Tutti gli analisti ed anche i cittadini si sono domandati in questi giorni perchè l’8 di agosto Matteo Salvini abbia aperto la crisi di governo, un colpo di teatro.

Di Maio e Salvini vai a avanti te che a me vien da ridere
Di Maio e Salvini: vai a avanti te che a me vien da ridere

Fino al giorno prima aveva giurato che il suo governo sarebbe durato 5 anni e Di Maio si era sbracciato per assicurare che malgrado il voto sulla TAV nulla era cambiato nei rapporti tra i due partner di governo.

Ed allora perchè?

La cosa nasce all’indomani delle elezioni europee, il giorno dopo le elezioni alla luce di quei risultati, Matteo Salvini chiuso nel suo ufficio del Viminale studia come lanciare un’OPA sul Movimento 5 Stelle. E comincia un percorso, lungo il quale raccoglie e registra il consenso di un gruppo di deputati e senatori del movimento di Grillo, costruisce una narrazione che lo porti verso l’estate e poi ad un certo punto il colpo di teatro: di fronte a lui la possibilità di nuove elezioni come scelta primaria per svuotare il consenso 5 Stelle. Salvini pensa che non c’è posto in Italia per due movimenti populisti, ce ne vuole uno soltanto e molto forte. Per questo apre la crisi, e tutto sarebbe andato secondo i suoi piani se… non vi fosse stato un nuovo colpo di teatro, quello di Matteo Renzi.

Quello stesso Renzi che fino al giorno prima aveva giurato che mai ci sarebbe stato un accordo tra PD e 5 Stelle, di fronte all’iniziativa di Salvini rovescia il tavolo e dice no, va bene un accordo con i 5 Stelle. E nasce la trattativa.

Ora di fronte a questa situazione la prospettiva è semplice da descrivere, può finire con un governo PD-M5Stelle, può finire con una crisi del Movimento 5Stelle se non riuscisse a decidere che tipo di maggioranza sostenere, Salvini si è infilato con la proposta Di Maio premier o elezioni, in ogni caso c’è una sola possibilità perchè Salvini venga sconfitto: che si faccia un governo e non si facciano le elezioni. Che si faccia un governo tra PD-M5Stelle ed altri gruppi parlamentare che vorranno far parte di questo accordo, oppure ci dovremmo rassegnare all’idea della vittoria di un nuovo movimento populista (ci pensi bene a questo anche il Signor Berlusconi), perchè Salvini che ha tradito chiunque e qualunque cosa è pronto anche a buttare al macero la Lega perchè non gli serve più. Matteo Salvini vuole essere l’unico leader del populismo italiano.


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Artigiano, mastro oleario, giornalista e dirigente d’azienda, Giampaolo Sodano è nato a Roma. Prima di vincere nel 1966 un concorso ed entrare in Rai come funzionario programmi svolge una intensa attività pubblicistica come critico letterario e cinematografico. Nel 1971 è giornalista professionista. Nel 1979 è dirigente d’azienda della RAI. Nel 1983 è eletto deputato al Parlamento. Nel 1987 torna all’attività professionale in RAI ed è nominato vice-presidente e amministratore delegato di Sipra e successivamente direttore di Raidue. Nel 1994 è direttore generale di Sacis e l’anno successivo direttore di APC, direzione acquisti, produzioni e coproduzioni della Rai. Nel 1997 si dimette dalla RAI e diventa direttore di Canale5. Una breve esperienza dopo della quale da vita ad una società di consulenza “Comconsulting” con la quale nel 1999 collabora con il fondo B&S Electra per l’acquisizione della società Eagle Pictures spa di cui diventa presidente. Nel 2001 è eletto vicepresidente di ANICA e Presidente dell’Unidim (Unione Distributori). Dal 2008 al 2014 è vicepresidente di “Sitcom Televisione spa”. E’ stato Presidente di IAA. Sezione italiana (International Advertising Association), Presidente di Cartoons on the bay (Festival internazionale dei cartoni animati) e Presidente degli Incontri Internazionali di Cinema di Sorrento. Ha scritto e pubblicato “Le cose possibili” (Sugarco 1982), “Le coccarde verdemare” (Marsilio 1987), “Nascita di Venere” (Liguori editore 1995). Cambia vita e professione, diventa artigiano dell’olio e nel 1999 acquista un vecchio frantoio a Vetralla. Come mastro oleario si impegna nell’attività associativa assumendo l’incarico prima di vicepresidente e poi direttore dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO). Con sua moglie Fabrizia ha pubblicato “Pane e olio. guida ai frantoi artigiani” e “Fuga dalla città”.

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