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lunedì 12 Aprile 2021

Anteprima News Pedofilia, madre denuncia il proprio figlio

Pedofilia, madre denuncia il proprio figlio

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«“Non ho voluto far finta di niente, ho denunciato. Solo così posso insegnare davvero a mio figlio che nella vita si sbaglia, si paga e si impara”. Maria (nome di fantasia) è una mamma della provincia di Lucca che, dopo aver trovato “foto raccapriccianti di bambini” sul cellulare di suo figlio 13enne ha portato tutto alla polizia postale e dato avvio all’indagine su un giro di pedopornografia online.
Non ha avuto la minima esitazione a denunciare?
No. Io amo moltissimo mio figlio e sapevo che solo così si potevano fermare questi abusi. La denuncia l’abbiamo scritta insieme, seduti a tavolino, quando si è reso conto di quello che stava succedendo. Solo così posso insegnare davvero a mio figlio che nella vita si sbaglia, si paga e si impara.
Quando si è accorta che qualcosa non andava?
«Un segnale preciso non c’è stato. Mio figlio era in quella fase in cui i ragazzini iniziano a cambiare, a parlare di meno con gli adulti. Lo vedevo spesso al cellulare, quando mi avvicinavo spegneva lo schermo. Pensavo che stesse scrivendo a una fidanzatina. E invece ho scoperto l’orrore: l’incubo peggiore per ogni genitore.
Come ha trovato le foto?
«Un giorno, era dicembre scorso, gli ho detto: “Dammi il telefonino, voglio controllarlo”. Lui me lo ha allungato senza protestare. E ho trovato qualche sticker e un paio di scatti abominevoli: mi si è gelato il sangue. Ho chiuso tutto, non ce la facevo. Gli ho detto: “Ma ti rendi conto di cosa sono queste?”. Lui ha risposto che era un gioco e che lo facevano tutti i suoi amici. Non capiva che erano foto di bambini veri, abusi reali. Lui li vedeva come semplici meme e li usava come emoticon. “Ma sono piccoli, avranno al massimo la tua età”, ho spiegato. Lui non sapeva cosa rispondere. Il giorno dopo è crollato e ha avuto un attacco di panico. E siamo andati a denunciare, insieme» [De Leo, CdS].

Perseverance

La sonda Perseverance, della Nasa, in partenza il prossimo febbraio con destinazione, su Marte, nel Jazero Crater, grande bacino di 45 chilometri di diametro, generato dall’impatto di un imponente oggetto cosmico e in cui 3,5 miliardi di anni c’era un lago. Il luogo ideale per cercare i segni di un’antica vita microbica [Caprara, Lettura].
I rover Spirit e Opportunity hanno trovato le tracce dell’antica presenza di acqua: minerali come l’ematite, minerali argillosi, ecc. Il rover Curiosity ha rinvenuto tracce di molecole organiche, tra cui carbonio, azoto e idrogeno in rocce sedimentarie di tre miliardi di anni fa. Perseverance ha lo scopo di trovare una qualche traccia della vita passata. Le sonde cinesi e arabe hanno scopi non olto diversi.

Marte

«Perché la geologia planetaria è sempre più importante?
Tra qualche secolo, quando nelle scuole marziane i ragazzi studieranno la storia, ci guarderanno come noi guardiamo i nostri antenati preistorici che per la prima volta lasciarono l’Africa. Siamo usciti dalla Terra solo 59 anni fa: viviamo gli albori dell’esplorazione spaziale.
La Terra diventerà come Marte?
La Terra è un posto meraviglioso, ma non resterà così per sempre» [Francesco Salese, geologo, a Emilio Cozzi, Lettura].

Telescopi

Il Vla – Very Large Array del National Radio Astronomy Observatory di Socorro, in New Mexico – telescopio composto da 27 radiotelescopi di 25 metri ciascuno, che dal 2021 sarà impiegato 24 ore su 24 per la ricerca di technosignature, cioè eventuali “firme tecnologiche” nei segnali provenienti dallo spazio: nel rumore di fondo prodotto da fenomeni naturali – pulsar, stelle variabili, supernove, lampi di raggi gamma, ecc. – il software in ascolto cercherà tracce di messaggi intelligenti, ovvero tutti i possibili segnali di una civiltà tecnologica extraterrestre, come trasmissioni radiotelevisive, satelliti e altro [Bozzi, Lettura].

Extraterrestri

C’è vita oltre la Terra?
«Non so se ci sia qualcosa di simile agli umani. Sono sicura che ci sono pianeti dove vivono batteri. I batteri in fondo sono la forma di vita dominante anche qui. Per 50 miliardi di anni ci sono stati solo loro. È una questione di probabilità. Ogni stella della nostra galassia ha almeno un pianeta e di stelle ce ne sono almeno 200 miliardi. Il 10 per cento di questi pianeti è di tipo terrestre. Uno fa due conti e dice: va bene essere sfigati, ma la vita da qualche parte ci sarà» [ibid].






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