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martedì 15 Giugno 2021

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Governo del Presidente o dei Presidenti?

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Nella storia recente della Repubblica nessun Governo aveva avuto la maggioranza schiacciante ottenuta dal professor Mario Draghi e soprattutto nessun Governo aveva prodotto una così significativa riduzione di peso di tutti i Partiti sostenitori e partecipanti al Governo stesso.

Il Premier in maniera diretta o indiretta ha tenuto per sé l’economia e la politica estera: l’economia attraverso due persone fidate come il dottor Franco ex Ragioniere generale dello Stato e poi Direttore generale della Banca d’Italia e l’amico onorevole Giorgetti vice segretario della Lega che ha di fatto costretto il suo Partito a sostenere il Governo; la politica estera attraverso un Ministro di poco o nessun peso internazionale come lo smarrito Di Maio e con la mancata nomina del Ministro per i rapporti con l’Europa! Soluzioni intelligenti che in fondo corrispondono alle indicazioni del Presidente della Repubblica ed agli auspici degli Italiani.

Nel nuovo Governo insieme agli otto Ministri tecnici di alto profilo sistemati in Ministeri vitali, sono sopravvissuti 15 Ministri politici in Ministeri sostanzialmente ininfluenti per il prossimo futuro, i quali però hanno il grande pregio di corrispondere ad una oculata gestione del manuale Cencelli e perciò garantire al Premier una navigazione tranquilla, almeno a breve: cinque mesi, perché poi entreremo nel semestre bianco in vista della elezione del nuovo Capo dello Stato, ed anche senza il vento del successo, la navigazione del Governo potrà in tale periodo procedere anche per inerzia!

Tuttavia è facile pensare che il Governo non arriverà al nuovo anno perché se il Premier riuscirà a mantenere il largo consenso dell’avvio, avrà ottime probabilità di passare con la stessa maggioranza alla Presidenza della Repubblica.

Sarà questo il Governo dei due Presidenti, l’attuale On. professor Sergio Mattarella ed il suo successore professor dr. Mario Draghi? A quel punto nel 2022 si riapriranno i giochi ed è oggi impossibile predire quello che succederà: nuovo Premier per un uguale Governo? Elezioni anticipate? Eccetera….

Gli italiani al momento hanno guadagnato molto passando la mano da un oscuro avvocato professore di diritto privato a Firenze, all’illustre Governatore della Banca Centrale Europea, e dovrebbe essere cessata l’alta conflittualità politica e conseguente instabilità del Conte 2, con un Governo di unità nazionale che per sua natura ha bassa conflittualità e notevole stabilità, come ha già dimostrato la discesa vertiginosa dello spread, cioè la ritrovata fiducia internazionale e dei mercati.

Forse il risultato più eclatante è la definitiva eclissi del Movimento 5 stelle che dal 32% ottenuto nelle elezioni del 2018, si è ora dovuto accontentare del 15% dei posti ministeriali al Governo, percentuale corrispondente agli attuali dati riscontrati nei sondaggi sulle intenzioni di voto: quattro modesti  Ministeri residuo dei due Governi precedenti nei quali avevano avuto il Premier e la maggioranza dei tanti Ministri. Forse aveva ragione chi di loro voleva restare fuori dal Governo e riprendere la originaria vocazione alla contestazione ed alla opposizione.

Malgrado pareri diversi, sulla china inclinata verso l’uscita di scena ci sono Conte e Renzi, i due protagonisti della recente crisi. Conte era stato a sorpresa beneficiato dal destino ed aveva fatto anche troppo per l’inesperienza e la modestia politica che lo hanno caratterizzato, il buono lo ha realizzato grazie alle competenze accademiche che ha messo a frutto nella gestione e non è stato poco. Il suo futuro non interessa ai più. Certamente è doveroso augurargli ogni bene professionale. Per Renzi il problema è diverso, come ne sarà diverso il destino. La politica ed il nuovo Premier non potranno fare finta che non esiste, poiché l’uomo è oggettivamente pericoloso: ha rottamato una generazione di politici con D’Alema in testa, ha mandato in soffitta il Governo Letta, ha trascinato gli Italiani in una campagna referendaria che definire conflittuale è eufemistico, ha lasciato Salvini sul bagnasciuga del Papete portando il PD al Conte2 ed infine ha fatto fare a Conte la stessa fine di Letta con all’attuale crisi di Governo…. Che farà ora con solo un mezzo Ministero nel nuovo Governo ed il 3% del consenso nelle intenzioni di voto degli italiani? Gli rimangono una trentina di parlamentari personalmente delusi che sono ininfluenti per il sostegno al Governo Draghi. I più giustamente pensano che il nuovo Premier si affretterà a collocarlo in una prestigiosa posizione oltreconfine, e molti dicono che sarà un bene per tutti!

In ultimo non bisogna dimenticare il “capitano” Salvini che probabilmente ha perso i gradi a favore di chi lo ha costretto ad una straordinaria capriola politica. Un anno e mezzo fa chiedeva al popolo i pieni poteri contro tutti, oggi si è accontentato di un Ministero per il suo amico-nemico Giorgetti in un Governo con suoi avversari. L’uomo è inquieto, arrogante, oscillante, salito vertiginosamente ad un consenso impensabile dopo le elezioni europee e poi altrettanto rapidamente disceso a percentuali ragionevoli per una destra di opposizione. Il ritorno al Governo favorirà il suo Partito, cioè la sua Segreteria, oppure i suoi oppositori interni? Ha giurato fedeltà a Draghi “obtorto collo”, come prima aveva giurato al popolo del Nord per poi cercare consenso al Sud, aveva anche cercato di giurare fedeltà al Papa con il rosario in mano, delle donne non parliamone, ma ognuno in termini di fedeltà ha i suoi difetti!
Certo è che appena è stata nota la lista dei Ministri, è comparso in Tv per dire che la Lamorgese, confermata Ministro dell’Interno e perciò responsabile degli sbarchi, e Speranza confermato Ministro della Sanità, e perciò responsabile del COVID’, dovevano cambiare marcia e politica! Mezz’ora dopo in un’altra Tv ha ripetuto le stesse critiche ma ammorbidendo i toni. C’è chi dice che seguitando così non ci metterà molto ad aprire una nuova crisi di governo! Riuscirà Draghi a tenerlo a bada per l’anno che ci aspetta?






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