7.1 C
Roma
mercoledì 3 Marzo 2021

In evidenza Le elezioni Portoghesi ed il parallelismo con l'Italia

Le elezioni Portoghesi ed il parallelismo con l’Italia

Autore del contenuto

Il portoghese António Guterres è intervenuto il 26 gennaio in televisione, in qualità di presidente dell’Onu, chiedendo una lotta contro l’escalation dell’estrema destra nel continente europeo.
Il calciatore portoghese Cristiano Ronaldo ha appena rifiutato un contratto da 6 milioni di euro come nuova proposta di sponsorizzazione contrattuale per rappresentare l’Arabia Saudita come destinazione turistica. Il motivo è dovuto ad alcune accuse di violazioni dei diritti umani in Arabia Saudita, in particolare nei confronti di donne e omosessuali.

È interessante analizzare che quello che in precedenza era considerato un enorme fattore di attrattività in Portogallo, rispetto agli altri paesi europei, ovvero la permanenza dell’equilibrio sociale e la buona convivenza tra tutti con uno degli indici di sicurezza più alti al mondo, sia messo in dubbio dall’emergere di un’atmosfera di paura e odio alimentata dall’ascesa di un partito di estrema destra alle elezioni presidenziali del 24 gennaio.

Questo El Dourado (la California d’Europa), che si rifletteva soprattutto nella residenza di ricchi stranieri in territorio portoghese, attratti da una magica trilogia: sicurezza, stile di vita e cordialità del popolo portoghese, è stato così completamente contaminato dall’affermazione di una narrazione di odio diffuso e di mancanza di senso di comunità e rispetto per gli altri in tutti i dibattiti della campagna elettorale utilizzando un dialetto animalesco.

Ecco un fenomeno che è stato latente nella società portoghese dalla rivoluzione dei garofani 47 anni fa, desideroso di saltare fuori dal cappello, come un effetto da mago, e che è esploso con l’affermazione dei valori neonazisti, accendendo l’odio puro durante il primo tempo TV. Parafrasando un autore di economia creativa, le 3 T’s Tolerance, Talent and Technology furono considerate alla fine degli anni ’80 da Richard Florida come il più grande fattore di attrattiva nei progetti di rigenerazione sociale e urbana.

Ciò che abbiamo appena visto nella società portoghese con le ultime elezioni, oltre a una nuova maggioranza socialdemocratica che ha stabilizzato il paese e bilanciato il potere socialista nel governo in questo momento, considerato come qualcosa di necessario per combattere la pandemia, è l’ascesa di una narrativa di odio che rifiuta qualsiasi economia culturale e creativa che generi posti di lavoro nel paese.
Siamo tornati ai giorni in cui si sente l’odore fetido di minaccia, paura e intolleranza.

L’estrema destra in Portogallo è stata sostenuta da circa mezzo milione di elettori distribuiti in alcune contee rurali, più che nelle città dove è in percentuale inferiore. Sarà interessante pensare in modo equilibrato e proporzionale in relazione al più grande argomento del partito in questione, dicendo che uno dei maggiori problemi del Paese sono le comunità di zingari (37mila abitanti su 10 milioni di portoghesi) ovvero 0,37 %, punta anche il dito sui lavoratori immigrati che generano circa 8,5 volte più entrate del loro costo per il paese svolgendo un lavoro che nessun portoghese è predisposto a fare. Infine l’argomento del reddito da inserimento sociale (RSI) i cui benefici principali vanno a disabili fisici e mentali o famiglie in situazioni di estrema povertà, tra le altre accuse infondate e facili, tipiche di chi manca di senso critico e aspetta solo di essere provocato per iniziare una battaglia campale in pieno giorno.

L’odio è tornato in strada. Gli estremi radicali sono andati sui marciapiedi per fondersi tra l’estrema sinistra e la destra sinistra. Accuse futili e sbilanciate, argomenti vuoti e odiosi e alla fine la convalida di un posto politico, da parte del leader del più grande partito socialdemocratico nella possibilità di una coalizione con l’estrema destra per formare un possibile governo alternativo. Con queste vuote manifestazioni di contenuto, umanesimo ed equilibrio, la domanda è: dove erano i valori di libertà e tutela della vita, che tutti gli europei decisero di giurare e difendere alla fine della seconda guerra mondiale? Dove erano i valori di aprile della Rivoluzione dei garofani del 74 e dove c’è il buon senso e l’apprezzamento nella Dichiarazione universale dei diritti umani, quella che ci ha portato tutti come civiltà a circa 70 anni di pace mondiale e alla lotta per l’uguaglianza tra i popoli. È tutta colpa del neo-liberalismo?

Nota: il partito di estrema destra Chega ha ottenuto circa mezzo milione di voti alle elezioni portoghesi del 24 gennaio.






Siamo una giovane realtà editoriale e non riceviamo finanziamenti pubblici. Il nostro lavoro è sostenuto solo dal contributo dell’editore (CuDriEc S.r.l.) e dagli introiti pubblicitari. I lettori sono la nostra vera ricchezza. Ogni giorno cerchiamo di fornire approfondimenti accurati, unici e veri.
Sostieni Moondo, sostieni l’informazione indipendente!
Desidero inviare a Moondo una mia libera donazione (clicca e dona)



La tua opinione per noi è molto importante.
Commento su WhatsApp
Ora anche su Google News, clicca qui e seguici



Iscriviti alla nostra newsletter gratuita

Rimani sempre aggiornato sugli ultimi approfondimenti.
Lascia il tuo indirizzo mail, seleziona i tuoi interessi e ricevi gratuitamente sulla tua casella di posta la prima pagina di Moondo con le notizie più interessanti selezionate per te.