A Roma, è bene chiarirlo, il problema non è solo la Raggi che pure è un grande problema (!) perchè per danneggiare la città i Romani hanno una parte importante superiore a quella dei Turisti. Prendiamo due temi caldi: l’immondizia ed il traffico.

L’immondizia a Roma

E’ vero che l’AMA non smaltisce i rifiuti, ma chi li produce? Chi deposita sacchetti aperti e maleodoranti anche fuori dei cassonetti? Chi butta cicche e gomme americane sui marciapiedi? Chi non raccoglie gli escrementi dei cani? Ogni tanto i giornali in cronaca di Roma pubblicano foto di vecchi frigoriferi o lavatrici in disuso abbandonati per le strade o anche sdraio, sedie varie, poltrone e di recente addirittura un divano: chi ha fatto la fatica di trascinarli sino a lì invece di trasportarli alla discarica comunale?

Qualche settimana fa in Via Mengotti, zona Vigna Clara, strada meglio definita via Merdotti per via degli escrementi dei cani, accanto ai cassonetti ha fatto bella mostra di sé per più giorni un materasso a due piazze: la zona è abitata dalla cosiddetta “buona borghesia”, ma credo che il “buona”, tra escrementi canini e materassi abbandonati, vada eliminato! E pensare che la discarica comunale per il materasso è sulla via Olimpica a ridosso del ponte sul Tevere, ossia a non più di cinque minuti di auto.

Delle bottiglie, lattine, buste di plastica e cartacce varie che ornano i prati di tutti i giardini pubblici e le aree verdi della Città, è inutile parlarne: essi testimoniano il basso grado di educazione e di civiltà degli abitanti di tutti i quartieri e la inefficienza del Servizio Giardini, disonore della Pubblica Amministrazione.  Nelle altre Città grandi e piccole del nostro Paese ed oltralpe, per non dire oltre oceano, questa indecenza non si riscontra. Basta andare a Milano per trovare una città pulita ed ordinata, ma lì ogni cinquanta metri c’è un grosso contenitore cilindrico in muratura , rivestito all’interno con sacchi asportabili di plastica, dove depositare quello che avanza che vengono rimossi più volta al giorno. A Roma qualcuno ha contato gli analoghi recipienti in ferro dell’intera ZTL e pare che non siano più di cento mentre nel resto della Città ne sono disponibili praticamente zero. Così Romani e Turisti, se non vogliono mangiare l’intero cono dei gelati o fumarsi anche il filtro delle sigarette, o li mettono in tasca o li buttano in terra, sul marciapiede!

Altre volte abbiamo letto e scritto che l’Amministrazione comunale Romana, senza incorrere nelle ire della Procura della Repubblica, potrebbe investire qualche migliaio di euro per verificare di persona quello che succede in altre Città Capitali Europee. Questa volta proponiamo una soluzione più economica: basta andare a Milano, magari in giornata con la Freccia Rossa.

Il traffico a Roma

Un cenno alla esilarante comica dei Romani nel traffico. Tutti i giorni i Quotidiani nella Cronaca di Roma danno notizie sconvolgenti dei mezzi pubblici: pare che del parco macchine dell’ATAC, tra guasti, incendi, scioperi, malattie, ecc, ne circolino quotidianamente solo il 30%. Per la metropolitana, a parte i disastri delle scale mobili e gli incidenti, dobbiamo versare non poche lacrime: la linea C, che ha aperto i cantieri in un tempo immemorabile, è ancora a “caro amico” senza concreta previsione del termine lavori. Nel frattempo anche a Napoli sono riusciti a portare a termine due lunghe linee! Perciò, checché se ne dica, l’uso dei mezzi privati a Roma è indispensabile e tra le tante difficoltà che si incontrano ci sono quelle provocate dallo spropositato numero di immensi bus turistici, provenienti da tutta Europa per il turismo mordi e fuggi, che occupano a permanenza i lungotevere tra ponte Garibaldi e ponte Matteotti, nonché le zone adiacenti i luoghi di interesse culturale ed alberghiero, incuranti di regole comunali e del codice della strada. E di tutto questo la colpa nota è della Amministrazione Pubblica: Comune e Partecipate.  Ma c’è dell’altro a rendere ulteriormente incivile il traffico civile…

Le Case Automobilistiche fanno il loro mestiere cercando di vendere automobili sempre più costose ed a tal fine ne aumentano le dimensioni ad ogni successiva serie degli stessi modelli, in tal modo corrispondono alla fedeltà della clientela e ne stimolano la vanità, giustificando l’aumento del prezzo. Così la nuova Smart è aumentata di 10 cm diventando mal parcheggiabile al traverso, la Twingo Renault si è trasformata a quattro porte, la Golf Volkswagen è diventata una berlina di lusso e via dicendo. Utilitarie addio!

