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mercoledì 1 Dicembre 2021
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La complessità dell’amore

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Maria Pia Ammirati, scrittrice e giornalista, dirigente televisiva. Guardata con simpatia dalla dea fortuna ha il fascino sottile di una donna di talento. Presidente di Cinecittà e direttrice di Rai Fiction, ottiene numerosi premi per i suoi romanzi e siede in numerose giurie letterarie, dal Premio Strega al Premio Viareggio. E’ nel Consiglio di Amministrazione di Rai Cinema e del Teatro dell’Opera di Roma. Ha scritto8 romanzi: I cani portano via le donne sole, 2001; Un caldo pomeriggio d’estate, 2006; Se tu fossi qui, 2010; Le voci intorno, 2012; La danza del mondo, 2013;    Fuori dall’harem tra schiave nere e ruba paradiso, 2016;Due mogli. 2 agosto 1980, 2017.

“Vita ordinaria di una donna di strada”, è il suo ultimo romanzo.

E’ la storia di Nadia, una ragazza nata nelle campagne a nord di Bucarest in una famiglia povera, e con genitori violenti. Le carezze e le tenerezze le vengono da una zia lesbica, un amore che le costerà la cacciata di casa e l’essere venduta ad un uomo che potrebbe farne la moglie ma che presto la cederà invece ad un protettore. E per Nadia inizia una discesa agli inferi. Un romanzo coraggioso, un viaggio nel cuore oscuro dell’Europa della prostituzione. Una forte intensità narrativa e insieme una indagine sociologica per capire le ragioni di una giovane donna che diventa una prostituta.

Non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima, che la Ammirati ci affascina con la sua scrittura, nuda, dura, addirittura violenta coinvolgendoci in un mondo oscuro e sconosciuto. Il destino di Nadia è lo stesso di Linda, di Marina e di Alice, di Luisa e delle due mogli, l’avventura delle donne del nostro tempo e dei tempi passati, vittime della bestialità degli uomini, violentate e uccise come se il mondo le volesse cancellare per escludere dalla vita degli uomini l’amore. E allora la Ammirati le fa fuggire, meglio scendere negli inferi della terra, correre a Sud, saltare l’incolmabile distanza tra normalità e prostituzione, e correre alla ricerca di se stesse.

La tensione e la passione di una scrittura essenziale che dà al lettore il piacere, il gusto della lettura: un raccontare la vita dei suoi personaggi sempre in bilico tra salvezza e caduta, ragione e disperazione. Questa ultima opera della Ammirati è un racconto bellissimo e raccapricciante che conferma le doti di una scrittrice che dedica la sua vocazione alla difesa della presenza determinante della donna nella vita degli uomini che, di fronte alla loro scomparsa o alla loro assenza, sono sperduti perché incapaci di amare e scoprono che l’amore è vita ma che l’amore non ci può essere se la donna, che ha il potere di questo sentimento, è assente o scompare.  


Ed è con questa scoperta inconsapevole che si scatenano sentimenti abominevoli come dimostra la cronaca di tutti i giorni. Donne che amano l’uomo sbagliato, donne belle e sexy che l’uomo considera una proprietà di cui fare ciò che vuole, anche disfarsene. Un racconto duro, non un’apologia delle donne, ma pieno di sentimenti, coinvolgente fino all’ultimo rigo, che ci racconta dei nostri anni così diversi dallo scenario di “Memorie di una maitresse americana” di Nell Kimbal.

Ma la cosa più straordinaria dei romanzi di Maria Pia Ammirati è il suo raccontare il mondo in cui vivono le sue donne, ritratte con amore e complicità, ma dominato dall’ uomo. Un uomo incapace di amare fino a quando incontra la donna e in quell’incontro scopre l’amore, senza consapevolezza di quello che è veramente, e sfrontatamente pensa di non poterlo perdere. Ma quando il pericolo si palesa è disarmato e nasce il desiderio di umiliare, offendere, violentare, uccidere la donna perché è lei stessa l’amore. E allora le protagoniste dei romanzi della Ammirati cercano nella fuga la salvezza dal mostro che le perseguita, ma nella loro discesa agli inferi, o nella corsa verso il Sud, vivono esperienze drammatiche e fanno incontri che sono l’occasione di un percorso di maturazione: la presa di coscienza della loro autonomia. Loro si ritrovano, hanno la consapevolezza del loro straordinario potere, il potere di amare, di essere l’amore. Una condizione che nasce dal potere di dare la vita, la consapevolezza di essere amore perché è la loro stessa natura di generatrici di vita. L’uomo è accecato da sentimenti biechi perché lui non può e non sa e si rifugia nel disprezzo e nell’odio. Un narrare che ha la forza degli atti osceni, la complessità della violenza, l’intransigenza dei sentimenti, la forza della speranza. Questa l’originalità, la forza e il fascino della scrittrice Maria Pia Ammirati.






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