11.5 C
Roma
martedì 13 Aprile 2021

In evidenza La sfida del cartello riformista

La sfida del cartello riformista

Autore del contenuto

L’articolo pubblicato sul Foglio da Roberto Giachetti centra il punto: con Forza Italia ridotta a un ectoplasma politico ed il PD che ha scelto di tornare ad una impostazione di sinistra molto “tradizionale” l’opinione pubblica riformista, modernizzatrice (o semplicemente di buon senso) non ha in questo momento punti di riferimento forti e c’è posto per i riformisti.

Giachetti propone un percorso di merito e di metodo a Italia Viva (di cui fa parte), Azione, +Europa, ai socialisti (cui riconosce di avere una “rete territoriale più consistente di quanto si pensi”), ai verdi non integralisti, agli altri radicali, oltre che agli autentici liberali in difficoltà nel centrodestra sovranista e (immagino) ai numerosi riformisti ancora presenti nel PD.

Certo esistono differenze politico/programmatiche (e qualche ostilità pregressa) ma credo anche esista un minimo comun denominatore “riformista” su tre questioni fondamentali che, da sole, definiscono un’identità politica chiara e riconoscibile in cui tutte queste forze possono riconoscersi:

  1. Il rifiuto del sovranismo nazionale e l’ancoraggio all’Europa;
  2. La priorità assegnata alle politiche di sviluppo e recupero della competitività produttiva rispetto agli interventi di tipo assistenziale;
  3. La restituzione di centralità alle istituzioni democratico-rappresentative rispetto agli altri poteri (economici, mediatici, burocratici e giudiziari) che hanno abbondantemente tracimato in questi anni.

Costruire “cartelli” di forze che vogliono mantenere la propria identità ed autonomia organizzativa non è mai facile, bisogna affrontare ostacoli non solo “programmatici” ma anche “organigrammatici” e “politici”. Da potenziale elettore di questo potenziale cartello (e da effettiva “vittima” della divisione tra “+Europa” e “Insieme” nelle elezioni del 2018) posso solo dire che le qualità politiche dei gruppi dirigenti interessati si misureranno nella capacità di affrontare questi nodi senza frantumarsi.

riformismo
riformismo

Questo vale anche per noi socialisti. I tentativi in corso di ricomporre la diaspora sono meritori, ma sarebbe una pia illusione pensare che, anche se avessero successo, renderebbero possibile un’autonoma presenza elettorale a scala nazionale. Al contrario la collocazione dentro un disegno come quello descritto per un verso favorirebbe il reincontro di chi ha seguito strade diverse per l’altro aiuterebbe a ricostruire presenze istituzionali senza le quali non c’è volontarismo organizzativo che tenga.






Siamo una giovane realtà editoriale e non riceviamo finanziamenti pubblici. Il nostro lavoro è sostenuto solo dal contributo dell’editore (CuDriEc S.r.l.) e dagli introiti pubblicitari. I lettori sono la nostra vera ricchezza. Ogni giorno cerchiamo di fornire approfondimenti accurati, unici e veri.
Sostieni Moondo, sostieni l’informazione indipendente!
Desidero inviare a Moondo una mia libera donazione (clicca e dona)



La tua opinione per noi è molto importante.
Commento su WhatsApp
Ora anche su Google News, clicca qui e seguici



Iscriviti alla nostra newsletter gratuita

Rimani sempre aggiornato sugli ultimi approfondimenti.
Lascia il tuo indirizzo mail, seleziona i tuoi interessi e ricevi gratuitamente sulla tua casella di posta la prima pagina di Moondo con le notizie più interessanti selezionate per te.