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martedì 29 Settembre 2020

Network “Taffo. Ironia della morte” Lettera di un lettore

“Taffo. Ironia della morte” Lettera di un lettore

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Carmine Sodano, lettore di Moondo.

Caro MOONDO,

ho assistito domenica sera alla presentazione a Sutri del libro di Riccardo Pirrone “Taffo. Ironia della morte”. Quando morì mia madre fu per me la prima volta in cui mi confrontai con le tematiche del dopo morte di una persona cara.

Ero nel corridoio attiguo alla stanza dove giaceva mia madre. Piangevo la sua scomparsa e dal nulla apparve un signore molto distinto che, con fare molto determinato, mi elencò le varie questioni relative al funerale e alla successiva tumulazione.

Ricordo che rimasi sconvolto ad ascoltare le sue proposte e dover affrontare problemi pratici in quel momento drammatico. Tuttavia mi resi conto che quel signore mi stava offrendo la soluzione a tutti quei problemi che certamente nessuno vuole affrontare in quel momento.

A quel tempo non mi era noto il nome Taffo (forse avrei avuto la possibilità di una proposta alternativa).

Pirrone e Taffo, con grande coraggio creativo e imprenditoriale hanno messo in piedi una campagna pubblicitaria, mettendo in primo piano la morte, unico evento certo della vita. Un appuntamento che ci rende tutti uguali ”la livella” e che Pirrone con la sua campagna rende, utilizzando l’ironia, accettabile ricordando che quel giorno arriverà.

Un cliente in realtà insolvente, difficilmente chi muore si è occupa del proprio funerale. Quindi il messaggio è ricordare che la morte è vicina a ciascuno, sia la tua o quella di un tuo caro e Taffo risolve i problemi a chi rimane.

Nel libro l’autore racconta la sua strategia di comunicazione, tutta sulla dissacrazione della morte, che invita il lettore a riflettere sulla vita come una finestra sul mondo tra la nascita e la morte. Nel film di Troisi un frate con voce tonante dice all’intimorito Troisi “Ricordati che devi morire, ricordati che devi morire, ricordati che devi morire” e lui risponde “si, si mo me lo segno”.

Questo “mo me lo segno” è perché viviamo la nostra quotidianità nasconderci questa fine. E io sono pienamente d’accordo, come negli intenti pubblicitari di Pirrone, di ricordare che questo evento prima e poi riguarda ciascuno di noi.

Sono convinto che la vita, i rapporti umani e quelli nei confronti dell’ambiente che stiamo distruggendo si potrebbero affrontare in modo diverso. Per questo propongo che in tutti i luoghi pubblici dove impera l’arrivismo, l’egoismo, la burocrazia, nelle università, scuole, uffici, accanto alla foto del Presidente della Repubblica venga affisso un cartello con la scritta “RICORDATI CHE DEVI MORIRE”

Chissà se oltre la lettura del libro di Pirrone e le campagne promozionali di Taffo possa affermarsi una riflessione sulla nostra vita e su come la “spendiamo” nei confronti dei nostri simili e dell’ambiente, con la consapevolezza che non attraversiamo questo mondo per distruggerlo. E’ anche questo uno dei meriti della campagna Taffo e del suo autore.

Carmine Sodano






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