Avete presente come molte persone gettino i rifiuti e i mozziconi di sigarette a terra con noncuranza tanto poi qualcuno deve poi raccoglierli salvo poi sbraitare contro i servizi di raccolta che non funzionano?
La cosa è molto italiana se vogliamo. Ci riflettevo qualche giorno fa mentre sentivo una conversazione. Distrattamente, perché non l’ascoltavo attentamente, ma abbastanza per essermi fatto un’idea.
È vero, i servizi pubblici di raccolta rifiuti devono funzionare meglio, però se intanto non gettiamo a terra i rifiuti, incluso i mozziconi di sigarette è meglio.
“Sogno” un’Italia in cui le associazioni come Plastic Free siano senza lavoro, perché non c’è più ragione per loro di esistere.
Chiamatemi un sognatore, ma la vita è troppo preziosa per non viverla appieno e questo è il mio modo per sentirmi vivo.
In definitiva, la bellezza dell’Italia non è un diritto acquisito, ma un bene comune che va custodito con gesti quotidiani, quasi invisibili, eppure rivoluzionari. Smettere di considerare la strada come un cestino a cielo aperto non è solo un atto di civiltà, è una dichiarazione d’amore verso noi stessi e verso chi verrà dopo di noi.
Perché la vera libertà non sta nel poter sporcare impunemente, ma nel camminare in un Paese che brilla non per l’efficienza di chi pulisce, ma per il rispetto di chi lo abita. Cominciamo da qui, un mozzicone alla volta, per trasformare quel sogno in una splendida, pulitissima realtà.
Questa è una lezione che ho tratto anche leggendo “Generosità contagiosa” di Chris Anderson.




