Qualche anno fa un simpatico informatore farmaceutico ha pubblicato lo stupidario medico ovvero una raccolta assai divertente, sorprendente e sconvolgente di tutte le stupidaggini ascoltate e registrate in anni di attesa nelle anticamere dei medici. Noi medici a nostra volta entriamo in collisione con le convinzioni e fantasie dietetiche dei pazienti quando ci vengono chiesti consigli sulla sana alimentazione.
Vorrei fare qualche esempio nella speranza di offrire qualche buon consiglio.

Lo sciocchezzario dietetico

  • Il brodo è un alimento che si presta a tante interpretazioni. Essendo considerato un alimento “leggero” viene facilmente proposto ai malati. Dal punto di vista scientifico il brodo contiene sostanze proteiche della carne, del pesce o delle verdure sciolte in acqua. Occupa poco spazio nello stomaco e fornisce sostanze utili di pronto impiego, ma se la carne viene fatta bollire per tanto tempo come fanno spesso tante mamme pensando di renderlo più nutriente, il prodotto finale è un mattone perché stimola troppo la secrezione gastrica rendendo la digestione più lunga. E possibile che un brodo qualunque provochi acidità gastrica piuttosto che facilitare la digestione.
  • Il latte, la mozzarella e la ricotta contengono lattosio, uno zucchero disaccaride costituito da due molecole (glucosio+galattosio) che il 50 % degli italiani non digerisce ovvero non può spezzare il legame tra i due per la mancanza dell’enzima lattasi, provocando così vari banali disturbi intestinali che chiamiamo intolleranza. Chi soffre di stitichezza si vedrà consigliare dal medico un lassativo a base di disaccaridi o berrà il latte per ottenere il beneficio. Ne consegue la convinzione che l’intolleranza al latte riveli una malattia latente e si smette di bere un alimento fantastico, nutriente e divertente. Vorrei far capire a tutti che l’incapacità di digerire il lattosio non è una malattia ma dipende dal fatto che siamo venuti a contatto con il latte solo alla fine degli anni 30 del secolo scorso quando sono state create le Centrali del Latte che hanno permesso ai cittadini urbanizzati di consumarlo tutti i giorni. I pronipoti di questi cittadini digeriranno il lattosio molto meglio tra qualche anno. Naturalmente in tutti i formaggi fermentati il lattosio non c’è e pochissimo ne contiene lo yogurt così tutti potranno consumarli senza rischiare fastidi. Un problema annoso è rappresentato dalla presenza del lattosio quale eccipiente in molte pasticche medicinali. La quantità è minima ma c’è chi ci fa caso e sta attento nel prendere visione della composizione delle medicine prescritte dal medico che rarissimamente si pone il problema. Dal punto di vista scientifico quella piccola quantità non dovrebbe giustificare disturbi da intolleranza ma è meglio non creare un dibattito con il paziente e ammettere che possa accadere. Ma perché l’industria farmaceutica impiega il lattosio? Perché è soffice, leggero, malleabile. Per questo si combina bene con i principi attivi che vengono somministrati in pillole.
Lo sciocchezzario dietetico
Lo sciocchezzario dietetico
  • Molte volte avete visto qualcuno dedicare tempo alla eliminazione della buccia degli acini d’uva, degli spicchi di mandarino o d’arancio per asportare quella fibra che è utilissima per curare la stitichezza che è il vero nemico del colon. Sarà meglio prendere tutti i giorni una fibra innocua piuttosto di una medicina costosa o rinunciare al pomodoro, all’uva o al fico d’india che sono invece molto utili.
  • La dieta in bianco per la grande maggioranza delle persone vuol dire mangiare scolorito rinunciando al pomodoro. Vuol dire mangiare gli spaghetti conditi con il solo olio d’oliva ovvero un piatto mortificante, punitivo. Come si fa a mangiare una pasta che non sa di niente? In realtà mangiare in bianco vuol dire allontanare dalla dieta cibi troppo elaborati, stracotti, molto piccanti.
  • L’aperitivo stimola la fame? Una grande piacevole truffa alla quale ci sottomettiamo volentieri quando andiamo a cena dagli amici ma anche senza gli amici quando siamo stanchi, quando abbiamo voglia di un buon sapore in bocca. L’alcol, come il brodo, è un grande stimolatore della secrezione gastrica e per questo gli viene attribuita la maggior facilità di digerire tutto. Non è vero! Prima di tutto l’alcol che viene a contatto con la mucosa gastrica a digiuno si comporta come un detergente che distrugge il muco gastrico protettore della mucosa, in secondo luogo rendendo più acido l’ambiente gastrico rende la digestione più lunga. In realtà l’alcol preso prima della cena con gli amici ha un effetto distensivo, euforizzante, facilita la socializzazione. Arriviamo in un posto dove incontreremmo sconosciuti e dobbiamo prendere il coraggio di presentarci ad un bel ragazzo o una bella ragazza? L’aperitivo ci aiuta. Questa è tutta la verità. Troverete conferma quando andrete in montagna e vedrete arrivare a cena i nordeuropei seri e compassati che dopo aver bevuto uno o due bicchieri di buon vino diventano allegri, ciarlieri e simpatici.
  • Non parliamo poi del digestivo, l’ammazzacaffè. Viene bevuto come se si trattasse di uno sturalavandini. In realtà si tratta di un superalcolico che piace soprattutto agli appassionati degli alcolici. Fateci caso e vedrete persone che spesso bevono due o tre “bicchierini” dell’Amaro XX come fosse acqua minerale. L’Amaro o il grappino, spesso prodotti da industrie conventuali, non aiutano la digestione.
  • Vino rosso, carne rossa, spinaci e carciofi vengono consigliati per curare l’anemia. Peccato di non poter sapere quanta carne quanto vino e quanti spinaci si debbano mangiare e per quanto tempo: Bisogna augurarsi che l’anemia non sia grave e che si possa aspettare molto tempo per vederla correggere in questo modo.

Queste sciocchezze ci sono familiari ci accompagnano durante tutta la vita. Potremmo correggerle ma rischieremmo di sostituirle con altre sciocchezze. L’importante è sapere con chi abbiamo a che fare. Volete digerire bene?
Scegliete dei buoni compagni per mangiare ridendo e scherzando, mangiate il giusto, senza strafare, bevete poco, dormirete meglio e camperete più a lungo senza regalare soldi ai medici o farmacisti.


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Mario Mazzetti di Pietralata
Mario Mazzetti di Pietralata è un gastro-enterologo romano, laureato a Roma nel 1956, pioniere della Endoscopia digestiva, libero Docente nell’Università di Roma Sapienza, Primario medico per oltre 20 anni all’Ospedale sant’Eugenio. Dopo cessato dal sevizio attivo ospedaliero si è dedicato agli studi e alla cura dei disturbi alimentari ed alle caratteristiche della alimentazione nel nostro Paese, scrivendo su riviste del settore, curando trasmissioni televisive e pubblicando numerosi libri di divulgazione delle nozioni ed informazioni riguardanti l’alimentazione mediterranea ed i suoi effetti sulla salute.