SUV
SUV: a Roma sempre più presenti, intasano ulteriormente il traffico già congestionato. Photo credit: Pixabay

Complessivamente il Parco auto private a Roma, in superficie stradale occupata, in 10 anni è aumentato di non meno del 20%, a prescindere dall’aumento numerico dei veicoli circolanti! Non si circolava prima, figuriamoci adesso, e qui la responsabilità Comunale è solo parziale. The last but not the least, stanno dilagando i SUV: piccoli camion ad uso domestico che non corrispondono ad una necessità di trasporto, ma ad una esigenza di status symbol, per chi ancora ci crede! Li dentro sui sedili posteriori i bambini possono giocare a palla ed i genitori, sui sedili anteriori abbreviano la distanza tra loro parlandosi col cellulare.

I cinquantenni al potere, dirigenti d’Azienda, professionisti affermati, architetti, medici, avvocati, commercianti piccoli e grandi, imprenditori, politici, ereditieri nullafacenti, ecc, si costruiscono un parco macchine significativo: una moto anche di grossa cilindrata, una Smart nuovo modello, una macchinetta elettrica se i figli hanno più di 16 anni, ed infine un SUV (acronimo di veicolo di utilità sportiva) da 50, 60 anche 100.000 Euro. Chi potrebbe così dubitare della loro affermazione economica, professionale e sociale. Purtroppo talvolta si tratta di una scatola vuota: fumo negli occhi! Ma rispetto ai loro equivalenti sociali di 20 o 30 anni prima la loro occupazione di suolo stradale urbano è quasi raddoppiata. 

Fin qui storia ordinaria. Ma la farsa comincia il lunedì mattina: Lui, il capofamiglia, deve andare presto in ufficio, a studio, al tribunale ecc, perciò esce per primo ed usa la Smart o se il tempo è buono la moto. Il resto della famiglia è condannato al SUV: mamma e bambini.  La povera donna spesso aggrappata al volante cerca di districarsi nel traffico, spesso per meglio vedere la strada e farsi vedere, mette un robusto cuscino sul sedile, ma il parcheggio diventa una ricerca infruttuosa: i bambini davanti alla scuola devono scendere da soli e per così dire in corsa. La soddisfazione festiva del marito diventa una condanna feriale per la moglie. Per caso anche il marito della Raggi ha un SUV?

Anni fa a Cortina d’Ampezzo, durante le vacanze di Natale, la Guardia di Finanza fermò tutti i SUV, ed erano tanti, per verifica documenti ed accertamenti fiscali. Da quel giorno per più anni quei SUV che occupavano strade e parcheggi sparirono dalla bella cittadina veneta, riportando il traffico alla normalità. Non sarebbe il caso che la Guardia di Finanza facesse ora la stessa utile operazione a Roma Capitale?


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Eugenio Santoro
È nato a Roma nel 1938 da famiglia calabrese, e si è laureato a Roma nel 1962, ottenendo la libera docenza nel 1968. Ha svolto tutta la sua vita professionale a Roma. Dopo essere stato per dieci anni allievo e assistente del professor Paride Stefanini, dal 1976 ha diretto per oltre trenta anni le Divisioni di Chirurgia generale ed i Dipartimenti chirurgici degli Ospedali romani Cristo Re, Regina Elena e San Camillo, operando oltre 20.000 malati soprattutto per patologie oncologiche digestive. Ha insegnato nelle Università di Roma La Sapienza, Cattolica e UNItelma. Nel 2001 ha creato un Centro trapianti di fegato all'istituto Regina Elena dove ha realizzato il primo trapianto epatico in Italia in un paziente sieropositivo.Nel 2004 gli viene conferita la Medaglia d'oro della sanità pubblica. È stato presidente della Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani dal 1993 al 1996, presidente della Società Italiana di Chirurgia dal 1998 al 2000, presidente della International Gastric Cancer Association dal 2005 al 2007 e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità dal 2006. È presidente della Fondazione San Camillo-Forlanini dal 2012. Membro onorario di molte società scientifiche di paesi esteri e dei board di riviste nazionali ed internazionali di chirurgia, ha presieduto congressi italiani e internazionali di chirurgia. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche su argomenti di chirurgia e oncologia e di 7 libri. Ha anche pubblicato saggi e articoli di storia, sociologia, politica e due romanzi. È sposato ed ha tre figli.

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