mercoledì 29 Maggio 2024
Anteprima NewsL’emergenza climatica bocciata in Italia dalla politica: i giovani credono in Greta!

L’emergenza climatica bocciata in Italia dalla politica: i giovani credono in Greta!

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I ragazzi di Greta ieri erano in Piazza del Popolo e in molte altre piazze italiane per chiedere ai Comuni ed al Governo di dichiarare l’#emergenzaclimatica. Come ogni venerdì #FridayforFuture scende in campo per far sentire la propria voce, sono giovani e giovanissimi che hanno una coscienza verde e che chiedono un “ futuro”. Ma due giorni fa la risposta italiana è arrivata con la bocciatura al Senato della richiesta di dichiarare l’ “emergenza climatica”, presentata da tre mozioni Fi, Pd e Leu, che avevano avuto già il parere contrario del Governo. Semaforo verde, invece, (con 145 sì, 76 no e 40 astenuti) per la mozione della maggioranza, a firma M5s, che di emergenza non parla. Un’emergenza su cui da mesi centinaia di migliaia di giovani, ispirati dalla sedicenne attivista svedese Greta Thunberg (ospite due mesi fa al Senato per un convegno sul clima), si stanno mobilitando nel mondo.

Così riporta l’Ansa :”Nella Giornata mondiale dell’Ambiente – dedicata quest’anno all’inquinamento dell’aria – si consuma in fretta a palazzo Madama il dibattito sulla necessità di intraprendere al più presto misure incisive per contrastare il riscaldamento globale, su cui gli scienziati hanno dato una dozzina d’anni di tempo per intervenire riducendo gas serra e dicendo addio al carbone per consumi energetici. Nella polemica fra maggioranza e opposizione, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa soddisfatto parla di “una presa di posizione da cui non si può tornare indietro” e quindi se tutti sono d’accordo sulle urgenze ambientali “allora votiamo presto la legge salva mare, il disegno di legge cantiere ambiente, mettiamo subito quello sulle bonifiche”, è la sua sollecitazione.

emergenza ambientale
emergenza ambientale

Intanto, una rete di associazioni e comitati ambientalisti, con singoli cittadini, si preparano a fare causa contro lo Stato italiano ritenendolo “colpevole di inazione” di fronte agli effetti irreversibili dei cambiamenti climatici. Hanno lanciato una campagna sul web “Giudizio Universale – Invertiamo il processo” in vista del deposito in autunno degli atti. “Vorremmo quindi che lo Stato – scrivono i promotori – riconoscesse la gravità della situazione italiana e i rischi che i cambiamenti climatici pongono al rispetto dei diritti umani fondamentali tra cui: vita, salute, lavoro, solo per menzionarne qualcuno. Di conseguenza, vorremmo che lo Stato italiano tagliasse le emissioni di gas serra, adeguandosi a quanto richiesto dalla comunità scientifica.”

In molti paesi movimenti e cittadini stato citando in giudizio Stati, istituzioni e imprese per costringerli ad attuare politiche efficaci nei confronti del clima. “Abbiamo deciso di fare causa anche in Italia. Chiederemo allo Stato Italiano di attuare misure più stringenti per rispondere ai cambiamenti climatici e invertire il processo: se non ci pensiamo noi, nessuno lo farà al posto nostro”, proseguono i promotori della campagna, che ora si svolgerà soprattutto online, sui canali social e sul sito giudiziouniversale.eu. Insieme ci sono movimenti, associazioni e cittadini che vogliono preparare il terreno per un “processo senza precedenti nel nostro paese, che ha l’obiettivo di chiedere ai giudici di condannare lo Stato per la violazione del diritto umano al clima”.

Ma torniamo in Senato dove la mozione della maggioranza impegna l’Esecutivo “a ricorrere all’eco-design; a favorire l’autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili; a promuovere campagne di sensibilizzazione/informazione rivolte ai cittadini in sinergia con gli enti locali, anche mediante l’introduzione dell’educazione ambientale nelle scuole”. Una mozione che prevede “politiche serie e concrete finalizzate alla de-carbonizzazione dell’economia”, assicura Vilma Moronese (M5s), presidente della commissione Ambiente del Senato.

