Una sanissima abitudine è quella della lettura “spirituale” cioè di libri che parlano (correttamente) di Dio e della nostra relazione con Lui. Io prediligo i libri di santi che raccontano la propria vita o di belle biografie di santi (fra cui eccelle la produzione di Antonio Maria Sicari edite da Jaca Book). A 18 anni mi fulminarono “Le Confessioni” di Sant’Agostino. La Provvidenza mi aveva preparato piano piano. A 16 anni sentii il professore d’italiano, sempre parco di aggettivi, che andava all’essenziale eliminando tutti gli orpelli letterari, che disse: “Agostino, uno di quei geni che l’umanità produce ogni tre o quattro secoli“. Mi colpì quella frase anche perché il professore non aveva mai manifestato sentimenti religiosi. Dopo un po’ di tempo incontrai un alpino, Guido Cavalleri, di passaggio per Napoli, che citava lunghe frasi di Sant’Agostino in latino: era di una simpatia travolgente e questa sua passione per Agostino m’incuriosì. Morale: quando terminai gli esami di licenza liceale andai al mare in Calabria e, seduto sulla valigia in un affollato treno di quei tempi, cominciai a leggere “le Confessioni“.

 la lettura spirituale non è un obbligo è un piacere, un arricchimento
la lettura spirituale non è un obbligo è un piacere, un arricchimento

La lettura spirituale: Le Confessioni di Sant’Agostino

Grandioso è stato l’impatto con il capitolo ottavo in cui Agostino racconta il travaglio della sua conversione. Per me è stato il testo più coinvolgente di tutto ciò che ho letto. Un capolavoro della letteratura mondiale. Ognuno dovrebbe leggerlo e rileggerlo. Una sintesi di psicologia, teologia, umanità…

La sincerità di Agostino mi colpì. Ormai era convinto che la fede cristiana fosse credibile e vera. Ammetteva apertamente che erano le passioni a trattenerlo e non altro. Erano quelle che gli dicevano con rimpianto: “Ormai non potrai fare questo e quest’altro… e che cos’erano questo e quest’altro!”. Agostino mi parlava di me stesso: era appassionato della verità e nello stesso tempo gli piaceva tutto ciò che la vita offre e che sembra in alternativa alla chiamata cristiana. Si può vincere la resistenza delle passioni. La verità vale la pena… ed è vero che i seguaci di Gesù trovano il cento per uno. Un affare.

E poi c’era quel rivolgersi direttamente a Dio con fiduciosa sincerità e con sincera fiducia. Mi faceva capire che la creatura sta bene quando è in sintonia con Dio. “Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”(Confessioni I). Sentivo che aveva ragione.

Altro che storie! Altro che prendersi beffe delle vite dei santi! I santi sono quelli che ci parlano davvero. È fondato l’entusiasmo provocato dalle loro belle vite.

Letture spirituali: Introduzione al Cristianesimo di Joseph Ratzinger.

Un altro libro che mi appassionò fu “Introduzione al Cristianesimo” di Joseph Ratzinger. Negli anni ’70 un amico me ne aveva parlato ma gli avevo risposto scherzosamente che non avevo il tempo di dedicarmi a un mattone teologico mentre avevo tanto da fare. Gli dissi goliardicamente che stavo già seguendo il trattato dello “smazzinger”… Negli anni ’80 presi quel libro in mano e rimasi incantato. Non riuscivo a leggerlo a lungo perché era denso di significato anche se il testo era chiaro. Ne leggevo un quarto d’ora al giorno (com’è consigliato a chi ha una vita impegnata) e sentii il bisogno di rileggerlo per segnarmi i punti essenziali. Era un periodo in cui avevo avuto a che fare con documentari e mi venne il desiderio di realizzare un video che servisse da stimolo per leggere il libro: una specie di liofilizzato del messaggio che vi era contenuto. Riuscii a trovare un finanziatore e contattai un montatore-regista che realizzò il prodotto usando i macchinari gentilmente concessi dalla Lux-Vide. Ne uscì fuori un video intenso che tuttora utilizzo per vederlo con amici per poi commentarlo.

Ne parlai anche all’allora cardinal Joseph Ratzinger approfittando della fine di una cerimonia. Fu gentilissimo ma non mi chiese di vedere il filmato e la cosa non mi meravigliò. Lui viaggiava a livello di ricerca teologica: la divulgazione non era affar suo, per quanto necessaria.

