L’invidia sociale ha interessato molti scrittori di narrativa e di sociologia che l’hanno analizzata e descritta con dovizia di particolari. Da ultimo se ne è occupato persino il CENSIS che vi ha dedicato un suo rapporto annuale.

Zizek e Lacan sono gli autori che forse l’hanno studiata più a fondo. Entrambi sostengono che il vero opposto dell’amore di sé egoistico, non è, come affermavano i “buonisti” tradizionali dei decenni passati (quelli nostrani erano in prevalenza cattolici e comunisti) l’altruismo, la preoccupazione per il bene comune, l’amore ecumenico o universale, bensì l’invidia, il risentimento. L’astio può indurre ad agire persino contro i propri interessi, purché non vi sia il beneficio di qualcuno. In altre parole, il livore tende alla distruzione per sé e per gli altri.

invidia sociale
invidia sociale

E’ quello che il motto napoletano: “nient’e p’e mme, niente pe’ nisciuno” esprime con icasticità sorprendente. Indagatori profondi dell’invidia (da in videre = guardare di malocchio) sono stati William Shakespeare, Hermann Melville, Hanna Arendt, Soren Kierkegaard, Joseph Epstein, a tacere di altri.

Comunque, intorno all’invidia sociale si tende sempre a fare circolare un’aura di nobiltà. Si vorrebbe mettere in ombra la mediocrità dei malvagi per esaltare, di converso, la bontà della loro battaglia contro il privilegio. In effetti, gli invidiosi sociali sono motivati soltanto dal proprio “io” che sentono diminuito e offeso e mai dal desiderio di ottenere per tutti la felicità. Sta di fatto, però, che ammantando la propria invidia con la proclamazione di impegni per il raggiungimento del bene universale e della giustizia sociale diaframmata sull’intero genere umano, gli invidiosi possono muovere la politica quanti altri mai.

Certamente, molto più degli egoisti soddisfatti; i quali sono, anzi, costretti a chiudersi in difesa. Il rancore sociale di cui ha scritto il CENSIS riceve oggi un aiuto imprevisto ma formidabile dai social network. Si può dire che la sua forza d’urto sia aumentata con progressione geometrica. Ecco come funziona.

Con foto e video (veri o fake) ciascuno può rappresentare una copia posticcia della propria realtà: la descrive priva di macchie o di ombre, perfetta nei suoi equilibri sociali e personali, “baciata” dall’agiatezza economica e via dicendo. E ciò fa per suscitare l’invidia degli altri. E vi riesce. Gli effetti sono sconvolgenti in momenti di crisi del reddito dei cittadini, perché le condizioni di bisogno acuiscono la sofferenza derivante dalla consapevolezza del benessere altrui. Sul piano politico, un tale meccanismo di perverso livore può favorire la crescita di “movimenti”, che rifiutando la forma dei partiti (dove la discussione e il confronto sarebbero d’obbligo o, comunque, sono consueti) si nutrono e stimolano rabbia, si immergono in sogni incontrollati che “comunicano” ai follower e covano propositi intrisi di malvagio desiderio di rivincita: s’illudono che togliere privilegi a destra e a manca darà loro quella serenità che l’invidia impedisce.

Questi movimenti, di recente, hanno beneficiato del consenso di tanti cittadini, che avvertivano di essere anch’essi rinchiusi in un proprio mondo di carenze; che si sentivano traditi nella loro fiducia dai partiti tradizionali (resisi responsabili del peggior decennio degli Italiani); e che capivano di essere lontani, ormai, anni-luce dagli altri concittadini per il loro rifiuto di concordare riflessioni comuni sui mali del momento. Giunta, però, al governo l’invidia sociale ha giocato un brutto scherzo ai suoi seguaci. Le conseguenze negative diventano di ora in ora più evidenti.

Essendo stati indotti ad assumere posizioni contrarie a quelle che la logica e il raziocinio consigliavano come necessarie per portare l’Italia fuori dalla crisi, ogni loro proposta legislativa o iniziativa politica si sta ritorcendo contro di loro come un boomerang. Facciamo due esempi facili, usando un linguaggio semplice e atecnico.

Primo esempio. E’ necessario investire denaro nelle opere pubbliche?
Sì, dice l’invidioso sociale, così, però, taluni imprenditori si arricchiscono. Conclusione: niente investimenti perché l’invidia sociale li impedisce.

