Il Prof. Giuseppe Conte è misteriosamente scomparso. Ne discutono il Direttore Sodano ed il Prof. Pacelli. Lo ritroveranno?

Pacelli

Il Prof. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, sembra improvvisamente scomparso.

I servizi di informazione, la Polizia di Stato, l’arma dei Carabinieri l’hanno cercato in ogni luogo possibile, da Palazzo Chigi a Montecitorio, da Palazzo Madama al Quirinale, ma non ne hanno trovato tracce: il Professore sembra svanito nel nulla.

Le truppe logistiche che presidiano la presidenza del consiglio, al comando del Sottosegretario Giorgetti non hanno saputo fornire indicazioni, anche se resta qualche sospetto di reticenza.

Secondo alcune voci Conte sarebbe stato visto con una gran barba ed un paio di occhialoni neri aggirarsi con fare sospettoso sulla Piazza del Quirinale prima di entrare furtivamente nel Palazzo, ma si tratta solo di voci.

Tra le tante supposizioni avanzate vi è quella di una sua scomparsa volontaria, per non firmare un disegno di legge che i “grillini” vorrebbero imporgli e che prevede la vendita del Colosseo per finanziare il reddito di cittadinanza.

Ad avviso di altri la causa sarebbe un progetto di legge predisposto dagli spalti della Lega per il controllo dermatologico di tutte le persone di pelle non completamente bianca, al fine di stabilire con certezza se si tratti di italiani abbronzati e non di emigrati da espellere.

Assolutamente improbabile è invece che il Prof. Conte ignori che l’art. 95 della Costituzione affida al Presidente del Consiglio di dirigere “la politica generale del governo e ne è responsabile ” e di mantenere “l’indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri”: più improbabile è che i vice presidenti Salvini e Di Maio siano al corrente del fatto.

Se qualcuno vuole informarli che due vice presidenti del Consiglio non fanno un presidente e mezzo farà cosa certamente lodevole e forse il Professor Conte potrà finalmente riapparire.

Sodano

Tanto tuonò che piovve dice il proverbio.

E così è successo: dopo tante minacce, urla e strepiti del nostro Salvini è arrivata la pioggerella di un compromesso sussurrato dal terribile Macron e, caro professore, da quel Giuseppe Conte che Lei aveva dato per disperso. In verità prima di prendere l’aereo per Bruxelles il Conte aveva presieduto un Consiglio dei Ministri per varare un fondamentale primo atto del suo governo che passerà alla storia come il decreto dei benzinai.

Insomma amico mio ti devi rassegnare, il professor Conte c’è e ci rimane, almeno fino a quando Casaleggio vuole. D’altronde di cose da fare ce ne sono, dal diritto d’autore al sistema giudiziario, dal deficit infrastrutturale al lavoro tanto per citarne qualcuna.

Senza citare riforme costituzionali annunciate dal fondatore del Movimento che durante la sua missione a Roma per sedare la rivolta di deputati e senatori contro il centralismo democratico di Giggino Di Maio ha convenuto con il presidente della Camera Fico che il rimedio sta nel sorteggio al posto di quell’antiquato sistema denominato elezione per dare alla Repubblica i suoi parlamentari.

Per la verità i bene informati sostengono che quella di Grillo non è altro che una provocazione che ha come bersaglio il Davide Casaleggio reo di avergli scippato la guida del Movimento trasformandolo da collettore dei voti di tutti gli arrabbiati d’Italia in un Partito di governo con tanto di mazzette e cinghie di trasmissione, caratteristiche tipiche delle vituperate formazioni politiche della prima e seconda repubblica. E intanto lo spread continua a salire! Meditate gente, meditate.

Pacelli

Sono stati Di Maio e Salvini, forse solo Salvini, a fissare la posizione italiana nella recente riunione del Consiglio di Europa. Il Conte, reso sicuro dalla copertura politica ha fatto del suo meglio e qualche risultato lo ha ottenuto, come quello del ritorno in Italia di quelli che dall’Italia erano poi emigrati clandestinamente in altri paesi: il Consiglio ha deciso che ritorneranno in Italia e questa per Salvini deve essere stata una gran bella notizia. Sarebbe bellissimo se in futuro il Prof. Conte accentuasse la sua presenza sulla scena politica, anche quando non ha la possibilità di fruire della mantellina giallo-verde.


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Artigiano, mastro oleario, giornalista e dirigente d’azienda, Giampaolo Sodano è nato a Roma. Prima di vincere nel 1966 un concorso ed entrare in Rai come funzionario programmi svolge una intensa attività pubblicistica come critico letterario e cinematografico. Nel 1971 è giornalista professionista. Nel 1979 è dirigente d’azienda della RAI. Nel 1983 è eletto deputato al Parlamento. Nel 1987 torna all’attività professionale in RAI ed è nominato vice-presidente e amministratore delegato di Sipra e successivamente direttore di Raidue. Nel 1994 è direttore generale di Sacis e l’anno successivo direttore di APC, direzione acquisti, produzioni e coproduzioni della Rai. Nel 1997 si dimette dalla RAI e diventa direttore di Canale5. Una breve esperienza dopo della quale da vita ad una società di consulenza “Comconsulting” con la quale nel 1999 collabora con il fondo B&S Electra per l’acquisizione della società Eagle Pictures spa di cui diventa presidente. Nel 2001 è eletto vicepresidente di ANICA e Presidente dell’Unidim (Unione Distributori). Dal 2008 al 2014 è vicepresidente di “Sitcom Televisione spa”. E’ stato Presidente di IAA. Sezione italiana (International Advertising Association), Presidente di Cartoons on the bay (Festival internazionale dei cartoni animati) e Presidente degli Incontri Internazionali di Cinema di Sorrento. Ha scritto e pubblicato “Le cose possibili” (Sugarco 1982), “Le coccarde verdemare” (Marsilio 1987), “Nascita di Venere” (Liguori editore 1995). Cambia vita e professione, diventa artigiano dell’olio e nel 1999 acquista un vecchio frantoio a Vetralla. Come mastro oleario si impegna nell’attività associativa assumendo l’incarico prima di vicepresidente e poi direttore dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO). Con sua moglie Fabrizia ha pubblicato “Pane e olio. guida ai frantoi artigiani” e “Fuga dalla città”.

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