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martedì 11 Maggio 2021

Che poi, detto tra noi... Un po' di possibile altrimenti soffoco

Un po’ di possibile altrimenti soffoco

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Sono stanca, sono stanca di pensare per due, per tre per quattro.
Sono stanca di restare ad aspettare, stanca di restare a guardare, stanca di restare.

Sono stanca di contare fino a dieci prima di parlare, al massimo posso arrivare a cinque poi se ti devo dire quello che ti devo dire te lo dico, e allora meglio subito SBAM… cosi come me la sento e fanculo a l’impulsività.
Tanto i miei errori li pago io, nessuno sconto… sempre.
So che posso contare su di me questo si, infinite volte 10…
E non voglio essere presuntuosa ma so che anche gli altri possono contarci, insomma a parte i tanti difetti sono quella che sono…semplice.
Parlo coi cani.
Faccio linguacce e smorfie ai bambini affacciati al lunotto delle auto in coda.
Indosso gli occhiali da sole quando non voglio farmi riconoscere e mi stupisco quando invece mi chiamano per nome cognome e codice fiscale, come cazzo ha fatto a riconoscermi!!!
Sono quella che tanto ce la faccio anche da sola, e poi si rattrista perché lo fa da sola.
Solitamente non lavo i piatti la sera, e riesco a dormire lo stesso, ma la mattina mi maledico per non averli fatti la sera.
Faccio pipì ogni volta che ne ho l’occasione, non so dirvi perché, è quel qualcosa che mi fa stare tranquilla.
Al supermercato se vedo che qualcuno è di fretta lo faccio passare, che poi questa cosa qua 6 anni fa mi ha salvato la vita.
Quando passo nella corsia riservata al Telepass al casello in autostrada mi sento come la regina Elisabetta… IMMORTALE, e saluto quelli che mi danno precedenza nella corsia del ticket ruotando la mano come una vera principessa.
Sono quella che quando deve chiedere qualcosa a qualcuno si fa tutto il tragitto pensando alle varie risposte e poi mi incazzo e mando a quel paese me e quel povero Cristo che non sa nulla.
Sono quella che quando si arrabbia dice “MAI PIÙ…BASTA…FINE…QUESTA ERA L’ULTIMA POSSIBILITÀ!!” poi non è mai l’ultima ma sempre la penultima.

Insomma direi che ci si può fidare di una che quando si sente triste, sola e con il mondo contro, mette su una playlist da strapparsi la pelle e le palle ed inizia scrivere.

Mariagrazia Censi





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