Fine di un’epoca: Bezos lascia le redini di Amazon

SFOGLIANDO IL NEW YORK TIMES DEL 03/02/2021

Quando Bezos fondò una libreria online nel 1991, molti gli chiedevano “Cos’è Internet?” . Bezos ha risposto facendo di Amazon un gigante da 1,7 trilioni che vende così tante differenti cose che è diventato noto come “il negozio di tutto”. Per un periodo è stato l’uomo più ricco del mondo. Ieri ha annunciato le dimissioni da Presidente, mantenendo l’incarico di direttore esecutivo, con l’intenzione di occuparsi di iniziative e prodotti nuovi. 

PRIMA PAGINA

– Il caso presentato dalla Camera dei Deputati chiama Trump “personalmente responsabile” dell’attacco al Campidoglio. La difesa sostiene che il Senato non è competente sul processo. I deputati incaricati del processo hanno illustrato il caso con un rapporto di 80 pagine che risale ai padri della costituzione e, fra l’altro, dice: “Se provocare un’insurrezione contro il Parlamento in seduta comune dopo aver perso le elezioninon e’ un’offesa da impeachment, è difficile immaginare quale potrebbe esserlo”. La difesa ha sostenuto che non c’è stato incitamento all’insurrezione e che comunque il Senato non ha giurisdizione “sul 45mo presidente perché non ha un incarico pubblico da cui rimuoverlo”. Il processo e’ stabilito per la settimana prossima.
– I leaders del partito repubblicano sul filo del rasoio. I repubblicani in lotta fra di loro per il futuro del partito, devono affrontare due situazioni opposte: i fedeli a Trump vogliono punire la deputata Liz Cheney per aver votato per l’impeachment, mentre i critici di Trump vogliono punire la deputata Marjorie Taylor Green per aver sostenuto teorie false e per la violenza dei suoi discorsi, in cui si augura che i leaders democratici vengano giustiziati.
– Dove i poveri soffrono, i ricchi trovano il vaccino. I responsabili della sanità dicono che in molte città gli abitanti di quartieri ricchi e a maggioranza bianchi accorrono ai centri di vaccinazione, mentre nei quartieri poveri a maggioranza di colore gli aspiranti al vaccino sono rallentati da una serie di ostacoli tecnici (difficoltà con le linee telefoniche e telematiche) e logistici (problemi di trasporti) ma anche dallo scetticismo verso il vaccino che continua ad essere molto pronunciato fra i neri e i latini. 
– La sentenza di carcere soffoca la voce di un critico di Putin. Un tribunale russo ha condannato Aleksey A. Navalny a due anni di carcere, sentenza che lo manderà in qualche lontana prigione per la prima volta. In precedenza le autorità avevano cercato di farlo tacere con condanne brevi per non farne un martire e agenti russi avevano anche cercato di avvelenarlo. Adesso la sua voce, che aveva scatenato massicci movimenti di protesta, esce dal panorama politico russo, ma la sua scomparsa potrebbe anche dare energia agli oppositori di Putin.
– Il caso di Floyd combacia col modello di brutalità del poliziotto accusato di omicidio. Si avvicina il processo al poliziotto che ammazzò Floyd : la settimana scorsa un giudice ha autorizzato i procuratori  a portare nell’accusa altri casi di altrettanta brutalità da parte dello stesso poliziotto. Non risulta che egli sia mai stato punito o richiamato all’ordine per il suo comportamento dai suoi superiori.

PAGINE INTERNE

– Los Angeles doppiamente devastata. La forte disuguaglianza sociale è allo stesso tempo sintomo e causa del Covid-19 che si sta espandendo su tutta Los Angeles.
– Il dubbioso Valentino di Cuomo. L’ottimistico piano del governatore di riaprire i ristoranti di New York City  il 14 febbraio ha molti critici.
– I democratici spingono il piano di aiuti. Anche se il Presidente ha trattato con i repubblicani sul suo piano da 1,9 trilioni, il partito sta preparando un procedimento per un’approvazione rapida.
– Cancellazione delle barriere all’immigrazione. Il presidente Biden ha firmato tre ordini esecutivi cancellando alcune delle priorità sull’immigrazione del suo predecessore.
– Futuro oscuro per i giganti petroliferi. Exxon, BP e altri hanno perso miliardi a causa della pandemia e affrontano adesso importanti decisioni di come si adatteranno alle regole sul clima.

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Umberto Bonetti

Umberto Bonetti, nato a Torino nel 1938, laureato in legge e scienze politiche Carriera: RAI di Milano (1962/1967), RAI di Montevideo (Uruguay) (1968/1974), RAI CORPORATION (1974/2000) a New York e Los Angeles. . Dal 2000 in pensione, con vari incarichi di consulenze. Volontariato: Peace Corps in El Salvador, United Nations in Sudan, Unesco in Afghanistan, Unione Europea in Bangladesh. A New York: Metropolitan Museum, Meals on Wheels (distribuzione pasti).

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