Bastava una telefonata per installare sul vostro cellulare Pegasus, uno spyware. (pixabay.com)
Bastava una telefonata per installare sul vostro cellulare Pegasus, uno spyware, un software in grado di raccogliere tutte le informazioni e i dati presenti sul dispositivo. E non era neanche necessario rispondere perché il virus si attivasse. Una società israeliana, la Nso Group, è riuscita a bucare la crittografia end to end di WhatsApp, finora invalicabile. Questa storia, scovata dal Financial Times, è stata confermata dal portavoce di Facebook, l’azienda che possiede l’app.
Neanche la Nso, che l’ha inventato, ha negato l’esistenza di Pegasus, ma assicura che è stato prodotto per uso esclusivo di agenzie governative e forze di polizia impegnate nella pubblica sicurezza e nella lotta al terrorismo: «Nso non ha mai voluto, né potuto, usare la propria tecnologia per prendere di mira persone od organizzazioni».
Google, che a Monaco di Baviera ha inaugurato il Gsec, il nuovo centro ricerca dedicato alla sicurezza globale, ha lanciato un fondo da 10 milioni di euro per supportare aziende no profit, università e istituzioni di ricerca a sviluppare progetti legati a privacy e sicurezza.
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