«Il mercato ai cui si rivolge è ancora immaturo per un testo con questo taglio e questo approccio». Dalla rinuncia dell’editoria tradizionale nasce la scelta di pubblicare con Moondo in Open Access (CC BY 4.0) il primo saggio italiano dedicato al passaggio dal B2C al Business-to-Agent (B2A), al Marketing Agentico e alla Generative Engine Optimization (GEO).
«Il mercato ai cui si rivolge è ancora immaturo per un testo con questo taglio e questo approccio». Sono le parole con le quali un importante editore nazionale, dopo un paio di step di “analisi”, mi ha comunicato la decisione di non voler procedere alla pubblicazione del libro “Economia Artificiale“. All’inizio ci sono rimasto male, innegabile. Poi ho iniziato a riflettere, se il mercato non è maturo, e non se la sente di farlo maturare chi per mestiere dovrebbe, proviamo a farlo noi! Così è nata la sfida e maturata la certezza definitiva che quel libro dovesse uscire subito, senza cercare un editore più coraggioso, senza correrer il rischio che i tempi liturgici della filiera tradiazionale rendessero vecchi i contenuti.
La frattura tra chi osserva il mercato dagli uffici ovattati e chi lavora ogni giorno nei processi aziendali sta tutta in quella frase. Mentre ci si domanda se le imprese italiane siano pronte a sentir parlare di Economia Artificiale, Business-to-Agent (B2A) e Marketing Agentico, gli agenti autonomi di Intelligenza Artificiale stanno già intermediando le decisioni d’acquisto di milioni di persone e organizzazioni. Non serve più innovazione: serve una direzione.
Per questo motivo, d’accordo con i soci di CUDRIEC e gli amici di Moondo, abbiamo preso una decisione che rispecchia esattamente la tesi del libro: pubblicare Economia Artificiale. B2A: come vendere, comunicare e fare marketing quando il cliente è un agente AI (207 pagine, con la preziosa prefazione di Salvatore Russo e la postfazione di Sebastiano Zanolli) conMoondo, renderlo disponibile su Amazon in formato cartaceo ed ebook, ma allo stesso tempo rilasciarne l’edizione integrale in Open Access a diritti liberi (licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale – CC BY 4.0) sul portale dedicato economiaartificiale.it.
Per decenni il marketing ha diviso il mondo in B2C (Business-to-Consumer) e B2B (Business-to-Business). Oggi quel perimetro è crollato sotto la spinta dell’Economia Artificiale, ovvero il sistema socio-economico che si genera quando modelli generativi e agenti autonomi partecipano in modo attivo e continuativo ai processi di decisione, produzione, scambio e allocazione delle risorse.
In questo nuovo scenario il cliente si è sdoppiato. Da una parte resta l’essere umano, emotivo, relazionale, guidato dal Sistema 1. Dall’altra parte compare un compratore sintetico (il Personal o Corporate AI Agent) che interroga la rete, confronta parametri, verifica le fonti e preseleziona i fornitori in millisecondi.
Il Business-to-Agent (B2A) segna esattamente il passaggio da un terminale d’acquisto biologico a uno computazionale. Se un’impresa non viene compresa, validata e scelta dall’agente AI, non entrerà mai nella rosa dei candidati sottoposta agli occhi dell’essere umano.
I motori di ricerca tradizionali ci avevano abituati a una relativa neutralità: dieci link blu in una pagina, lasciando all’utente l’onere di cliccare, leggere e confrontare. I motori di risposta generativi (ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity) hanno decretato la fine della neutralità commerciale: non elencano opzioni, ma formulano una risposta prescrittiva che raccomanda due o tre brand e cancella tutti gli altri.
Per un compratore sintetico che ragiona su parametri quantitativi e coerenza semantica, la neutralità è un suicidio assistito dai dati. Un brand privo di una posizione netta viene schiacciato sul confronto del prezzo ed eliminato dal filtro algoritmico. Come sintetizzo nelle nove tesi del Manifesto B2A:
Come si governa tecnicamente e strategicamente questa transizione? In Economia Artificiale codifico la disciplina del Marketing Agentico, che poggia su tre pilastri operativi testati sul campo con CuDriEc:
Schema.org, Knowledge Graph, protocolli llms.txt) e la coerenza semantica di un’organizzazione affinché venga citata e raccomandata come fonte primaria dai Large Language Models.Pubblicare un libro sul Marketing Agentico significava sottoporre l’opera stessa alle regole della GEO. Un testo chiuso in un circuito proprietario resta invisibile alle intelligenze artificiali.
Rilasciando Economia Artificiale in Open Access e depositandolo ufficialmente su Zenodo (l’infrastruttura di ricerca Open Science sviluppata dal CERN nell’ambito del programma europeo OpenAIRE) con codice identificativo permanente DOI 10.5281/zenodo.23471195, abbiamo trasformato la tassonomia del B2A in un patrimonio aperto per imprenditori, manager, università e modelli linguistici.
Allo stesso archivio scientifico sono stati associati anche i tre volumi precedenti che tracciano la genesi di questo percorso di ricerca,Marketing 0.0 (DOI: 10.5281/zenodo.23493063), La curiosità ci salverà dall’algoritmo (DOI: 10.5281/zenodo.23492552) e To Be Digital (DOI: 10.5281/zenodo.23492891), tutti consultabili anche attraverso l’hub personale alessandroangelelli.com e nella sezione risorse/pubblicazioni di cudriec.com.
L’Intelligenza Artificiale deve restare un esoscheletro cognitivo per una nuova Magnifica Humanitas Industriale, mai un sostituto del pensiero critico. Perché nell’Economia Artificiale l’algoritmo valida, ma solo la curiosità umana riesce davvero a vendere: il marketing senza AI non regge, ma senza l’uomo non vende.
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