Di buca… in buca

Se a Roma vuoi trovare una strada senza buche, avvallamenti o voragini, devi andare sulla via Appia antica, “regina viarum” della Repubblica e poi dell’Impero Romano. Fu costruita nel terzo secolo avanti Cristo e collegava Roma con Brindisi attraverso Capua, Benevento e Taranto. Fu poi allargata e migliorata dagli Imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano. Dopo la caduta dell’Impero, nessuno provvide alla sua manutenzione, ma sedici secoli dopo è ancora lì, alla periferia di Roma, a tagliare un meraviglioso parco archeologico. Certo il manto stradale non è percorribile senza clamorosi sobbalzi perché le lastre di basalto della pavimentazione, ben fisse nel terreno, per l’usura del tempo e la scomparsa del pietrisco che colmava i vuoti, sono ormai distanti una dall’altra.

Meraviglia dell’ingegneria romana. Certo la tecnica sa di perfezione: scavavano una trincea di più metri di profondità lungo tutto il percorso sin quando non trovavano la roccia, poi riempivano il solco, largo anche 7-8 m, con pietre grandi legate con cemento sino al livellarlo a circa 1 m dalla superficie ed allora lo riempivano di pietre e frammenti di mattoni legati con calce per il drenaggio delle acque . Tutto era allora pronto per uno strato di brecciolino che veniva compresso e sopra il quale veniva appoggiata la pavimentazione fatta con larghe pietre di basalto sapientemente accostate le une alle altre. Le fessure che eventualmente rimanevano venivano riempite di brecciolino che non impediva all’acqua piovana di scolare negli strati sottostanti da dove si disperdeva in profondità. Inoltre la pavimentazione veniva posata a dorso d’asino per favorire il deflusso delle acque nei canali laterali.

Buche manto stradale
Buche manto stradale

E’ cambiata la tecnica di costruzione stradale nei nostri tempi? Sostanzialmente no, anzi la manutenzione è più facile perché gli ecografi rivelano cosa succede sotto la superficie. Perché allora gli oltre 5000 km di strade della città di Roma sono in grave dissesto? Le risposte sono molteplici.

Primo: perché non sempre le regole vengono rispettate, la sabbia costa meno del pietrisco, la pietra costa cara e risparmiare su pietre e pietrisco abbondando in sabbia, garantisce un più sostanzioso guadagno.

Secondo: perché quando le tubature di acqua, gas, luce e cavi vari, gestite da più di 20 aziende diverse tra le quali Italgas, Fastweb, Telecom, Acea eccetera, che corrono sotto la pavimentazione hanno bisogno di manutenzione, si scava per raggiungere il guasto e ripararlo, ma poi lo scavo viene colmato non rifacendo gli strati, ma ributtando dentro alla rinfusa tutto il materiale scavato, incuranti di ricostituire gli strati. E dopo avere così colmato lo scavo senza cura al drenaggio delle acque, con un po’ di bitume si copre il malfatto. Ne consegue che non appena si formano delle fissurazioni del manto, l’acqua si infiltra e provoca il collasso della struttura.

Terzo: perché il carico che le strade urbane sopportano al giorno d’oggi è assolutamente eccessivo: autobus e pulman turistici enormi e strapieni di passeggeri, camion e Tir con rimorchio per il trasporto di tutto e di più, infinite automobili che frenano continuamente e ripartono. Se la strada non è fatta a regola d’arte il peso comprime l’asfalto che si infossa e si fissura in superficie. Ci pensa poi l’acqua piovana, infiltrandosi nelle fessure, a dissestare gli strati sottostanti che, se malfatti, non garantiscono il drenaggio di queste acque con effetto infossamento.

Detto così alcune responsabilità sono evidenti, altre non appaiono, ma esistono e sono quelle di chi non controlla che i costruttori osservino le regole e che i manutentori si attengano ai capitolati. C’è negligenza o interesse privato? Anni or sono alcuni dipendenti circoscrizionali finirono sotto processo e furono condannati insieme ai dirigenti della ditta che aveva eseguito pessimi lavori, ma è stato l’unico caso portato a conoscenza della pubblica opinione! Perchè buche e voragini sono infinite, più di 50.000 l’anno, mentre i procedimenti a carico dei responsabili sono sporadici? Cui prodest?