Il libro è prezioso perché commenta il Credo tenendo presente le esigenze di chi si è imbevuto di cultura occidentale, ne supera i pregiudizi e illustra bene la natura di Dio che è amore. In sintesi una lettura solida che chiarisce bene i contenuti della fede.

Fra le pubblicazioni di Ratzinger ci sono i tre libri su Gesù che ha scritto durante il suo pontificato. Il terzo che riguarda l’infanzia di Gesù è particolarmente adatto per il periodo natalizio. Fra le sue encicliche mi hanno particolarmente colpito le prime due: Deus Caritas est e la Spe Salvi. In particolare quest’ultima contiene un’affermazione che mi ha sorpreso e allietato: “Quando uno nella sua vita fa l’esperienza di un grande amore, quello è un momento di redenzione che dà un senso nuovo alla sua vita” (n. 26)

La lettura spirituale

Un altro libro del cuore è la vita di Santa Caterina da Siena scritta dal suo ultimo confessore, fra’ Raimondo da Capua. I mistici sono il canale giusto per comprendere meglio cosa Dio vuole da noi e cosa vuole dirci. Lo stesso si può dire dell’autobiografia di Santa Teresina del Bambin Gesù intitolata “Storia di un’anima” e le altre autobiografie dei santi…

Per chi ha esigenze di chiarirsi le idee sui luoghi comuni (Giordano Bruno, l’Inquisizione, il caso Galilei, …) critici verso la Chiesa, i libri di Vittorio Messori sono preziosi. Così come i libri di André Frossard (il comunista convertito) aiutano a liberarsi dai dubbi dell’ateismo.

G.K. Chesterton mette al servizio dell’ortodossia cattolica e dell’apologetica l’umorismo inglese congiunto a una profonda sintesi del pensiero cristiano.

A poco a poco ci avviamo a considerare i classici della letteratura mondiale come un ottimo arricchimento non solo intellettuale ma anche spirituale. Basti pensare ad altri due inglesi come C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien che sono già classici pur essendo quasi contemporanei. Dante, Manzoni, i grandi scrittori russi, gli intellettuali cattolici francesi (da Maritain a Gilson) e così via… tutti i classici hanno la capacità di porre l’uomo di fronte agli interrogativi fondamentali della vita con le risposte giuste in chiave artistica. Non si tratta propriamente di lettura spirituale ma di un buon nutrimento dell’anima.

In sintesi: la lettura spirituale non è un obbligo è un piacere, un arricchimento. Occorre un certo impegno per inserire quei 15’ nello scorrere della giornata ma è un impegno che diventa leggero se il libro “funziona”. Oggi sono di moda gli integratori alimentari, ebbene la lettura spirituale è un integratore del nostro cervello e del nostro cuore.

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Giuseppe Corigliano
Ingegnere, napoletano, si è occupato di formazione giovanile e di comunicazione. Ha pubblicato per Mondadori nel 2008 "Un lavoro soprannaturale" per il quale ha ricevuto il premio Capri San Michele. Nel novembre 2010, sempre per Mondadori, è apparso"Preferisco il Paradiso. La vita eterna com’è e come arrivarci", che ha avuto sei edizioni ed è stato ripubblicato negli Oscar Mondadori. Nel giugno 2012 per l'editore Cantagalli è uscito un suo libro intervista ad Ettore Bernabei. Nel gennaio 2013 ha ricevuto il premio giornalistico "Le buone notizie" mentre nel febbraio 2013 è uscito per Mondadori "Quando Dio è contento/ Il segreto della felicità". Nell'ottobre 2015 pubblica con Mondadori "Siamo in missione per conto di Dio/La santificazione del lavoro"e nel novembre del 2017 "Cartoline dal Paradiso 2”. Nel 2019 con Mondadori pubblica “Il cammino di San Josemaría”. Collaboratore di Rai Vaticano, dirige la Fondazione Perseus, ollabora con la rivista Tempi. Ha realizzato documentari su S. Josemaría Escrivá, S. Alfonso de’ Liguori, sull’Introduzione al Cristianesimo di Joseph Ratzinger e sul magistero della Chiesa. Dal'70 all'80 ha fatto parte della direzione dell'Opus Dei per l'Italia ed è stato direttore della comunicazione dell'Opera in Italia per quarant'anni (dal 70 al 2011).