Con il ritorno del sole dopo una primavera trascorsa tra freddo e nuvole, sono ricomparsi i Vigili urbani nelle strade di Roma, specie ai semafori: in verità pochi ed inattivi, che non si impegnano neanche in multe ai trasgressori incuranti del rosso o della sosta sulle strisce pedonali, sempre occupati a chiacchierare tra loro, maschi e femmine, coppie bene o un male assortite. Speriamo che insieme facciano famiglia felice e non che scassino, per motivi di lavoro (!), quelle esistenti. Sono riusciti all’aria aperta con sole, come le lumache alle prime piogge.

Ma dov’erano finiti? Forse tra incarichi di ufficio, malattie e ferie avevano subito l’estromissione dalle loro poco amate strade ed erano stati costretti a cambiare teatro per i loro flirt? O forse era stata una loro scelta? Meglio non saperlo ed auguri di buon lavoro.

Il Vigile
Il Vigile

Auguri anche a noi se i ritrovati vigili partecipassero alla guerra a sosta selvaggia che al momento è affidata ai clacson e agli improperi degli altri automobilisti costretti ad affollarsi nell’unica corsia residua!  È fantastico costatare che a viale Eritrea e via Libia, strade di grande traffico e grande affollamento commerciale, poiché una delle due corsie, quella vicino al marciapiede, è riservata agli autobus, l’altra quella per le auto private, è diventata sosta abusiva e così le auto private utilizzano per necessità, indisturbate, la corsia dei mezzi pubblici!!! Oh come a via Baldo degli Ubaldi dove per chi vuole uscire dal regolare parcheggio a spina, deve aspettare, suonando indispettito il clacson, che il proprietario dell’auto parcheggiata in seconda fila sulla corsia di scorrimento, abbia finito di fare i propri comodi.

C’era una volta un vigile, un solo vigile, a piazza Ungheria, un po’ robusto con dei bei baffi, e un altro a San Bernardo, che salutavano, ricambiati, tutte le autorità che in macchina attraversavano la loro piazza, disciplinando il traffico con intelligenza. Sono stati sostituiti con dei semafori non intelligenti, programmati da chi da quei vigili avrebbe potuto trarre profitto. Così si formano grandi file e la città va in tilt.

Il ritorno dei vigili nelle strade risolverà problemi come questi? Ma il comandante dei vigili, più volte sostituito dalla Sindaca in questi anni, o i Delegati  circoscrizionali al traffico che fanno nei loro uffici? Non sarebbe il caso che prendessero anche loro un po’ di sole all’aperto per constatare il drammatico traffico di una città ormai senza regole e senza controlli?

Ho ancora un dubbio: perché i vigili, oltre che con il sole, escono in massa nelle strade tra ponte Milvio e piazza Maresciallo Giardina, sul lungotevere del Foro Italico, quando ci sono partite di calcio  o di rugby o concerti all’Olimpico o campionati di tennis o di nuoto negli impianti adiacenti? Maschi e femmine, giovani e anziani, presidiano la zona per ore, di giorno e soprattutto di notte, anche se piove! E qui le lumache non c’entrano! Quale è il mistero di tale ritrovata abnegazione? Qualcuno dice che si tratta di lavoro straordinario debitamente remunerato. Ma allora nell’orario di lavoro  ordinario dove stanno gli stessi vigili e vigilesse?

Non voglio una risposta al mio dubbio, vorrei invece che ciascuno facesse il proprio dovere e soprattutto le funzioni per le quali è pagato per evitare che questa povera Roma in frantumi, diventi una  giungla vera, E’ chiaro, Signor Sindaco?



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Eugenio Santoro
È nato a Roma nel 1938 da famiglia calabrese, e si è laureato a Roma nel 1962, ottenendo la libera docenza nel 1968. Ha svolto tutta la sua vita professionale a Roma. Dopo essere stato per dieci anni allievo e assistente del professor Paride Stefanini, dal 1976 ha diretto per oltre trenta anni le Divisioni di Chirurgia generale ed i Dipartimenti chirurgici degli Ospedali romani Cristo Re, Regina Elena e San Camillo, operando oltre 20.000 malati soprattutto per patologie oncologiche digestive. Ha insegnato nelle Università di Roma La Sapienza, Cattolica e UNItelma. Nel 2001 ha creato un Centro trapianti di fegato all'istituto Regina Elena dove ha realizzato il primo trapianto epatico in Italia in un paziente sieropositivo.Nel 2004 gli viene conferita la Medaglia d'oro della sanità pubblica. È stato presidente della Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani dal 1993 al 1996, presidente della Società Italiana di Chirurgia dal 1998 al 2000, presidente della International Gastric Cancer Association dal 2005 al 2007 e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità dal 2006. È presidente della Fondazione San Camillo-Forlanini dal 2012. Membro onorario di molte società scientifiche di paesi esteri e dei board di riviste nazionali ed internazionali di chirurgia, ha presieduto congressi italiani e internazionali di chirurgia. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche su argomenti di chirurgia e oncologia e di 7 libri. Ha anche pubblicato saggi e articoli di storia, sociologia, politica e due romanzi. È sposato ed ha tre figli.

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