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Sondaggi USA: sorprese e conferme per il candidato Biden

Secondo il sondaggio piú recente per le elezioni presidenziali negli Usa, il candidato democratico Joe Biden ha un vantaggio di nove punti sul presidente repubblicano Donald Trump. Il vantaggio era di 11 punti il mese scorso.

 I risultati del sondaggio sono stati pubblicati dal quotidiano conservatore “The Wall Street Journal” (WSJ), di proprietá dell’alleato repubblicano di Trump, Rupert Murdoch. Sondaggio condotto assieme alla rete Tv della NBC (di tendenza liberale). Altre testate giornalistiche hanno pubblicato sondaggi che hanno prodotto risultati diversi, anche se tutti mostrano, con diversi livelli, un costante vantaggio di Biden su Trump (la rete TV ABC assegna a Biden il 53% delle preferenze).

Il sondaggio del WSJ/NBC assegna a Biden il 50% delle preferenze contro il 41% di Trump, ed é lo stesso vantaggio che Hillary Clinton aveva su Trump nel 2016.

Dati confermati sono che l’elettorato di Trump é per la maggior parte bianco (49%) e con una scolarizzazione media fino alle scuole superiori (54%). L’elettorato di Biden é prevalentemente nero (88%), ispanico (57%) e piú scolarizzato (61% laureati e 65% con la specializzazione).

Le sorprese sono che il 36% delle donne continua a sostenere Trump, e che la popolazione anziana (+65), una volta sostanziale base elettorale di Trump, si é ora ridotta al 43% (contro il 50% per Biden).

Dai risultati del sondaggio si deduce che i giovani (18-34 anni) favoriscono Biden (54%), mentre la fascia 35-64 anni si presume favorisca Trump, anche se il sondaggio non lo dice specificatamente. Da considerare che le preferenze dei giovani e dei neri non sempre si trasformano in voti, visto il loro tradizionale basso tasso di partecipazione alle urne.

La sorpresa é anche che il sondaggio indica come le comunitá del “midwest” piú colpite dal coronavirus, dalla disoccupazione e dalla crisi economica, sono quelle che pensano Trump sia piú capace di Biden in materia di economia.

Nonostante tutto, Biden non puó ancora cantare vittoria, in quanto deve risolvere alcuni problemi, tra cui la mancanza di carisma. Il suo non é un voto a favore, ma contro Trump. Infatti il 58% dei votanti che dice di preferire Biden, lo fa per andare contro a Trump. Viceversa, il 75% dei sostenitori di Trump dice che il voto é per Trump, e non contro Biden. Biden inoltre mostra una bassa “energia” a tal punto che Trump lo prende in giro con il nomignolo “sleepy Joe” (Joe l’assonnato), ma é compensato dall’energetica candidata alla vice presidenza, Kamala Harris.

Da tener presente anche che seppur storicamente abbiano vinto le presidenziali candidati ai quali i sondaggi davano il 50% delle preferenze, Trump ha vinto con il solo 46% del voto popolare perché quel che conta é il voto dei delegati. Ad esempio, stati come i due Dakota, Wyoming e Montana, che cumulativamente hanno una popolazione pari alla sola Los Angeles (4 milioni di abitanti, contro i 3,3 milioni di questi 4 stati messi assieme), hanno un totale di 96 “electoral votes”, contro i soli 55 della California, che ha una popolazione di 40 milioni di abitanti. 

A favore di Biden vi é anche l’esodo dei repubblicani che si dicono stanchi dell’incompetenza dell’amministrazione di Trump, ed é preferito pure dal 49% degli “indipendenti” (non associati ad un partito), contro il 25% a favore di Trump.

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Dom Serafini

Domenico (Dom) Serafini, di Giulianova risiede a New York City ed è
il fondatore, editore e direttore del mensile “VideoAge” e del quotidiano fieristico VideoAge Daily", rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali. Dopo il diploma di perito industriale, a 18 anni va a continuare gli studi negli Usa e, per finanziarsi, dal 1968 al ’78 ha lavorato come freelance per una decina di riviste in Italia e negli Usa; ottenuta la licenza Fcc di operatore radio, lavora come dj per tre stazioni radio e produce programmi televisivi nel Long Island, NY. Nel 1979 viene nominato direttore della rivista “Television/Radio Age International” di New York City e nell’81 fonda il mensile “VideoAge”. Negli anni successivi crea altre riviste in Spagna, Francia e Italia. Dal ’94 e per 10 anni scrive di televisione su “Il Sole 24 Ore”, poi su “Il Corriere Adriatico” e riviste di settore come “Pubblicità Italia”, “Cinema &Video” e “Millecanali”. Attualmente collabora con “Il Messaggero” di Roma, con “L’Italo-Americano” di Los Angeles”, “Il Cittadino Canadese” di Montreal ed é opinionista del quotidiano “AmericaOggi” di New York. Ha pubblicato numerosi volumi principalmente sui temi dei media e delle comunicazioni, tra cui “La Televisione via Internet” nel 1999. Dal 2002 al 2005, è stato consulente del Ministro delle Comunicazioni italiano nel settore audiovisivo e televisivo internazionale.

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