Un paese per vecchi

  1. Non sopportiamo più quelli che ci accusano di averli impoveriti; di aver lasciato loro un mondo peggiore (non sanno che mondo abbiamo trovato noi, con il fascismo, la guerra e il dopo-guerra).
  2. Siamo stanchi di vedere trafficare sull’Italia che lasciamo, con leggerezza, con incompetenza e, a volte, con incoscienza (parafrasando Luigi Einaudi).
  3. Siamo ferocemente contrari a ridiscutere i diritti acquisiti, alla opportunistica e vendicativa retroattività dei provvedimenti, alla eliminazione unilaterale di patti e contratti e alle stupide rottamazioni generazionali.
  4. Vogliamo vivere il nostro ultimo miglio in serenità, acquisita da noi stessi e riconosciuta dallo Stato (in quanto Contratto sociale collettivo).
  5. Vogliamo essere rispettati.
  6. Vogliamo essere curati, con efficienza, educazione e pazienza (i pazienti non vogliamo essere noi: devono essere quelli che ci curano).
  7. Vogliamo che i servizi pubblici tengano conto di noi; e che le nuove generazioni si mettano in piedi davanti a noi e “giù il cappello”.
  8. Vogliamo che lo Stato si occupi del nostro “benessere”, della nostra “cultura”, della nostra vita; in fondo ormai costiamo per poco più e non abbiamo molte pretese.
  9. Voteremo contro quelli che sono contro di noi: per costrizione!
manifesto dei vecchi

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