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giovedì 16 Luglio 2020

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Venti di Guerra

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Questo anno, per il gioco dei numeri 2-0-2-0, sembrava potesse essere un anno buono! Anche il discorso del Capo dello Stato invitava alla conciliazione. Ed il Papa aveva fatto la sua parte consueta… Ma invece cosa serve invocare pace e prudenza dall’alto quando da pari altezza si gettano bombe e si semina morte? L’evento drammatico accaduto subito dopo il Capodanno in medio-oriente è straordinariamente grave. Non ci provi nessuno dei nostri mediocri politici a cercare di sfruttarlo a fini personali e di parte.

Trump missili
Trump, la violenza non paga

Il generale Soleimani era l’esponente laico, non solo più alto in grado, ma anche il più carismatico del regime islamico di Teheran, era l’uomo forte con cui si doveva trattare sulla questione dei conflitti dell’area e sul nucleare iraniano, la sua parola avrebbe avuto più valore di tutti gli inutili e infruttuosi tentativi della diplomazia occidentale e dei relativi imbelli ed imberbi Ministri degli Esteri.  Adesso con chi tratterà l’Occidente? Per l’inevitabile spirito di vendetta è stata di fatto armata l’ala più intransigente del regime sciita iraniano affiancato dai Siriani e dagli Hezbolla libanesi. Non solo: che reazione si può attendere dagli antagonisti  sunniti? Può darsi che l’Occidente abbia trovato il modo di associare nello spirito vendicativo antiamericano e antiisraeliano tutto il mondo arabo!

Donald Trump è giustamente rimasto quasi solo con la sua vanagloria e le sue bugie, nel suo Paese e nel Mondo. A Boris Johnson, come dicono gli esperti, ha lasciato il ruolo dell’utile idiota con il cerino in mano, come già avvenne per i precedenti Premier inglesi, non importa di che colore fossero, in occasione delle due guerre del Golfo, in quella contro l’Isis e nel dramma libico, tutte di fatto promosse dagli Usa: guerre eterne ed ingiuste con tanto spargimento di sangue da tutte le parti, che non hanno risolto niente ed hanno seminato tanto odio. A chi teorizza il contrario occorrerebbe suggerire una gita a Tripoli o a Bagdad per attendere lì l’eventuale arrivo della Bomba atomica!

In questo Weekend anche andare al cinema a Roma  può essere una scelta imprudente! Non ci resta che piangere: non le lacrime del Papa, ma quelle dei nostri figli. 

Checchè ne dica Trump per giustificarsi, non è stata una azione di guerra o un atto difensivo, ma un assassinio. Trump  aveva bisogno di sangue per coprire la macchia dell’impeachment. Temo invece che abbia allargato la macchia. Con la guerra i Presidenti americani hanno troppo spesso cercato di coprire il loro discredito interno in vista del rinnovo elettorale: andò male a Johnson col Vietnam, a Bush padre con la prima guerra del Golfo, andò meglio a Bush figlio con la seconda guerra del Golfo, ma lui fu aiutato dalla tragedia delle Torri Gemelle. Di Trump non basta parlarne male, odiarlo, diffamarlo, serve invece solo fermarlo. Di Johnson abbiamo già detto: non vale la pena parlarne.

In questa situazione drammatica ci si sono messi in mezzo anche i Turchi (chi sono costoro?) che per iniziativa del loro Presidente, convalidata dal loro Parlamento, hanno deciso di intervenire con migliaia di soldati per risolvere gli affari interni di altri in Libia, sostenendo il  finto Governo filoamericano. Che c’entrano i Turchi, chi li ha spinti, che li sostiene? Di certo anche nel loro caso abbiamo a che fare con un altro Presidente antidemocratico ed incivile la cui maggioranza si sta pericolosamente erodendo e che cerca gloria nel deserto nordafricano, mostrando i muscoli ben lontano dai suoi confini. Ci aveva già provato contro i Curdi ricavandone una ben modesta figura. Ora ci riprova e non gli andrà meglio. Di certo è anche saltata la presunta missione di pace organizzata dal Ministro degli esteri Italiano con la altrettanta presunta partecipazione dell’alto Rappresentante per la politica estera della Ue e con i Ministri degli esteri di Francia e Regno Unito, annunciata per la seconda settimana di gennaio. E’ bastata una telefonata in questi convulsi giorni del Ministro degli esteri libico per cancellare l’impegno e qualcuno dice che il tono della telefonata deve essere stato quello di “ragazzo lasciaci lavorare”. Di certo l’Alto rappresentante della politica estera della UE si è affrettato a smentire ogni sua adesione alla iniziativa italiana.

Siamo forse allo snodo finale: qualcuno a breve dovrà rispondere con chiarezza se il problema del 21º secolo erano i dittatori arabi o chi ha deciso di disfarsene. La gente innocente e determinata all’epoca della prima guerra del Golfo e poi della seconda, invadeva le piazze di tutti gli Stati Uniti dalla Washington Square di NY, alla Union Square di San Francisco sventolando furiosi cartelli “no blood for oil”, niente sangue per il petrolio: quell’onda lunga rovesciò i repubblicani a favore di Clinton e poi di Obama, democratici e pacifisti. Ora le piazze americane sono ammutolite. Il medio-oriente ed il Nord Africa ribollono: le fiamme del Golfo sono scivolate sino al Mediterraneo. Tutti in campo, iraniani, siriani, libanesi, afgani, sauditi, iracheni, curdi, egiziani, turchi, libici, sunniti e sciiti, ma anche cristiani, copti, ortodossi, ecc., l’incendio dilaga verso la sponda nord del Mediterraneo. L’America sembra lontana. Anche il 10 settembre del 2001 l’Atlantico sembrava molto largo e sicuro, poi il giorno dopo drammaticamente si scoprì che non lo era!

Dalla guerra frontale, orribile e sanguinosa, siamo passati agli assassinii: gli europei occidentali debbono sperare che i missili di Baghdad non ripercorrano la strada aperta un secolo fa dal delitto di Sarajevo.






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