C’è voluto almeno un minuto per accanirsi con 11 coltellate sul povero vicebrigadiere. Anche il collega era disarmato? Non infieriamogliene altre con le polemiche, chiede giustamente l’Arma. Ma neppure con tanti punti oscuri, con inutili bende sugli occhi agli indagati, con la diffusione di foto non certo scattate per stupidità. Tanto, prima o poi la verità viene a galla e, mentre purtroppo un innocente muore, la Benemerita rischia di finire nelle barzellette. La memoria di un soldato, non si uccide solo con le calunnie, ma anche col sospetto di voler nascondere qualche responsabilità.

sono americani i killer del carabiniere Rega
Sono americani i killer del carabiniere Rega

L’anonimato e la banalità hanno ucciso le tradizioni più famose e persino la mondanità

È passato sotto tono, qualche sera  fa, anche il 71° Galà della Croce Rossa di Montecarlo. Fondato nell’agosto 1948 dal principe Luigi II, bisnonno di Alberto II, attuale regnante, raggiunse il suo splendore al tempo in cui a presiederlo era la principessa Grace. Oggi non ha lo stesso prestigio, perché non c’è più il richiamo dei personaggi di una volta. Persino il Jet set, ormai è scomparso. Liz Taylor, Frank Sinatra, Soraya, Onassis e la Callas, Davi Sukarno, Ira Furstenberg con i loro amori e successi sono ora sostituiti da ricchi sconosciuti, i cui nomi sono anonimi come quello di un vicino di casa.

Perché cancellare la scritta DUX? Potenzia il turismo, come Buchenwald e Auschwitz

Il Sindaco di Villa Santa Maria ravviva la scritta d’epoca perché attiri un po’ di gente. Lui si giustifica, altri lo accusano. A Predappio  il 28 luglio si festeggia come ogni anno l’anniversario della nascita di Mussolini. E allora? Che male c’è? Perché nascondere le tracce sporche della storia? Nessuno ha mai pensato di togliere i cancelli dei campi di sterminio che ricordano alle scolaresche di tutto il mondo e a milioni di visitatori l’orrore del nazismo. È la dittatura che limita e vieta la libertà di espressione. La democrazia, invece, deve difendere chiunque voglia manifestare il proprio pensiero.

Quando giudizio e definizione dipendono dalla provenienza

Sento nei talk show televisivi e leggo sui giornali pavide espressioni sull’uccisione del vice brigadiere, vittima della furia omicida di due drogati. Non so se per stupidità o per ordini superiori, si sente sempre parlare di “ragazzi”, “presunti responsabili” , “che avrebbero”. Perché sono americani, ma rei confessi. Hanno tolto la vita con accanimento a un uomo alla cui cattura potevano sottrarsi con uno spintone. E l’avrebbero pure fatta franca. Se fossero negri sarebbero già “gli assassini”. Non mi stupirei che un giorno riuscissero a evadere. Così il caso sarebbe risolto con la pace di tutti.

Se la casa brucia, anziché spegnere l’incendio, si scappa all’estero, ma poi ci si pente

Meglio trasferirsi in albergo che chiamare i pompieri. Così pensano i giovani ambiziosi e intraprendenti. Un laureato su due medita di trasferirsi altrove, invece di aiutare il proprio paese a crescere. Partono in 250 mila ogni anno, come feci io, egoista e pavido, in cerca di spazi più ampi. Rimangono indolenti e pensionati. È vero che se si trova lavoro, anche se col dottorato, master e specializzazione, ci si deve accontentare di guadagnare quanto una badante. Ma oggi non lo rifarei. Dovevo rimanere. Ho tradito la Sicilia e gli amici d’infanzia, che ho sinceramente amato, e i miei stessi ideali.

È l’epoca dei fedelissimi, cioè dei mediocri, non c’è più chi rappresenti se stesso

Al giorno d’oggi non si arriva per merito, ma per fedeltà. Cioè per avere rinunciato alla propria personalità. E gli stolti – finalmente una donna a capo del governo europeo – applaudono. Ma non è lì perché aristocratica. È la tirapiedi della Merkel. Se no, non era neppure consigliere comunale. È probabile che gli antenati si stiano rivoltando nella tomba. Ma lei è felice tanto è così ovunque, e si è pure montata la testa. Ecco perché i migliori non si mettono più in politica come un tempo. Ora sono tante le caccole, che, però, avvolte nella carta stagnola del potere, credono di essere cioccolatini

A bordo del Suv mi sento più bello, alto, ricco, intelligente e con una folta chioma

Il traffico è in continuo aumento. Gli spazi delle strade si restringono. Tra poco le auto si incastreranno al punto da non poterle più muovere. Logica vorrebbe che se ne costruissero di minuscole. Invece, c’è il boom delle macchinone, le più grosse possibili. Infatti, anziché mini utilitarie più richiesti sono i Suv. Alla guida ci sentiamo più belli e forti. Spariscono per incanto frustrazioni, insicurezze, difficoltà economiche e persino la calvizie. Mentre crescono i capelli e aumentano intelligenza e altezza, il miliardario in Panda ci sembra un poveraccio. Ecco come risolviamo i problemi noi italiani.


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Roberto Tumbarello
Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), "Viaggio nella vita" (Armando 2017), attualmente in libreria.