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giovedì 4 Giugno 2020

Editoriali di Giampaolo Sodano Presidente Rai: 3 motivi per...

Presidente Rai: 3 motivi per…

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Presidente Rai: 3 motivi per…

L’ultima querelle che vede impegnato il governo gialloverde (ma a trazione leghista) riguarda la scelta del Presidente Rai, quelle che seguono sono 3 motivazioni, per una scelta giusta:

  1. Forse avendo condiviso per quattro anni la direzione di una rete della Rai (felicemente) mi è semplice essere d’accordo con Giovanni Minoli “ancora una volta quello che accade nella TV di stato anticipa o ratifica i cambiamenti politici”. Infatti il problema della mancata elezione del signor Marcello Foa non può essere ridotto a questione di metodo o di gradimento o di posizioni ideologiche del candidato. Il problema è politico. E il problema è la leadership dello schieramento di centrodestra, una leadership che Salvini ricerca con la propria azione di governo ma che per realizzarsi ha “bisogno” della irrilevanza del Cavaliere. In definitiva Salvini persegue l’obiettivo della maggioranza relativa alle prossime elezioni anche con i voti di Forza Italia, meglio sarebbe senza Berlusconi.
  2. Giuseppe Conte (noto come attuale Presidente del Consiglio dei Ministri), come le stelle, “sta a guardare”, scrive sul Corriere della Sera Antonio Polito nel suo editoriale sulla vicenda Rai. Ma in verità anche l’acuto giornalista  sa bene che non può fare diversamente: nel mandato ricevuto dai contraenti del governo non ci sono i poteri per la lottizzazione. Ma forse è proprio la lottizzazione che non c’è. Credo di avere l’età giusta e una buona memoria per descrivere il tratto essenziale della pratica lottizzatrice, un metodo inventato nel secolo scorso dai governanti per garantire con legge dello Stato il pluralismo nella gestione del Servizio Pubblico radiotelevisivo. In concreto si risolse il problema del passaggio dal latifondo democristiano al lotto DC, il lotto PSI e il lotto al partito di opposizione PCI. Quindi se non c’è il lotto per la minoranza è improprio parlare di lottizzazione, e il problema che si apre non si risolve con i membri del CdA: tutti sanno che il pluralismo in una azienda culturale si assicura con la gestione dei contenuti.
  3. L’umiltà è la virtù delle persone intelligenti. Nelle società democratiche le regole si rispettano. Se la regola è la maggioranza dei due terzi per eleggere un presidente Rai si propone un candidato condiviso dai due terzi dell’assemblea. Se si sbaglia il nome del candidato si deve avere l’umiltà di cambiarlo e di ricercare un nome condiviso dalla maggioranza. E che sia un nome di garanzia, come indicano le regole. Siamo con Giuliano Ferrara: per Buttafuoco presidente.

Pietrangelo Buttafuoco
Pietrangelo Buttafuoco. Photo credit: Il resto del carlino






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