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domenica 25 Settembre 2022
Lettera daAndrew Cuomo: un italiano scomodo

Andrew Cuomo: un italiano scomodo

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Tra la prima pagina di “AmericaOggi” dell’11 agosto 2021, a sinistra della foto (“Cuomo si dimette”) e quella del 5 gennaio 2022 (“Accuse archiviate”) sono trascorsi sei mesi; esattamente 146 giorni, che parlando di tempi della giustizia si possono quasi considerare un’assoluzione immediata. 

L’archiviazione dei reati dell’ex Governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo é stata formulata con velocitá, prima di scomodare il tribunale, ed é arrivata dopo le sue dimissioni e la campagna diffamatoria (che serviva sia da ridimensionamento che da monito).

Cercando di capire a chi sarebbero giovate le dimissioni del 64enne Andrew Cuomo da Governatore dello Stato di New York, esce fuori una lunga serie di personaggi politici di entrambi gli schieramenti e di varie correnti che avevano interesse ad eliminare un politico ingombrante, temibile come avversario e… di origini italiane come Cuomo. Infatti dopo le dimissioni le parodie sui social media, del tipo “Cuomo non é un perverso, é italiano” si sono intensificate.

Il padre di Andrew Cuomo, il celebre governatore dello Stato di New York Mario (Governatore dal 1983 al 1994), era stato probabilmente scoraggiato nel pensare alla candidatura alla presidenza Usa, e Mario Cuomo (1932-2015) aveva seguito il “consiglio” nonostante molti si fossero chiesti perché avesse sempre escluso una corsa alla presidenza.

Il figlio Andrew, invece, s’é fatto trascinare dall’entusiasmo e dalla popolaritá derivata dall’attenzione mediatica per i suoi resoconti giornalieri sull’andamento della pandemia, verso acque pericolose e, rinunciando alla cautela, ha permesso all’opinione pubblica di accennare ad una sua possibile corsa alla presidenza Usa.

A fare da rompighiaccio é stata l’ala radicale del suo stesso partito Democratico che lo voleva fuori dai piedi per posizionare un candidato piú a sinistra del moderato Cuomo nella carica di Governatore dello Stato.

Appena visto che i radicali stavano avendo successo nell’intaccare la reputazione di Cuomo, si sono aggiunti i democratici moderati e quelli dell’ala destra del partito, che avevano interesse ad eliminare un potenziale candidato di origini italiane alla presidenza Usa.

Infine, a dare il colpo di grazia sono arrivati i Repubblicani, a cui stava indigesto un potenziale candidato moderato Democratico, per aggiunta di origini italiane alla presidenza. A tal proposito basta seguire la copertura editoriale data a Cuomo dal “Wall Street Journal” per capire le motivazioni dei Repubblicani e quella offerta dal “New York Times” e dal “New Yorker” per analizzare le posizioni dei radicali.






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