Il Campidoglio nel 2014 fece sapere che ogni anno in città per posizionare cavi o riparare danni nel sottosuolo si scavano quasi 400 km di trincee con circa 18.000 interventi, ossia circa 50 ogni giorno. I relativi lavori di manutenzione vengono controllati dai tecnici del Comune sugli oltre 800 km della grande viabilità e dai tecnici dei Municipi sui 4800 km delle strade minori di loro competenza. Il controllo viene esercitato anche dai vigili urbani. Risultato: per quell’anno ci sono state 250 sanzioni, quantità risibile, per un importo massimo di € 500,00 ciascuna, importo ridicolo anzi promozionale per delinquere! La procura ovviamente si muove se c’è il morto: per la giovane atleta morta cadendo dal motorino sulla Cristoforo Colombo i tecnici hanno escluso che la causa sia stata una buca, ma il motociclista morto sulla Salaria nel dicembre del 2016 il Gup su richiesta del Pm ha rinviato a giudizio due dirigenti del Simu, il glorioso Servizio infrastrutture e manutenzione urbana. Lo stesso è avvenuto a seguito della morte di una giovane donna sulla via Ostiense a maggio del 2018.

Altre cinque persone, tre dipendenti dal Simu e due della Ditta appaltatrice, sono stati rinviati a giudizio per la morte di un ragazzo di vent’anni avvenuta sbandando col motorino e finendo contro una colonna di marmo. Fortunatamente non tutti gli incidenti sono mortali: una signora incinta si è ferita cadendo in una buca ai Parioli ed ha sporto denuncia. Non ha invece dato seguito all’incidente, per motivi di opportunità, l’Assessore capitolino al bilancio quando è finito con la macchina in una buca rompendo una ruota e rimettendoci a suo dire € 500,00. E’ stato invece risarcito con € 850 dal Comune un automobilista finito in una buca in via della Solfatara, sostenuto il giudizio dal Codacons: sarebbe stato questo il primo risarcimento che incoraggerà molti altri danneggiati a chiedere i danni, se è vero che ogni anno almeno 230.000 sono i sinistri imputabili al manto stradale. Le statistiche dei Pronto Soccorso degli Ospedali urbani denunciano anno per anno un significativo aumento delle fratture causate da eventi stradali in città.

Non sarà più semplice e dignitoso ripristinare il manto stradale anziché pagare i danni da dissesto ed essere moralmente responsabili di morti e feriti? Risponda signor Sindaco e non si trinceri dietro la mancanza di fondi, perché ad esempio i ritardi burocratici e giudiziari delle gare d’appalto testimoniano che i soldi ci sono, ma non giungono a destinazione! E per parlare dell’oggi, ben saprà Sig. Sindaco che da oltre quattro mesi in più Circoscrizioni è ferma anche la manutenzione ordinaria.

Roma (presunta capitale) 14/4/2019


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Eugenio Santoro
È nato a Roma nel 1938 da famiglia calabrese, e si è laureato a Roma nel 1962, ottenendo la libera docenza nel 1968. Ha svolto tutta la sua vita professionale a Roma. Dopo essere stato per dieci anni allievo e assistente del professor Paride Stefanini, dal 1976 ha diretto per oltre trenta anni le Divisioni di Chirurgia generale ed i Dipartimenti chirurgici degli Ospedali romani Cristo Re, Regina Elena e San Camillo, operando oltre 20.000 malati soprattutto per patologie oncologiche digestive. Ha insegnato nelle Università di Roma La Sapienza, Cattolica e UNItelma. Nel 2001 ha creato un Centro trapianti di fegato all'istituto Regina Elena dove ha realizzato il primo trapianto epatico in Italia in un paziente sieropositivo.Nel 2004 gli viene conferita la Medaglia d'oro della sanità pubblica. È stato presidente della Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani dal 1993 al 1996, presidente della Società Italiana di Chirurgia dal 1998 al 2000, presidente della International Gastric Cancer Association dal 2005 al 2007 e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità dal 2006. È presidente della Fondazione San Camillo-Forlanini dal 2012. Membro onorario di molte società scientifiche di paesi esteri e dei board di riviste nazionali ed internazionali di chirurgia, ha presieduto congressi italiani e internazionali di chirurgia. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche su argomenti di chirurgia e oncologia e di 7 libri. Ha anche pubblicato saggi e articoli di storia, sociologia, politica e due romanzi. È sposato ed ha tre figli.

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