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Banksy con Oscar Wilde evade dalla prigione di Reading

Anche questa volta Banksy ci ha sorpresi, ci ha tenuti con il fiato sospeso per qualche giorno , non avendo confermato come usa di solito fare pubblicando l’opera sul suo account Instagram, ma molti tra esperti e stampa hanno dato subito per certa la paternità della sua ultima opera apparsa sul muro del carcere inglese di Reading. 

Ma ricapitoliamo la storia che non inizia qualche giorno fa ma incomincia nel lontano 1895, quando la casa di detenzione del sud dell’Inghilterra sale agli onori delle cronache perché per due anni imprigionerà il famoso , il leggendario scrittore, intellettuale, protagonista della scena europea di quell’epoca : Oscar Wilde. Dal 1895 al 1897 Wilde scontò la sua condanna per omosessualità  ai lavori forzati e detenzione per “ volgare indecenza” a causa della suo amore per Lord Alfred Douglas. Una vicenda scandalosa che fece il giro del mondo, scontata la pena lo scrittore provato e non più lo stesso scrisse l’opera, pubblicata nel 1898 “ La ballata del carcere di Reading”.

Ma veniamo all’attualità, l’edificio carcerario è stato abbandonato nel 2013 ,messo poi in vendita dal governo britannico nel 2019, in prima battuta sembrò essere stato comprato da un gruppo immobiliare che ne avrebbe fatto appartamenti , fallito poi l’accordo con i privati si è fatto avanti il Comune di Reading per farne un centro culturale e artistico. A sostegno di questo progetto è partita subito una campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto molti personaggi famosi che hanno sostenuto e aderito alla trasformazione di Reading in un luogo simbolo. Il portavoce del Consiglio comunale della città britannica ha dichiarato ,qualche giorno fa, di essere “ entusiasta del fatto che Banksy sembri aver dato il suo sostegno alla volontà del Consiglio di trasformare il Reading Gaol ormai vuoto in un faro di arte, patrimonio e cultura con quest’opera d’arte “ aggiungendo “ che il Consiglio stesso sta spingendo il Ministero della Giustizia, proprietario del sito, a prendere accordi adeguati per proteggere il murale”.

Cosa è apparso sul muro di mattoni di Reading? Un detenuto che evade usando lenzuola legate e sul fondo annodata una macchina da scrivere, l’usuale divisa da carcerato a righe, il viso somigliante a quello di Oscar Wilde. Pochi dettagli e per giorni con il fiato sospeso, tra notizie che si rincorrevano è lui o non è lui?

E così la conferma sull’account Instagram con un video, un video speciale dedicato a Bob Ross, dal titolo “The Create Escape”. Bob Ross è un pittore morto nel 1995 diventato personaggio televisivo con la sua trasmissione tv, “The Joy of Painting” trasmessa tra la metà degli anni ’80 e la metà dei ’90. Il filmato di Banksy parte dal programma tv, fingendo poi un’ improvvisa smagnetizzazione, appare così un uomo di cui non si vede mai il viso che dipinge il murale di Reading, con bombolette spray e stencil e sotto la voce di Bob Ross che commenta: “La pittura per me rappresenta la libertà. Posso creare il mondo che voglio vedere e di cui voglio far parte”. 

Questa volta Banksy non solo crea in difesa dei diritti e della libertà ma aderisce alla campagna per fare di Reading un polo culturale, contro la speculazione edilizia di un luogo storico,lo conferma anche il Ministero della Giustizia britannico che dichiara di aver preso in considerazione nuove ipotesi e valutazioni rispetto alla vendita.

Questa opera è sicuramente l’opera dello street artist che più mi emoziona , perché unisce due miti, crea un legame incredibile tra due esseri umani che amo follemente: Oscar Wilde e Banksy, per me due comete in mondi ed epoche che sono sempre alla ricerca di uscire dagli schemi e dalle ingiustizie. Tra i loro tratti comuni ci sono sicuramente la provocazione, le verità scomode, l’audacia , la voglia di libertà.

Concludo in attesa di conoscere il destino del carcere inglese con una delle frasi de “ La ballata del carcere di Reading”, citata anche nella colonna sonora di” Querelle de Brest” di Fassbinder: ”Ogni uomo uccide la cosa che ama”.

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Tiziana Buccico

Tiziana Buccico, napoletana verace, classe 1969, da sempre appassionata di politica, cultura e Medio Oriente. Un passato di uffici stampa tra cui l’Istituto italiano per gli Studi filosofici. Poi giornalista di pagine di cultura e società, come “moscone” per i quotidiani “La Città” e "il Corriere del Mezzogiorno”. Ha lavorato per uffici stampa politici e istituzionali (Regione Lazio e Consiglio Regionale del Lazio), organizzando eventi e campagne elettorali. Pezzi di vita vissuti tra Gottingen, Vienna e Parigi, viaggi avventurosi e curiosi. Per otto anni, sino al 2017, è stata in Iran per seguire marito e famiglia ma occupandosi a tempo pieno della Scuola Italiana “Pietro della Valle” di Teheran, come Vice Presidente . Da allora la passione per i viaggi e le culture diverse è cresciuta e si è anche trasformata in una rubrica Treccani dal titolo “Via della Seta”. Rientrata in Italia si occupa di social, politica, giornalismo ed eventi culturali mantenendo così un filo diretto con quella parte del mondo che le ha cambiato la vita. Social media manager dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive.

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