Anteprima News

L’aut aut di Conte: un accordo o mi dimetto

Il premier Giuseppe Conte non ne può più e ieri ha lanciato un aut-aut: se Lega e M5s non trovano presto un accordo, si dimetterà. I due devono farla finita di litigare a mezzo stampa: «Se hanno qualcosa da dire, vengano a dirla a me». Esasperato dalla campagna elettorale («ho fatto un errore di valutazione non pensavo che la campagna potesse diventare così aspra»), il premier è andato più volte al Quirinale a discutere con il presidente Mattarella «che ringrazio per i suoi preziosi consigli».

A infastidire Conte, anche le continue ingerenze di Salvini e Di Maio: «Se il ministro dell’Economia e il premier interloquiscono con le autorità della Ue per evitare una procedura di infrazione che farebbe molto male al Paese, le due forze politiche non devono intervenire». Insomma Conte, dopo aver elencato tutto l’operato del governo e tutto quello che si propone di fare nei prossimi tre anni, ha chiesto ai suoi due vice «se hanno intenzione di proseguire con lo spirito del contratto stipulato o se preferiscono riconsiderare questa posizione, se hanno la speranza di rafforzare la propria posizione elettorale o riscattare una sconfitta. Chiedo una risposta chiara, inequivoca e rapida perché il Paese non può attendere. Io non posso andare avanti da solo».

L’aut aut di Conte: un accordo o mi dimetto (photocredit: Facebook)

La risposta di Salvini non si è fatta attendere: «La Lega c’è. Il voto alle europee è stato chiaro, le regole Ue vanno cambiate». Di Maio, alludendo indirettamente alla voglie di ribaltone di Fico: «Ci vuole un vertice, anche domani. Questa è l’unica maggioranza possibile».
Secondo la Stampa, Salvini si prepara ad un rimpasto: il ministero delle Infrastrutture (Toninelli) e uno dei due di Di Maio dovrebbe traslocare alla Lega.
«Gli ultimi sondaggi dopo le europee danno la Lega ancora in crescita, al 36%»

[La Mattina, Sta].

CLICCA QUI e ricevi gratuitamente anteprima completa via mail per un mese

Condividi
Giorgio Dell'Arti

Nasce a Catania il 4 settembre 1945. Giornalista dal ’69 a Paese sera. Passa a Repubblica nel ’79: inviato, caposervizio, redattore capo, fondatore e direttore per quattro anni del Venerdì, editore del mensile Wimbledon. Dirige l’edizione del lunedì de Il Foglio, è editorialista de La Stampa e La Gazzetta della sport e scrive per Vanity fair e Il Sole 24 ore. Dell’Arti è uno storico di riconosciuta autorevolezza, specializzato in biografie; ha pubblicato (fra gli altri) L’uomo di fiducia (1999), Il giorno prima del Sessantotto (2008) e l’opera enciclopedica Catalogo dei viventi - 7247 italiani notevoli (2008, riedizione de Catalogo dei viventi - 5062 italiani notevoli, 2006). Tra gli ultimi libri si ricordano: Cavour - Vita dell’uomo che fece l’Italia (2011); Francesco. Non abbiate paura delle tenerezza (2013); I nuovi venuti (2014); Moravia. Sono vivo, sono morto (2015); Bibbia pagana (2016).

Ultimi articoli

L’inganno dei confini

Il focus del libro di Simone G. affronta il tema dei confini non solo in…

30 Marzo 2026

LASCIARE ANDARE

Al netto di una sensazione del "si, ma" che a tratti questo libro mi ha…

28 Marzo 2026

Il “Pensiero Magico” delle Soft Skills: perché un libro non salva l’azienda.

​Avete presente quel libro sulla leadership che troneggia sulla scrivania di molti manager? Quello con…

26 Marzo 2026

Intervista a Sebastiano Zanolli

Nell'intervista con Sebastiano Zanolli sul libro "Collaborare a ogni età", emerge una visione pragmatica della…

26 Marzo 2026

L’ITALIA E IL MISTERO DEI LIBRI INVISIBILI: PERCHÉ NON LEGGIAMO?

Prendo spunto dalla vicenda della casa editrice Hoepli - che sicuramente ha anche altre cause…

26 Marzo 2026

Intervista a Paolo Borzacchiello

L'intervista a Paolo Borzacchiello annuncia una rivoluzione formativa dal 20 marzo 2026: un ecosistema accessibile…

12 Marzo 2026