Caro Gianni,

non ci sei più, sei volato via in silenzio, spegnendoti nella tua Venezia con al fianco la tua famiglia, che in questi anni di malattia ha saputo starti vicino.

Gianni De Michelis
Gianni De Michelis

Gianni De Michelisi, il ministro, il politico, il professore universitario di chimica e l’intellettuale hanno lasciato un vuoto, sono solo poche ore e tutti, dai compagni agli amici di sempre, politici e politicanti, nostalgici e giovani riformisti, stanno spendendo parole intense, vere, ricordi differenti per stile e toni e frasi di circostanza.

Chi sta scrivendo, non può che descrivere la tua mancanza come una ferita aperta, sarà difficile cicatrizzarla, perché come nel mio caso, hai dato a moltissimi di noi i tuoi spunti di riflessione, le tue perle di saggezza, i tuoi rimproveri,  a cui era impossibile ribattere e le tue interpretazioni della storia e della politica che sapevano leggere il futuro e analizzare i perché. Sui social e sui giornali moltissime le tue biografie fantasiose o meno,tanti i twitter ed i post ed i commenti.

L’Italia e la nostra storia, caro Gianni, dovranno darti ragione su molte , moltissime cose, le tue analisi sull’Europa, sulle migrazioni, sul Medioriente e sulla Cina, passioni che erano forgiate da analisi dettagliate e studi approfonditi. La tua casa era un’immensa libreria, una biblioteca che delimitava i tuoi passi. Questa Italia deve renderti il giusto tributo, deve raccontare il tuo genio brillante e la tua fermezza quando hai affrontato le piazze e quando sei andato a Bagnoli a annunciare la chiusura dell’Italsider, situazioni che richiedevano convinzione e sangue freddo ed estrema lucidità. Così ti ricorda su Twitter Marco Bentivogli,segretario generale della Federazione Italiani Metalmeccanici della CISL :” L’esperienza più interessante dal punto di vista umano che io ho vissuto”,ricordando l’assemblea con i metalmeccanici di Pomigliano il 4 novembre 1981.

Capelli lunghi, occhi azzurri profondi, una figura imponente con una vita personale che non amavi nascondere e che vivevi con entusiasmo in piena libertà, hai affrontato operai, sindacalisti, industriali e  giornalisti, non hai mai abbassato lo sguardo e non ti sei mai contraddetto, hai tirato dritto anche quando forse avresti avuto voglia di tornare indietro.

Criticato molto, ma immensamente amato da giovani e intellettuali, i tuoi giacimenti culturali, la valorizzazione del patrimonio culturale sono tue idee, idee d’avanguardia di un uomo colto e visionario, che credeva nel suo paese ed aveva individuato nel nostro patrimonio culturale la nostra ricchezza , il nostro petrolio. Troppo facile descriverti solo un frequentatore di serate danzanti , amavi quelle come passare giornate intere a leggere e documentarti, viaggiare e conoscere i paesi senza mai fermarti alle apparenze. Hai vissuto i giorni cruciali di Sigonella e sapevi lucidamente che le scelte di quel Governo avrebbero avuto un peso incredibile sulla storia dell’Italia e degli uomini che presero decisioni senza ritorno. L’Italia deve riconoscerti un ruolo importante, sei stato un Ministro degli Esteri che non si nascondeva dietro la diplomazia , ma che dava coraggio e vigore alle missioni diplomatiche.

A differenza di altri, non hai mai deciso che la politica non valeva più la pena di essere vissuta, e così hai dato il tuo contributo sino a che la salute te lo ha permesso, senza risparmiarti mai. Hai affrontato la seconda Repubblica a testa alta rimettendoti in gioco e credendoci. Un politico di rango che sapeva parlare ai giovani , che amava ritrovarsi a raccontare con passione veemente la storia passata, presente e futura del nostro Paese. Non temevi il confronto e sapevi convincere, con una dialettica incalzante e sottile,sapevi ascoltar senza interrompere e rispondevi a tutte le domande anche quelle scomode.

Gianni De Michelis
Gianni De Michelis

L’Italia, non mi fa paura dirlo, ha un debito con te, ha voluto vedere in certi momenti solo quello che poteva essere fonte di critiche, il fine analista De Michelis, era troppo ingombrante dopo la caduta della Prima Repubblica per essere un faro per un’ Italia che perdeva la sua centralità in Europa e nel mondo. Il termine “ globalizzazione” è stato introdotto da te, tu , caro Gianni, che come pochi avevi definito il Mediterraneo la “frontiera” delle nuove migrazioni, previsioni che si sono avverate e che nessuno all’epoca volle prendere sul serio.

Proprio sul tema dell’immigrazione ai Mediterranean Dialogues del 2016,l’allora Ministro degli Esteri inglese Boris Johnson citò De Michelis:” “Lui amava molto andare a ballare in discoteca – ricorda l’ex  capo della diplomazia di Londra parlando alla tavola rotonda al Med -. Forse ha anche scritto un libro su questo… Di certo, De Michelis sul Mediterraneo aveva ragione. Aveva fatto una proposta sul Nord Africa che ricordo bene: tutti i Paesi dovrebbero pagare parte del loro Pil all’Africa del nord per affrontare lo sviluppo di quei luoghi. Ebbene, questa idea più di 20 anni fa sembrava pazzesca, ma a me questa idea piace e come staremmo se oggi avessimo seguito quel consiglio? Secondo me molto meglio”.

Sino ad ora nessun messaggio per De Michelis è giunto dai membri del Governo e della nuova maggioranza, mentre il Presidente Mattarella ha speso parole sincere per la tua figura. Grazie agli archivi di Radio Radicale è stato possibile rintracciare una frase che ho sentito dal vivo e che oggi mi ha ricordato tuo figlio Alvise, con grande commozione, nell’ultima assemblea prima dello scioglimento del PSI:”…ma verrà un giorno in cui un giovane raccoglierà il garofano, e altri giovani si uniranno. Saranno tanti, troppi per fermarli. Il partito socialista risorgerà per coniugare merito e bisogni”.

La terra ti sia lieve Gianni, ricordarti sarà un piacere immenso, rileggere i tuoi scritti ed i tuoi libri sarà sempre fonte di arricchimento per tutti noi, la memoria verrà alimentata da tutti coloro che ti hanno voluto bene.

Io e Gianni
Io e Gianni


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Tiziana Buccico
Tiziana Buccico, napoletana verace, classe 1969, da sempre appassionata di politica, cultura e Medio Oriente. Un passato di uffici stampa tra cui l’Istituto italiano per gli Studi filosofici. Poi giornalista di pagine di cultura e società, come “moscone” per i quotidiani “La Città” e "il Corriere del Mezzogiorno”. Ha lavorato per uffici stampa politici e istituzionali (Regione Lazio e Consiglio Regionale del Lazio), organizzando eventi e campagne elettorali. Pezzi di vita vissuti tra Gottingen, Vienna e Parigi, viaggi avventurosi e curiosi. Per otto anni, sino al 2017, è stata in Iran per seguire marito e famiglia ma occupandosi a tempo pieno della Scuola Italiana “Pietro della Valle” di Teheran, come Vice Presidente . Da allora la passione per i viaggi e le culture diverse è cresciuta e si è anche trasformata in una rubrica Treccani dal titolo “Via della Seta”. Rientrata in Italia si occupa di social, politica, giornalismo ed eventi culturali mantenendo così un filo diretto con quella parte del mondo che le ha cambiato la vita. Social media manager dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive.

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