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lunedì 19 Ottobre 2020

martedi Alter Ego oltre la corazza

Alter Ego oltre la corazza

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Davide Pisapia in arte Alter Ego, classe 1988, nasce e si forma a Napoli. Città in cui ad oggi vive e lavora. Fortemente attirato dall’approfondimento delle potenzialità e caratteristiche del ferro, nel 2014 decide di plasmarlo, indagandolo in primis attraverso la scultura e per poi esercitarsi con lavori bidimensionali, tridimensionali e di design.

Davide Pisapia
Davide Pisapia

Partendo da un’indagine conoscitiva approda, in pochi anni, ad una cognizione profonda del metallo, a cui a seguito di un processo di fusione, levigatura e verniciatura associa elementi specchianti con risultati e declinazioni suggestivi.

Trovarsi nel suo laboratorio è un’esperienza forte: metalli, utensili, macchine levigatrici, attrezzi vari ed ancora sculture di notevoli dimensioni dialogano con pannelli multipli che con potenza occupano e tagliano lo spazio.

Un luogo che documenta di una ricerca artistica in evoluzione e della volontà d’indagare oltre il visibile la materia, nella precisa volontà di comprenderne la natura stessa attraverso quadri tridimensionali sotto forma di gusci, testuggini e lamiere perforate che indicano una corazza dietro cui il nostro alter ego vive e comunica tentando di restare in connessione innanzitutto con se stesso, con la parte più intima. Altresì attraverso sculture di grandi dimensioni in cui predilige figure umane che tentano di evolversi occupandone lo spazio fisico.

America
America

L’opera selezionata s’intitola “America”.

Da una minuziosa fase progettuale prende forma un quadro tridimensionale il cui risultato, in termini visivi, muta a seconda della posizione occupata dal fruitore e dalla presenza o meno di una fonte luminosa nella stanza in cui lo si espone.

America - particolare
America – particolare

La luce stessa che emana rappresenta l’elemento cardine su cui l’artista gioca, coinvolgendo lo spettatore in una esperienza fortemente seducente. Dal guscio reticolato l’occhio indaga il fondo stesso dell’opera in cui si evade perdendosi nella miriade di effetti visivi ottenuti dal tessuto flesso.

La tecnica: tondino di ferro smaltato su tessuto, dimensione 116 x 116 x 26 cm.






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