Categorie: Professione Donna

La Mitologica: La ragazza di Posillipo

Con buona pace di Raffaele La Capria, la ragazza di Posillipo, ancora oggi è alla Ricerca dell’Armonia. Il dolce La Capria, chiamatosi fuori anni fa (infatti abita alle porte di Napoli: Roma) crede ancora che l’Armonia sia un valore che possa esistere se la socialità funziona tecnicamente, nel senso che eliminati traffico – spazzatura, scippi, camorra e con una dirigenza sociale protesa al Progresso, l’Armonia, come in una Favola, possa reiterarsi a supporto della nostra Felicità. Ma la verità è che la ragazza di Posillipo cerca fin dalla nascita quella Armonia tra Mente & Corpo, tra Spirito & Realtà. Per questa continua ricerca passa sopra al volgare quotidiano, protesa alla perfezione di se stessa. Infatti, la Posillipina, nata e cresciuta tra il verde e il mare, in un Golfo dove si può guardare Capri, Sorrento e il Vesuvio ha una particolare formazione socio-culturale. E caratterizzata dall’amore per la natura e dalla conseguente Ricerca dell’Armonia.

La sua continua frequentazione del mare fin dall’infanzia la induce ad avere un ottimo rapporto e conoscenza del proprio corpo e di conseguenza l’uso che fa del sesso è lirico. La conoscenza di anfratti e di grotte posillipine la investe di una magia grazie alla quale, per tutta la vita, guarderà il mondo dall’alto verso il basso e ogni qualvolta dovrà concedersi al volgare quotidiano lo farà sempre con distacco e separatezza, con Stile & Classe.

Le posillipine quarantenni hanno quasi tutte studiato lettere e filosofia. Le posillipine trentenni hanno scelto chimica, biologia, matematica o fisica, quasi mai economia e commercio, mentre le ventenni stanno orientandosi verso studi sociologici o addirittura a Scienze Politiche (per intraprendere la carriera diplomatica). In queste scelte si nota una coerenza tra l’indirizzo pratico di vita e le proprie caratteristiche biopsico-socio-antropologiche.

Panoramica di Napoli (pixabay.com)

Vita di coppia con una posillipina

Una vera storia d’amore con una posillipina lascia il segno per tutta la vita, poiché al partner compete seguire più le cose non dette che quelle enunciate.

La posillipina esige di essere capita e soddisfatta poiché, proiettandosi sempre verso l’esterno, dentro di sé compie ragionamenti finiti. Arriva alle conclusioni senza far partecipe il proprio partner e al povero maschietto tocca l’onere d’interpretare il suo silenzio come ragionamento. La posillipina pretende dal suo compagno l’anticipazione di desideri espressi solo con gli occhi. Usa un linguaggio muto che solo pochi eletti possono capire. Guai all’uomo che pretende di dominare il suo intelletto. Il corpo può essere l’unica sua concessione, mai la sua mente e i suoi pensieri. Questi appartengono sempre e solo a lei, poiché fin dall’infanzia è allenata a ragionare con la natura, con il mare, con il Vesuvio, con Capri, tutti luoghi della Mitologia. Così facendo, crea dentro di sé vari miti. Tra questi quello del proprio uomo ideale, più vicino al Giovane Werther di Goethe che a un comune mortale. Un uomo disposto a soffrire per lei, a scavalcare monti e valli, attraversare mari in bufera, insomma un Ulisse del nuovo secolo.

In questo mix di Astrazione & Poetica la nostra Penelope crea molti segmenti nella sua mente. Tanto che, quando ha l’età per confrontarsi con il “Mercato” maschile, rimane enormemente delusa. Al maschio non compete eliminare questi segmenti. Se la vuole legata a sé per tutta la vita, è preferibile che diventi Ulisse-Werther-Sandokan-Reinhold Messner. E’ chiaro che, come tutti noi, anche la ragazza di Posillipo è una comune mortale e come tale si rapporta al suo quotidiano, non rinuncia agli incontri, alla sperimentazione, all’attraversamento di sentieri altri, ma tutta questa molteplicità le serve sempre per cercare l’eroe della sua infanzia.

Come rendere felice una posillipina

Come si vede, per far propria per tutta la vita una ragazza di Posillipo bisogna applicare il “Protocollo 1”, quello del Mito e dell’Eroe. E’ una scelta che il partner inizialmente fa per amore, ma una volta compiuta, non bisogna rilassarsi mai, neanche per un solo giorno. Si corre, infatti, il rischio che per una banale volgarità vadano a monte anni di lavoro sulla Mitologia e sull’Eroismo. La ragazza di Posillipo è come la notte: poeticamente dura “ma non ci fa paura”. E’ chiaro che la ragazza di Posillipo è meritevole di un saggio da mille pagine, ma la velocità del Moderno e per non perdere il lettore/ice spinge il nostro prof. Salvatore Pica a scrivere come se facesse zapping con il telecomando. Pertanto, in conclusione, è doveroso precisare che per capire la posillipina quarantenne & trentenne è importante considerare la stratificazione sociale entro cui è cresciuta (figlia di pescatore – di giardiniere – di nobile del Casale del professore universitario dell’impiegato). Queste differenze di classe determinano la sua Formazione & Psiche.

Oggi, dopo l’avvento della società tecnologica e della società di massa tali barriere sono crollate, perlomeno nella fase formativa. Quasi tutte sono figlie del Grande Padre Social. Questo rende abbastanza uniforme il loro modello d’intendere il rapporto col partner. Il suo distinguo con le altre categorie al femminile è solamente mitologico: “Cresce con la natura, cresce col Mito. Pertanto, Cieli Aperti & Eroi rimangono i suoi punti fissi”.

Il partner ideale per la posillipina è il manager colto, con Master a Londra e a Los Angeles e non l’autodidatta dai bluejeans, infatti, solo un uomo mitteleuropeo può apprezzare le qualità della ragazza di Posillipo. Qualità che, una volta realizzati i suoi desideri, danno all’uomo un continuo senso estetico della Vita e un quotidiano degno delle coppie più Nobili & Sane.

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Salvatore Pica

Dopo l’infanzia trascorsa a Pignasecca, Pica inizia la sua carriera nel mondo del design, del teatro d’avanguardia, dell’arte moderna, tra le feste alla factory di Andy Warhol che lo fotografò insieme ad altri personaggi noti della città per le sue Napoliroid. Disse di se stesso: “Volevo diventare qualcuno, alla fine sono diventato qualcun altro”.

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