E’ un po’ come una boccata d’ossigeno, provate anche voi, andate in libreria e comprate un libro, quello di Ferruccio De Bortoli, il titolo è indicativo “Ci salveremo”, non con un punto interrogativo o escalamativo, una certezza secondo il suo autore. Cioè De Bortoli, ex Direttore del Corriere della Sera, giudica positivamente la possibilità del popolo italiano di salvarsi dalla deriva populista, o meglio dai danni che la deriva populista sta procurando alla nostra comunità nazionale.

Ci salveremo

La sua convinzione nasce da quella che lui considera giustamente, le virtù del nostro popolo, cioè la capacità di cambiare strada una volta che ha verificato l’errore delle sue scelte, basta ripensare, dice De Bortoli, a quando la democrazia non c’era, quando eravamo un paese povero e disgraziato e la capacità che ha avuto di risorgere e rilanciarsi.

Oggi le cose non sono così, siamo in una condizioni che non è nemmeno paragonabile a quella in cui ci trovammo nel secolo scorso dopo la seconda guerra mondiale. Oggi c’è un pericolo, che è la cattiva gestione del governo del paese, ora l’altro giorno sempre sul Corriere della Sera, Polito, straordinario giornalista, faceva nel suo editoriale una considerazione che io ritengo giusta e quindi vi ripropongo: “Non conviene a nessuno andare ad una situazione di infrazione, cioè ad una multa nei confronti dell’Italia per debito eccessivo, non conviene andare ad una rottura tra la commissione europea ed il governo italiano. A nessuno conviene una situazione di crisi tra l’Italia, che è uno dei maggiori protagonisti dell’UE e gli altri paesi”. Perché? Secondo Polito perché nel giorno in cui dovesse accadere una cosa del genere non faremmo un passo verso una maggiore integrazione, una migliore gestione dell’UE, ma andremmo verso la disaggregazione dell’UE. Ci pensino i dirigenti UE e ci pensi, se possibile, chi governa il nostro paese.


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Artigiano, mastro oleario, giornalista e dirigente d’azienda, Giampaolo Sodano è nato a Roma. Prima di vincere nel 1966 un concorso ed entrare in Rai come funzionario programmi svolge una intensa attività pubblicistica come critico letterario e cinematografico. Nel 1971 è giornalista professionista. Nel 1979 è dirigente d’azienda della RAI. Nel 1983 è eletto deputato al Parlamento. Nel 1987 torna all’attività professionale in RAI ed è nominato vice-presidente e amministratore delegato di Sipra e successivamente direttore di Raidue. Nel 1994 è direttore generale di Sacis e l’anno successivo direttore di APC, direzione acquisti, produzioni e coproduzioni della Rai. Nel 1997 si dimette dalla RAI e diventa direttore di Canale5. Una breve esperienza dopo della quale da vita ad una società di consulenza “Comconsulting” con la quale nel 1999 collabora con il fondo B&S Electra per l’acquisizione della società Eagle Pictures spa di cui diventa presidente. Nel 2001 è eletto vicepresidente di ANICA e Presidente dell’Unidim (Unione Distributori). Dal 2008 al 2014 è vicepresidente di “Sitcom Televisione spa”. E’ stato Presidente di IAA. Sezione italiana (International Advertising Association), Presidente di Cartoons on the bay (Festival internazionale dei cartoni animati) e Presidente degli Incontri Internazionali di Cinema di Sorrento. Ha scritto e pubblicato “Le cose possibili” (Sugarco 1982), “Le coccarde verdemare” (Marsilio 1987), “Nascita di Venere” (Liguori editore 1995). Cambia vita e professione, diventa artigiano dell’olio e nel 1999 acquista un vecchio frantoio a Vetralla. Come mastro oleario si impegna nell’attività associativa assumendo l’incarico prima di vicepresidente e poi direttore dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO). Con sua moglie Fabrizia ha pubblicato “Pane e olio. guida ai frantoi artigiani” e “Fuga dalla città”.

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