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mercoledì 3 Marzo 2021

Editoriali di Giampaolo Sodano Il Presidente Conte, il Sindaco Raggi e i Bronzi di Riace

Il Presidente Conte, il Sindaco Raggi e i Bronzi di Riace

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SODANO – Dopodomani sabato 10 novembre potrebbe essere il giorno in cui Roma, la capitale d’Italia, sarà liberata dalla presenza di un sindaco che, a ragion veduta, può essere giudicato il peggiore che sia mai stato seduto sul più alto scranno del Campidoglio. Una giovane signora, o come usano definirsi i militanti del movimento di Beppe Grillo la cittadina Virginia Raggi, avvocato senza arte né parte, votata qualche tempo fa da una maggioranza di romani arcistufi delle malefatte dei dirigenti del Partito Democratico, potrebbe essere costretta da una sentenza del Tribunale di Roma e da un regolamento del movimento a dover dare le dimissioni e tornarsene a casa. Ma comunque vada la delusione dei cittadini romani che l’hanno sostenuta è tale che la carriera politica della Raggi si può considerare arrivata al capolinea.

PACELLI – Il 5 ottobre scorso nell’edizione romana del “Corriere della Sera” è apparsa una fotografia a dir poco imbarazzante: il Presidente del Consiglio Conte percorreva una strada di Roma circondato dalla sua scorta con a fianco un generale dell’Aeronautica Militare. Niente di particolare, se non fosse per lo sguardo di Conte, fisso davanti a se, forse per non calpestare le immondizie che cospargevano la strada probabilmente usciti dai grandi sacchi collocati lungo i marciapiedi. Nessun commento. Nessuno che abbia espresso un minimo di meraviglia per la capitale di un grande paese europeo in cui il capo del governo cammina tra i rifiuti. Il Sindaco pentastellato tace, asserragliato in Campidoglio, il personale dell’AMA azienda municipalizzata della nettezza urbana sciopera, l’Amministratore Delegato della società prospetta la impossibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti per mancanza di fondi: a Roma tutto ciò appartiene alla quotidianità.

SODANO – E se aggiungiamo a tutto questo l’orrore di San Lorenzo la misura è colma. Non poteva non accorgersene il Truce Salvini sceso come un falco fra gli abitanti del quartiere romano per fare la sua arringa: ristabilire ordine e sicurezza, fuori la Raggi dentro la Saltamartini. E così è iniziata la nuova campagna elettorale per il Campidoglio. Ma l’avvocato del popolo non era mica il Presidente del Consiglio?

PACELLI – Il Presidente Conte sembra esserselo dimenticato: se lo ricordasse si sentirebbe quanto meno imbarazzato nel non mostrare alcun disagio dinanzi alla situazione in cui si trova il popolo romano: stando alle premesse non dovrebbe, quale suo avvocato, intervenire affinchè cessi lo sconcio di una città in cui i servizi pubblici sono ormai un lontano miraggio. L’ATAC, azienda dei trasporti urbani, sull’orlo del fallimento è priva dei mezzi di trasporto necessari a far fronte ai suoi compiti istituzionali. L’AMA sembra navigare nello spazio siderale, l’ACEA azienda dell’acqua e dell’energia elettrica ha il Presidente indagato per diversi reati, mentre la pioggia sommerge le strade in quanto il sistema fognario, con le caditoie ostruite non è in grado di recepire l’acqua piovana… Questa è Roma oggi. Non ritiene l’avvocato del popolo che anche il popolo di Roma abbia qualche diritto che debba essere tutelato nei confronti di un’Amministrazione Comunale che non si sa se definire più inetta o incosciente? O forse la sua azione è frenata dal timore di spiacere a Di Maio cui deve la Presidenza del Consiglio? Può anche darsi che tutto dipenda dall’essere felice della definizione affibbiatagli di barbaro, come affermato in una recente intervista televisiva.

Conte Raggi Bronzi di Riace
Conte, Raggi e i Bronzi di Riace

SODANO – Ma nel “caso Roma” i barbari non sono arrivati dal nord Europa, avevano già la residenza nella città eterna dalle parti di Ostiense, dove c’è il palazzone dell’ACEA. Si tratta di quella storica impresa che fornisce acqua ed energia alla Capitale, presieduta da un noto affarista nelle grazie del ministro della giustizia, che ha deciso recentemente di razionare la luce alla città. Interi quartieri al buio causa una rete molto vecchia, una manutenzione a dir poco insufficiente e per finire la mancata potatura degli alberi. Alberto Torquati, presidente democratico del quindicesimo municipio, attribuisce a quest’ultima inadempienza del Campidoglio la ragione per cui camminare di notte è diventata una operazione ad alto rischio. Solo i barbari potevano spegnere la luce a Roma, senza che nessuno osasse protestare. Che cosa si può fare?

PACELLI – Talvolta è necessario cambiare Avvocato per non finire in galera innocenti. Sembra invece ingiusto con le accuse al Sindaco: ormai le è stato detto di tutto ma l’Avvocato Virginia Raggi ha deciso di non rinunciare al posticino in Campidoglio. Vengono in mente, chissà perché, i bronzi di Riace, facce comprese.






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