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Cercansi giornalisti italiani in lingua inglese per far crescere l’ACINA

ACINA è alla ricerca di giovani giornalisti italiani in cerca di “assignments” per la stampa inglese e spagnola a livello internazionale e per qualsiasi media in genere.

Ecco uno degli argomenti proposti alla riunione che si è svolta presso il Consolato Italiano di New York City lo scorso giovedì, oltre ad altri suggerimenti per far rinascere questa associazione di giornalisti e corrispondenti italiani in nord America.

Photo credit: Dom Serafini

L’associazione è nata a New York City nel 1973 e, come ha fatto presente il Console Francesco Genuardi, è la più numerosa associazione di giornalisti fuori dell’Italia.”Al picco della sua popolarità l’associazione contava 129 soci”, ha commentato il presidente dell’ACINA Giampaolo Pioli, “oggi siamo rimasti in 59”. Inoltre, ha aggiunto Pioli, “da circa nove anni l’associazione è rimasta dormiente. Ora vogliamo farla rinascere”.

Al che, Anna Guaita, parte del comitato direttivo, ha lanciato un appello ai 15 soci presenti (vedi foto) alla riunione affinché presentassero delle idee per rivitalizzare l’associazione. Flavio Pompetti, tesoriere dell’associazione, ha trovato interessante l’idea di far diventare l’ACINA anche un centro di reclutamento per giovani giornalisti freelance che scrivono anche in inglese e/o spagnolo. Ed il sito dell’associazione (www.acina.com) verrà aggiornato includendo anche le lingue in cui i soci hanno abilità di scrittura. Nonostante tutto, ha aggiunto Pioli, l’associazione continua ad avere un certo peso al punto che alla prossima riunione, in programma per marzo, si è assicurata la partecipazione dell’Ambasciatore d’Italia a Washington, Armando Varricchio.

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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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