Ma dall’opposizione, la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto, definisce la mozione della maggioranza “annacquata” a fronte alla “principale emergenza per l’Italia e per l’intero pianeta” mentre per Andrea Ferrazzi, capogruppo Pd in Commissione Ambiente al Senato e primo firmatario della mozione dem “ancora una volta il M5s, a salvaguardia delle poltrone parlamentari, si è inginocchiato ai voleri della Lega, contraria agli accordi di Parigi” sul clima.

Comune denominatore delle quattro mozioni era l’allarme sugli effetti irreversibili dei mutamenti climatici ma quella dem chiedeva al Governo di dichiarare lo stato di emergenza ambientale, quella di Fi chiedeva interventi urgenti per non incorrere in procedure di infrazione da parte della Ue, garantendo nel contempo un’autonomia finanziaria degli enti locali per investimenti nel settore; quella di Leu chiedeva di rivedere le imposte sull’energia e sull’uso delle risorse ambientali nella direzione della sostenibilità.

Ieri Greta Thunberg e il movimento studentesco Fridays for future sono stati nominati Ambasciatori della coscienza per il 2019 da Amnesty International.

 “Siamo onorati e commossi dalla determinazione con cui i giovani attivisti di ogni parte del mondo ci stanno obbligando a confrontarci con la realtà della crisi climatica – ha dichiarato Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International –. Ogni giovane che prende parte ai Fridays for future “rappresenta ciò che significa agire con la propria coscienza. Sono loro a ricordarci che abbiamo più potere di quello che immaginiamo e che possiamo avere un ruolo nella protezione dei diritti umani di fronte alla catastrofe climatica“.

“È un grande onore ricevere il premio Ambasciatore della coscienza di Amnesty International a nome dei ‘Fridays for future’ – ha dichiarato Greta Thunberg –. Questo non è un premio per me, è un premio per tutti. È incredibile vedere quante persone si sono mobilitate e sapere che ciò per cui stiamo lottando sta avendo un impatto. Agire secondo la propria coscienza – ha proseguito la giovane attivista – vuol dire che tu lotti per qualcosa che pensi sia giusto. È qualcosa che appartiene a tutti coloro che fanno parte del movimento: noi abbiamo il dovere di cercare di migliorare il mondo. La clamorosa ingiustizia contro cui dobbiamo lottare è che le persone del sud del mondo sono quelle che sono e saranno le più colpite dal cambiamento climatico pur essendo quelle meno responsabili“. La mancanza d’azione dei governi nei confronti del cambiamento climatico può essere considerata la più grande violazione intergenerazionale dei diritti umani della storia.

“Diritti umani e crisi climatica vanno di pari passo. Non possiamo trovare soluzioni per i primi senza risolvere la seconda. Il cambiamento climatico significa impossibilità di nutrirsi coi prodotti della terra, abitazioni a rischio e salute in pericolo. I governi hanno il dovere di proteggersi. Perché allora non stanno facendo nulla per impedire al cambiamento climatico di devastare le nostre vite?“, ha chiesto Greta Thunberg

I giovani attivisti dei “Fridays for future” ora chiedono agli adulti di seguirli. Venerdì 20 settembre, alla vigilia del Vertice delle Nazioni Unite per agire sul clima, gli attivisti lanceranno una settimana di azione con uno sciopero globale per il clima. Sosteniamo la loro richiesta affinché anche gli adulti aderiscano allo sciopero e mostrino solidarietà.

“I giovani si sentono dire spesso che sono i leader di domani. Sono felice che Greta Thunberg e gli attivisti dei “Fridays for future” abbiano ignorato quel messaggio. Se aspettano fino a domani, non c’è alcun futuro per nessuno di noi. Hanno già dimostrato di essere i leader di oggi e ora è il momento che gli adulti li seguano“, ha concluso Naidoo.

L’Italia politica è scollata ancora una volta dalle nuove generazioni, tutti si affannano a vivere in un’eterna campagna elettorale, basata sul cancellare il passato o dare la colpa al passato, sulla paura, sull’odio per l’altro. Il clima non è considerata una paura, è solo una preoccupazione e non come dovrebbe essere l’idea di un maggior benessere. Ma qualcuno oltre ad urlare e predicare va ad analizzare le paure dei giovani? I giovani temono per un’emergenza climatica e per un’incertezza sul proprio futuro lavorativo,vogliono risposte reali, non hanno paura degli altri, hanno paura di noi!!






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