Secondo esempio. La flat-tax per funzionare e far crescere gli investimenti, secondo chi l’ha immaginata, deve riguardare soprattutto i redditi alti: è a quei livelli che quanto (in misura consistente) non si paga in imposte, si riversa nelle attività produttive. Sì, però, dice l’invidioso sociale, non si possono favorire quelli che sono già ricchi. E allora la limitiamo ai redditi bassi per consentire ai meno abbienti di comprare una scatola di tonno in più al supermercato o di mangiare più spesso in pizzeria. Poi già che ci siamo ricorriamo anche a quel vecchio arnese del cuneo fiscale, che molti degli invidiosi votanti non sanno neppure cosa sia, ma che gli invidiosi leader al governo del Paese assicurano che serve a redistribuire il reddito a danno dei più ricchi, realizzandosi con tale strumento finanziario, ciò che Robin Hood faceva usando frecce e spada.

Gli esempi potrebbero continuare, ma enumerarli sarebbe inutile, perché la logica è sempre la stessa. D’altronde, chiunque segua la vita politica italiana anche solo leggendo i titoli dei giornali, può cogliere la schizofrenia bipolare dell’attuale governo che da un lato annuncia provvedimenti atti a stimolare la ripresa produttiva, dall’altro li contrasta, il giorno dopo, perché dalla ripresa trarrebbero maggiori vantaggi le persone abbienti.

Con l’invidia sociale e con i movimenti che tendono a trasformarla in azione politica, il boom economico italiano non vi sarebbe mai stato. Il sistema fiscale dell’epoca era spudoratamente favorevole ai redditi più alti e gli investimenti fioccarono…

Domanda: Fino a quando ogni misura che scatena l’invidia sociale continuerà a essere sonoramente bocciata dagli equilibristi-equalizzatori delle piattaforme mediatiche? E sino a quando gli invidiosi sociali al governo del Paese continueranno a prendersela solo con i pensionati, con i costruttori di strade, di palazzi e di ferrovie, con i contribuenti che pagano alte quote d’imposta e via dicendo?


