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martedì 29 Settembre 2020

Lettera da Milano Cara Scuola...

Cara Scuola…

Autore del contenuto

di Marina Perzy

Cara scuola,

l’emozione del grembiule nuovo, il colletto inamidato con il fiocco a penzoloni retto solo da un bottone automatico quell’aria frescolina dell’ottobre un po’ bagnato, l’emozione per chi era alla prima volta e a chi ritrovava la compagna/o di merende con la gioia dell’estate trascorsa; a proposito di merende: il pane e nutella stava nella cartella, la focaccia unta nella velina a volte si comprava dal bidello correndo alla cesta al suono della ricreazione.

Anche allora c’erano i problemi e l’Italia sempre in lotta ma eran ben celati e le regole eran regole: se rispettavi eri premiato se rispondevi eri sospeso e a casa… il resto!

Tutto era diverso, meno tecnologico, ma il sapore era autentico e la paura era solo quella di esser bocciati e non di esser contagiati. C’erano il morbillo, la varicella e gli orecchioni e se le avevi fatte poi eri immune e al massimo stavi a casa per un mese o i canonici 40 giorni, con la polvere al mentolo su gli sfoghi rossi o il foulard di seta che copriva le orecchie, ma c’era una scadenza, poi tornavi a sorridere e a giocare e tutto passava.

La scarlattina era la più temuta ma era per pochi. La febbre speravi di averla qualche volta scaldavi il termometro apposta sotto la luce del comodino, così rimanevi sotto le coperte con un fantomatico mal di pancia.

Cara scuola, tra banchi a rotelle e mascherine ed entrate separate, fermare la giovinezza e la sua incoscienza spensierata e gli schiamazzi sarà difficile perchè quella è l’unica cosa rimasta di un tempo che non tornerà.

Auguri ai ragazzi e ai tanti alunni o mi piace scolari… c’è un tempo per tutto e questo è il vostro, faticoso e complesso, ma solo voi potete cambiare il mondo, renderlo migliore, cambiare le cose prima che sia troppo tardi.






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