Trump
Sfogliando il New York Times del 12/06/2020
Associazioni sportive chiedono ai tifosi di non usare bandiere federali; il Pentagono e qualche senatore repubblicano sono disposti a cambiare il nome di alcune basi militari; grandi industrie si schierano contro l’ingiustizia razziale; la maggioranza anche dei conservatori riconosce qualche giustificazione alle marce di protesta. Eppure, con l’opinione pubblica cambiando rapidamente sul razzismo in America, c’e’ ancora una stella che brilla al contrario: il presidente. Che suggerisca di sparare ai dimostranti o di scatenargli contro i cani, che difenda i nomi della basi o che dica che i suoi sostenitori “amano la gente di colore”, Trump sembra sempre piu’ una reliquia culturale, distaccata non solo dai dimostranti nelle strade, ma anche dal paese politicamente di centro e persino da molti alleati repubblicani e i suoi stessi leaders militari.
Dopo Sebastiano Zanolli ho pensato di chiedere a Roberta Zantedeschi il suo punto di vista…
Mi sono spesso chiesto se è possibile essere uomini e femministi, e la risposta rapida…
Diciamocelo subito chiaramente: un libro, da solo, non ha le braccia per smantellare un sistema…
Il focus del libro di Simone G. affronta il tema dei confini non solo in…
Al netto di una sensazione del "si, ma" che a tratti questo libro mi ha…
Avete presente quel libro sulla leadership che troneggia sulla scrivania di molti manager? Quello con…