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venerdì 1 Marzo 2024
Brava genteI supplì cacio e pepe di Nonna Clementina a campo de' Fiori

I supplì cacio e pepe di Nonna Clementina a campo de’ Fiori

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La friggitoria di Vicolo dell’Aquila, vicino Campo de’ Fiori, nella Roma di un secolo fa, era famosa per i suoi supplì, oltre che per i filetti di baccalà fritti e le crocchette di patate. Tutto fritto!

La passione per la frittura nella Roma di fine ‘800

A quell’epoca non si poneva ancora il problema del colesterolo e dei grassi saturi: i fritti a Roma erano di gran moda, dalla ricotta alle patate, dai broccoli alle mele, passando per cervella, carciofi e zucchine. Tutti rigorosamente “impanati” (uovo e pan grattato) o immerse nella pastella (acqua, farina e birra) prima di finire nella padella dove friggeva sfrigolando, l’olio proveniente dall’Agro Romano.

Naturalmente ogni friggitoria aveva le sue specialità, le sue ricette rigorosamente trasmesse da padre in figlio. Per i carciofi ed i filetti di baccalà erano consigliabili i locali dell’antico ghetto, per i supplì l’antica catena “a corso Vittorio”, e via di seguito.

La specialità di Vicolo dell’Aquila erano i supplì, che preparava la mia bisnonna. Abitava in una vecchia casa poco lontana, era restata vedova presto con tre figli e non era sufficiente per vivere la magra pensione del mio bisnonno, dipendente dell’Acqua Pia antica Marcia, maestro di scherma (allenava i nobili romani in occasione dei duelli all’ombra dell’ “Osteria del Tempo Perso”, sulla via Appia, al quarto miglio).

L’idea: via il ragù e la mozzarella, vai con pecorino e pepe!

Nonna Clementina stipulò un patto con la friggitoria sotto casa: ogni sabato avrebbe preparato un certo numero di supplì, pronti per essere fritti, ad un prezzo convenuto per ciascuno. Il patto funzionò. I supplì piacevano al pubblico e nonna Clementina ebbe una vita migliore.

Ad un certo punto pensò di migliorare ancora, diminuendo le spese: non condì più il riso per i supplì con il ragù e la mozzarella, ma più semplicemente con pecorino grattugiato ed un pizzico di pepe. Pronti per essere passati nell’olio in padella.

supplì cacio e pepe
L’origine dei supplì cacio e pepe di nonna Clementina, a Campo de’ Fiori. Photo credit: Puntarellarossa.

Il proprietario della friggitoria mostrò scarsa fiducia nel successo dei nuovi supplì. Ma aveva torto: la novità ebbe grande successo e la produzione salì rapidamente.

La vecchietta di Vicolo dell’Aquila aveva trovato la sua strada: il successo è sempre dietro l’angolo, a prescindere dall’età, e può anche assumere i contorni di un supplì cacio e pepe!






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