radicalità sino al terrorismo. Per questa via insieme al riscatto dal sottosviluppo, si intravede la possibilità di una rinascita del messaggio socialista e religioso insieme, superando antichi steccati , uniti nell’attenzione ai bisogni dell’uomo. Il ritorno al valore identitario delle tradizioni, dei comportamenti etici , di tutto quanto la deriva edonistica della cultura post-ideologica, liquida, delle apparenze e del denaro, sorta di Sodoma e Gomorra moderna, ha realizzato nel mondo capitalistico-globalizzato odierno.






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