Di Maio e Salvini come i fratelli De Rege? Ma chi erano i fratelli De Rege? Precisazione per i più giovani: i fratelli De Rege erano due comici che si presentavano insieme sul palcoscenico ma restavano a metà della scena. A quel punto il più anziano diceva al più giovane sempre le stesse parole: “Vai avanti tu, perchè a me viene da ridere”. Era l’inizio di un copione recitato identico tutte le sere.

Viene il sospetto che Di Maio e Salvini stiano esibendosi in una imitazione dei fratelli De Rege: a turno si presentano agli italiani per le battute di inizio in quanto, a pensare cosa dirà all’altro viene da ridere.

Di Maio e Salvini vai a avanti te che a me vien da ridere
Di Maio e Salvini: vai a avanti te che a me vien da ridere!

A Di Maio viene da ridere ad annunciare agli italiani che navi da guerra italiane saranno schierate sul Mare Mediterraneo per bloccare i barconi dei migranti? Ci pensa Salvini.

A Salvini viene da ridere quando sta per proclamare che tutti gli italiani avranno un salario minimo garantito? Ci pensa Di Maio.

E così via, in una rincorsa che sembra ormai non avere più limiti a fare promesse ed enunciare proposte che entrambi sanno bene essere di solo stampo elettoralistico.

Un giorno, sarà forse la prossima primavera, questo parlamento dovrà essere sciolto per constatata inadeguatezza, nel mentre gli elettori debbono essere “trattati” con cura, per tornare almeno uno dei due contendenti a governare (che tocchi a tutti e due è ritenuto per la prossima volta impossibile), che fare?

Vale forse ancora il motto di Garibaldi quando, arrivato per la prima volta a Roma dopo l’Unità d’Italia, si rivolse ai romani che fine a notte inoltrata si accalcavano per applaudirlo sotto le finestre dell’albergo, 3 sole parole: italiani, siate seri.


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Mario Pacelli
Mario Pacelli è docente di Diritto pubblico nell'Università di Roma La Sapienza, per lunghi anni funzionario della Camera dei deputati. Ha scritto numerosi studi di storia parlamentare, tra cui Le radici di Montecitorio (1984), Bella gente (1992), Interno Montecitorio (2000), Il colle più alto (2017). Collabora con il «Corriere della Sera» e «Il Messaggero».

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