Mi sono letto il nuovo libro di Francesco Costa Se guardiamo la politica di oggi, sembra che la sinistra e le forze progressiste siano costantemente in difesa? Apriamo i giornali o i social e la storia è sempre la stessa: da una parte c’è chi detta l’agenda con slogan efficaci e di rottura, dall’altra chi cerca di spiegare che “non è così semplice” o che bisogna difendere le regole del gioco.
Il libro di Francesco Costa sono 181 pagine e l’ho finito in appena 4 giorni. Se si legge così in fretta è perché Costa usa la politica americana come uno specchio d’ingrandimento per mostrare dinamiche che stiamo vivendo sulla nostra pelle anche qui in Italia. Non lo scrive esplicitamente però leggendolo non ho potuto non pensare che le lezioni non solo per i Democratici USA, ma in generale per tutte le democrazie occidentali.
Ecco i 4 punti fondamentali che mi hanno fatto riflettere:
Negli Stati Uniti, i Democratici si sono spesso proposti come il partito della competenza e della difesa della democrazia. Il problema? Dire agli elettori che “tutto va bene” o che “bisogna difendere il sistema” quando le persone non arrivano a fine mese o vedono peggiorare i propri servizi non funziona.
In Italia viviamo esattamente lo stesso corto circuito: difendere le istituzioni è fondamentale, ma se l’opposizione diventa solo difesa dell’esistente, la speranza di cambiamento viene regalata agli avversari.
Il libro analizza con lo stile che conosciamo di Francesco Costa come il linguaggio politico dei progressisti americani si sia rifugiato in battaglie culturali importanti, ma spesso formulate con codici comprensibili solo nei campus universitari o nelle grandi metropoli. Risultato? Interi blocchi di classe lavoratrice, storicamente di sinistra, hanno smesso di sentirsi rappresentati.
Il parallelismo con l’Italia è evidente: dal centro alle periferie, dalla provincia ai grandi capoluoghi, la distanza tra l’agenda politica percepita e le difficoltà quotidiane delle persone è il vero motore dell’astensionismo e del voto di protesta.
Quando la tua identità si basa interamente sull’essere “l’alternativa a X” (che sia Donald Trump negli USA o la destra al governo in Italia), smetti di dettare il gioco. Passi le giornate a rincorrere le provocazioni, gli attacchi e le uscite dell’avversario. Rispondi a tutto, ma non proponi nulla che rimanga impresso.
La tesi di Costa non prevede formule magiche, ma richiede una svolta culturale:
Leggere questo libro in quattro giorni mi ha lasciato una forte lezione di lucidità. Capire che gli errori del Partito Democratico americano sono gli stessi commessi a queste latitudini è il primo passo per smettere di ripeterli.
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