Estendiamo il diritto del consumatore ad essere informato

Mi sono abbonato a “Il Salvagente” e consiglio anche a voi di farlo. Si perché questi giornalisti de Il Salvagente fanno uno straordinario lavoro di indagine sulla qualità dei prodotti. Una sorta di carta dei diritti del consumatore. Il diritto di conoscere, di essere informati.

Attenzione a ciò che mangiamo! Il diritto del consumatore ad essere informato è sempre più importante.

Ogni numero de Il Salvagente indaga un prodotto alimentare: una volta la pasta, l’altra il caffè, l’olio, il vino, a seconda delle scelte editoriali. Ma quello che è interessante è che non ci si ferma ai prodotti alimentari, si indagano le gomme delle auto piuttosto che i tessuti dei vestiti, insomma tutto ciò che riguarda il processo di acquisto ed il livello di conoscenza del consumatore di ciò che acquista.

E che cosa ha rilevato il Salvagente nei suoi ultimi numeri? Che nel processo di acquisto ci sono delle motivazioni, ovviamente: il prezzo, la marca, la curiosità o la categoria del prodotto, ma in tutte queste motivazioni ne manca una fondamentale. Perché a tutte queste precedenti c’è una risposta. Manca la risposta a “Come è fatto quel prodotto?” La risposta non c’è in nessuna etichetta, in nessuna informazione che da il produttore c’è il processo di produzione. Cosa avviene durante il processo di produzione.

Faccio l’esempio più banale: l’olio di semi. In nessuna etichetta di una confezione di olio di semi c’è scritto che l’estrazione dalla farina di mais o dalla farina di semi di girasole si usa l’esano, un veleno, solvente chimico velenoso usato nella lavorazione del petrolio. Ecco questo non sta scritto in nessuna etichetta. Ed allora cari amici dobbiamo estendere il diritto all’informazione del consumatore. Perché il cibo è una risorsa straordinaria, che da grande piacere, serve al nostro corpo per funzionare bene, ma può essere anche una pistola carica puntata alla tempia. Attenzione a ciò che mangiamo!   


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Artigiano, mastro oleario, giornalista e dirigente d’azienda, Giampaolo Sodano è nato a Roma. Prima di vincere nel 1966 un concorso ed entrare in Rai come funzionario programmi svolge una intensa attività pubblicistica come critico letterario e cinematografico. Nel 1971 è giornalista professionista. Nel 1979 è dirigente d’azienda della RAI. Nel 1983 è eletto deputato al Parlamento. Nel 1987 torna all’attività professionale in RAI ed è nominato vice-presidente e amministratore delegato di Sipra e successivamente direttore di Raidue. Nel 1994 è direttore generale di Sacis e l’anno successivo direttore di APC, direzione acquisti, produzioni e coproduzioni della Rai. Nel 1997 si dimette dalla RAI e diventa direttore di Canale5. Una breve esperienza dopo della quale da vita ad una società di consulenza “Comconsulting” con la quale nel 1999 collabora con il fondo B&S Electra per l’acquisizione della società Eagle Pictures spa di cui diventa presidente. Nel 2001 è eletto vicepresidente di ANICA e Presidente dell’Unidim (Unione Distributori). Dal 2008 al 2014 è vicepresidente di “Sitcom Televisione spa”. E’ stato Presidente di IAA. Sezione italiana (International Advertising Association), Presidente di Cartoons on the bay (Festival internazionale dei cartoni animati) e Presidente degli Incontri Internazionali di Cinema di Sorrento. Ha scritto e pubblicato “Le cose possibili” (Sugarco 1982), “Le coccarde verdemare” (Marsilio 1987), “Nascita di Venere” (Liguori editore 1995). Cambia vita e professione, diventa artigiano dell’olio e nel 1999 acquista un vecchio frantoio a Vetralla. Come mastro oleario si impegna nell’attività associativa assumendo l’incarico prima di vicepresidente e poi direttore dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO). Con sua moglie Fabrizia ha pubblicato “Pane e olio. guida ai frantoi artigiani” e “Fuga dalla città”.

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