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Luigi Mazzella
- Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale - Ex Ministro per la Funzione Pubblica - Avvocato Generale dello Stato emerito - Scrittore e giornalista ATTIVITA’ SVOLTE: 1 – Direzione di pubbliche istituzioni nazionali e regionali svolta in modo autonomo: a) Commissario Straordinario alla Gestione Autonoma dei Concerti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 1974 al 1978 (nominato dal Ministro dello Spettacolo On. Adolfo SARTI). b) Commissario Governativo dell’Accademia Nazionale d’Arte drammatica “Silvio d’Amico” dal 1979 al 1986 (nominato dal Ministro della Pubblica Istruzione Sen. Giovanni SPADOLINI). c) Commissario Straordinario dell’IDISU (poi ADISU) Università di Tor Vergata di Roma, dal 1993 al 1997, nominato dalla Regione Lazio. d) Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca Nazionale del Lavoro – Sezione Autonoma di Credito Cinematografico (SACC) dal 1984 al 1990. e) Vice Presidente del Consiglio Direttivo dell’Accademia Filarmonica Romana, plurisecolare istituzione musicale di rilevanza nazionale. f) Membro del Consiglio Direttivo dell’Ente Autonomo “La Biennale di Venezia” per due mandati consecutivi. 2 – Incarichi direttivi in Gabinetti Ministeriali: a) Vice Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1970 al 1973 (Vice Capo di Gabinetto). b) Ministero dei lavori pubblici dal 1973 al 1975 (Capo dell’Ufficio Legislativo). c) Ministero della difesa dal 1979 al 1983 (Consigliere Giuridico del Ministro). d) Ministero per il turismo e lo spettacolo dal 1983 al 1985 (Capo di Gabinetto). e) Ministero dell’ambiente dal 1986 al 1987 (Capo di Gabinetto) f) Ministero delle aree urbane dal 1987 al 1993 (Capo di Gabinetto). 3 – Attività svolte in organismi internazionali e altri organismi interni: a) Membro del Comitato per i Pubblici Appalti della allora CEE a Bruxelles dal 1973 al 1975. b) Membro del Comitato Giuridico dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO-OACI) a Montreal dal 1983 al 1985. c) Membro del Comitato per gli Affari Urbani dell’OCSE a Parigi dal 1987 al 1993. d) Membro della delegazione della Cassa per il Mezzogiorno dal 1973 al 1975. e) Membro del Consiglio Superiore delle Forze Armate dal 1981 al 2002. f) Membro del Consiglio di Amministrazione dei Monopoli di Stato. g) Giudice della Commissione Tributaria Centrale dal 1992 al 2002. 4 – Attività ulteriori: a) Presidente o Membro di Commissioni di studio istituite dalla Pubblica Amministrazione (Commissione Giannini per il riordino delle forze armate, Commissione per la rilocalizzazione dei Ministeri in Roma Capitale ed altre). b) Presidente o Membro di commissioni di esame (Avvocatura dello Stato, INPS ed altre). c) Autore di saggi ed articoli su riviste giuridiche (Rassegna dell’Avvocatura dello Stato e numerose altre) e su riviste di studi politici e di cultura (“Specchio Economico”, “Politica e Mezzogiorno” “Minerva” ed altre). d) E’ iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti (Ordine interregionale del Lazio e del Molise) dal 1992. 5 – Onorificenze: a) Cavaliere di Gran Croce – Ordine al Merito della Repubblica Italiana – data di conferimento 28 gennaio 2002 b) Cavaliere di Gran Croce al Merito dell’Ordine Sovrano Militare di Malta c) Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana. d) Salernitano illustre – Camera di Commercio di Salerno e) Cittadino Onorario di Eboli - Amministrazione Comunale f) Insignito del Premio Capalbio “per lo stile nel Governo” 6 – Autore di libri: A) SAGGI SOCIO-POLITICI 1. "Cinquanta proposte di buon governo” - Marsilio Editore - 1992; 2. “L’irresistibile vento dell’ovest” - Menzione speciale al Premio Internazionale di saggistica “Salvatore Valitutti”; Minerva Editrice - 2001; 3. “Recondite armonie di riforme diverse” - Premio Presidente Provincia Salerno al premio internazionale di saggistica “Salvatore Valitutti” - Maggioli Editore - 2004; 4. “Le utopie possibili. Bel Paese e Buon Governo” - Premio alla carriera al Premio internazionale di saggistica “Salvatore Valitutti” 2005 - Maggioli Editore - 2005; 5. “Le probabilità ragionevoli” - 2006; 6. “La passione della ragione” - Avagliano Editore - 2008; 7. “Dall’impegno al distacco” - Avagliano Editore - 2007; 8. “Casta Italia” - Avagliano Editore - 2009; 9. “Nessun dorma” - Avagliano Editore - 2010; 10. “Le luci spente dell’illuminismo” - Avagliano Editore - 2010; 11. “La forza e la frode” –Avagliano Editore 2012 12. “Il dispotismo indulgente” – Avagliano Editore - 2013 13. “EUROCRASH – Cinquanta ipotesi d’incerto futuro” – Curcio Editore 2014 14. “Debole di costituzione” – Editore Mondadori 2014 15. “Europa mia, benché il parlar sia indarno” Avagliano Editore, 2017 16. " Il decennio nero degli Italiani – Dal Porcellum al Rosatellum – Avagliano 2018 17. "Elogio del pensiero libero – Genesi Editrice 2019 B) SAGGI CINEMATOGRAFICI 18. “Il bello nel cinema” - Saggi di estetica cinematografica - Seam Editrice - 2000; 19. “Il Leone e gli Oscar” - Saggi di estetica cinematografica - Eagle Pictures editrice - 2001; 20, “Fermo immagine” - Saggi di estetica cinematografica- Premio al Festival Cinematografico di Salerno - Minerva editrice - 2001; 21. “Il cinema tra irrisione e riflessione” – critiche cinematografiche -Avagliano Editore, 2011. 22. “Voce fuori campo” – critiche cinematografiche – Avagliano Editore 2014. 23. “L’Orso e la Palma” – Istituto culturale del Mezzogiorno. 217 24. “50 film da rivedere” – Istituto Culturale del Mezzogiorno - 2018 25. "Federico Fellini- realista e visionario – Ist.Cult.Mezzogiorno 2019 C) NARRATIVA E POESIA 26. “Un gioco malandrino di finestre e balconi” - Romanzo - Premio Speciale Grinzane Cavour Cesare Pavese - Avagliano Editore - 2006; 27. “Il Chiodo nella sabbia” - Romanzo – Menzione speciale al Premio Roma - Avagliano Editore - 2008; 28. “La baia del dubbio” - Romanzo – Premio per la narrativa del Centro di psicologia Salvatore Valitutti di Salerno - Avagliano Editore - 2009; 29. “La verità dietro l’angolo – Romanzo – Premio speciale Capri 2011 - Avagliano Editore - 2011 30. “I pazzi e le smorfie” – Versi e Aforismi – 3 Edizione - Genesi Editrice 2011 31. “La Grimpeuse – Confessioni di una rampante” – Genesi editrice - 2013 32. “Grigio senza sfumature” – Romanzo – Avagliano Editore 2014 33. “ In fuga dall’intimità” – Romanzo – Avagliano Editore 2015. 34. “Canzoniere satirico” – Versi e Aforismi – Genesi Editrice 2015. 35. “Vissi d’arte” – Romanzo – Avagliano Editore 2018 36. “Fake-off” – Romanzo – Avagliano Editore 2919 37. “Tutti promossi a fine-anno” 38. “L’albero dell’ignoranza” Romanzo (in prep.)