Il picco dell’epidemia influenzale è abitualmente durante le festività natalizie. Gli assenti negli enti locali arrivano fino al 95%. In questi giorni si sono ammalati 37 ferrovieri su 43 della linea Centocelle. Manca nel giuramento di Ippocrate, che immette alla professione, la clausola che vieta complicità del medico con chi chiede il certificato che giustifichi l’assenza dal lavoro senza motivo. Forse tra il V e il IV secolo a.C, quando visse il fondatore della medicina, l’onestà era sottintesa e non si dichiarava il falso. Oggi è necessaria una postilla e sanzione disciplinare per frenare il malcostume dei medici.

Ecco come prevenire e curare l'influenza con il cibo

È mai possibile che un team di donne, persino meridionali, abbia isolato il Coronavirus?

Ci si aspettava che – se non nei paesi virtuosi dove lo spread e il debito pubblico sono più bassi – la scoperta avvenisse nel nostro nord, eccellenza della medicina, dove le strade non hanno buche e le siringhe costano di meno. Ecco perché, il mondo scientifico è sorpreso che in città dimenticate come Campobasso, Procida e Siracusa, siano cresciute scienziate cui tutto il mondo oggi guarda con ammirazione e gratitudine. Ora è finita la paura. Non ci saranno milioni di morti. Si produrrà forse il vaccino. Persino i cinesi stentano a crederci. Quel sud così povero e arretrato, ma sempre così geniale.

È stolto paragonare l’Italia all’Inghilterra e la Lira alla Sterlina, se lasciassimo l’Euro sarebbe una catastrofe

Eppure c’è chi scrive su FB: “Se Londra decide di uscire dall’Europa, un motivo ci sarà”, volendo dire che, essendo gli inglesi più in gamba di noi, ci converrebbe imitarli. Inoltre hanno mantenuto la sterlina. Quindi, è stato sciocco preferire l’€ alla Lira. In effetti  le ragioni ci sono e anche evidenti. L’Inghilterra – sarà poi la Storia a giudicare la loro convenienza alla Brexit – agisce in combutta con gli USA, che preferiscono un’UE più debole da prevaricare. La sterlina è una moneta forte, associata a un vasto impero che non è ancora tramontato. Mentre la nostra veniva continuamente svalutata.

Una famiglia inconsolabile alla ricerca di un appiglio per lenire dolore e disperazione

Giulio Regeni non tornerà in vita, né si onora la sua memoria, invocando una giustizia inutile. Sappiamo che a ucciderlo sono stati i servizi segreti di una dittatura militare che opprime gli egiziani. Qual è la soddisfazione di individuare gli autori materiali? Perché mettere in difficoltà l’ambasciatore e il governo italiano, che non può dichiarare guerra a tutti coloro che non rispettano le libertà individuali e i diritti umani? Sono i cittadini di quei paesi, che, memori delle antiche tradizioni culturali, debbono ribellarsi. Lui vorrebbe soprattutto che nessun altro giovane subisse più la sua stessa sorte.

Forse andiamo troppo in fretta, senza renderci conto che, così, alla fine si muore

La velocità è il sogno degli individui di un’epoca in cui si gode del rischio senza rincorrere alcun premio. Non abbiamo un traguardo se non primeggiare nel nulla e, se non c’è da inseguire denaro o potere, apparire. Il cellulare ha parzialmente lenito la noia che caratterizza questa generazione. Si cominciò col parapendio, poi fu la volta degli sport estremi, oggi si attraversa di corsa la strada col semaforo rosso mentre sfrecciano le auto guidate da ubriachi e drogati. Si sfida il tempo anche sulle rotaie, per arrivare solo pochi minuti prima. Mentre a casa alcuni bambini si chiedono perché sono orfani.

E io che sognavo la dittatura, dove lo stato si occupa di tutto ed è più facile vivere

La libertà non è solo un diritto individuale, ma una  ricchezza collettiva. Consente, per esempio, al medico di avvertire la comunità scientifica di avere individuato un virus sconosciuto e probabilmente anche pericoloso. In un paese comunista non è possibile. Quando infatti il dottor Li Wenliang, morto poi lui stesso a 34 anni, lo comunicò alle autorità di Wuhlan, era il 30 dicembre, un mese prima che si diffondesse l’epidemia. Quante vittime e danni si potevano risparmiare! Ma anziché ringraziarlo, gli  fu intimato di tacere per non procurare falsi allarmi. C’è il partito a garantire la salute di tutti.



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Roberto Tumbarello
Roberto Tumbarello, giornalista professionista, laureato in Giurisprudenza, ha tre figli e sei nipoti. Medaglia “pro merito” del Consiglio d’Europa, di cui è stato portavoce in Italia per tanti anni, è esperto in Comunicazione e Diritti umani. È stato redattore e inviato speciale di diversi quotidiani e periodici a vasta tiratura. Ha chiuso la carriera come direttore del “Giornale di Napoli”. Tra le sue ultime pubblicazioni di successo: “Gesù era di destra o di sinistra?” (Sapere 2000, 2009), “Si salvi chi può” (Edizioni Radici, 2012), “O la borsa o la vita” (Armando, 2014), "Viaggio nella vita" (Armando 2017), attualmente in libreria.